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	<title>Abietti si Nasce &#187; Articoli</title>
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		<title>LOST Time</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 18:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tappi, Isole, Evangelion e Pure Formalità
Una visione critica di &#8220;LOST&#8221; alla fine del viaggio
Sono passati sei anni da quando, per la prima volta, abbiamo fatto la conoscenza di personaggi come Jack, Sawyer, Sayid, Kate, Locke e Hugo e, soprattutto, dalla prima volta che abbiamo visto l’Isola e il Mostro di Fumo. “Lost”, una delle serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tappi, Isole, Evangelion e Pure Formalità</strong><br />
Una visione critica di &#8220;LOST&#8221; alla fine del viaggio</p>
<p>Sono passati sei anni da quando, per la prima volta, abbiamo fatto la conoscenza di personaggi come Jack, Sawyer, Sayid, Kate, Locke e Hugo e, soprattutto, dalla prima volta che abbiamo visto l’Isola e il Mostro di Fumo. “Lost”, una delle serie che ha fatto parlare maggiormente di sé in questi ultimi anni, è finita. In tutto questo tempo, “Lost” ha creato, sostanzialmente, due fazioni che potremmo definire i “Credenti” e gli “Scettici”. I “Credenti” sono sempre stati convinti che gli autori avessero, per quanto in modo ampio e non dettagliato, una trama generale fin dalla prima stagione (cosa che gli sceneggiatori stessi hanno più volte dichiarato) e che i principali misteri dell’Isola sarebbero stati spiegati e risolti. Gli “Scettici”, invece, hanno sempre sostenuto il contrario: gli sceneggiatori stanno buttando carne al fuoco pressoché a caso, tanto per mantenere accesa l’attenzione del pubblico con continui colpi di scena, ma non hanno una spiegazione soddisfacente per i vari contraddittori misteri inseriti di puntata in puntata. In poche parole, i primi credevano di star vedendo una storia più “tradizionale” in termini di trama, i secondi una specie di giro sull’ottovolante che, per quanto piacevole, era estremamente caotico e privo di un filo logico.</p>
<p>Le discussioni e le diatribe sono andate avanti ininterrottamente dalla primissima puntata e una delle ultime linee di difesa per i Credenti è sempre stata: “Non possiamo ancora giudicare, bisogna vedere tutta la serie prima di poter capire.” Sfortunatamente (o per fortuna, a seconda dei punti di vista) la serie ora *è* conclusa, quindi tale alibi non può più reggere ed è giusto che almeno un Credente (il sottoscritto) si assuma l’obbligo morale di dare un giudizio definitivo. (N. B.: gli autori e la produzione hanno dichiarato che presto uscirà la sesta stagione di “Lost” in DVD, nonché il cofanetto con la serie completa in BluRay, ed entrambe conterranno una versione estesa dell’ultima puntata – che dura due ore – con venti minuti supplementari di “spiegazioni” dei vari misteri… In quanto Credente, potrei appellarmi a questo e scrivere una recensione della serie solo dopo aver visto questi venti minuti, ma ormai appare chiaro che venti minuti non possono essere affatto sufficienti per spiegare tutte le incongruenze e i misteri irrisolti dell’Isola. Mi riservo, comunque, di scrivere un “addendum” dopo aver visionato quelle scene aggiuntive).</p>
<p>Cominciamo subito col dichiarare la mia tesi: ritengo di essere stato nel torto per sei anni e ritengo che gli “Scettici” avessero ragione (anche se non del tutto o in ogni singolo dettaglio, comunque nella sostanza generale). Ritengo che gli sceneggiatori di Lost abbiano sofferto della “sindrome da Evangelion” e che, in poche parole, abbiano gettato in faccia agli ascoltatori qualsiasi cosa passasse loro per la testa purché fosse utile a mantenerli aggrappati alla sedia per un’altra puntata, senza un piano specifico sottostante e senza avere chiaro in mente dove volessero andare a parare. In parte, questo problema è sicuramente stato causato dalla caratteristica tipica di J. J. Abrams di rimescolare le carte in tavola. Anche in altre sue produzioni (come “Fringe” o “Alias”), Abrams ama trasformare, di stagione in stagione, i “buoni” in “cattivi” e i “cattivi” in “buoni”. Prevedibilmente, dopo un po’, le possibili giustificazioni narrative per questi “cambi di bandiera” risultano via via più stiracchiate e illogiche. Un’altra sua mania è quella dei “misteri”, mania che ha avuto ben modo di esprimersi nelle già citate serie televisive, nonché in produzioni cinematografiche come “Cloverfield” e, presumibilmente, l’imminente “Super 8”, prodotto con la collaborazione di Steven Spielberg.<br />
Perché, quindi, ho deciso di passare dal partito dei Credenti a quello degli Scettici? Ci sono molte ragioni e cercherò di elencarle di seguito, spiegandole come meglio posso. Cominciamo subito con…</p>
<p><strong>1 – L’Isola</strong><br />
Il mistero principale di tutte e sei le stagioni della serie è proprio lei, l’Isola su cui si ritrovano i personaggi. Ci sono strani fenomeni elettromagnetici, i morti sembrano tornare in vita, i malati guariscono (e alcuni sani si ammalano), c’è una fonte di luce che è “il cuore dell’Isola” e che è anche una fonte di vita e di energia positiva, i bambini concepiti sull’Isola non riescono a nascere e spesso le madri muoiono di parto, ci sono strane epidemie di follia, eccetera. Tutto molto interessante, peccato che proprio il primo e più importante mistero non abbia alcuna soluzione. Entro il finale della sesta stagione, ci saremmo aspettati almeno una singola battuta di spiegazione di “cosa sia” l’Isola, del *perché* abbia queste caratteristiche particolari, di cosa sia la fonte di luce bianca, eccetera. Queste cose, invece, vengono date per scontate come elementi narrativi, come espedienti, e non vengono mai spiegate in modo soddisfacente. Il che potrebbe andare benissimo se si trattasse di una serie dichiaratamente fantasy e non di un “mystery show”. Come ha già affermato qualcuno sulla Grande Rete, le premesse della serie erano quelle di un grande mistero, di un “giallo” con tanti indizi ed elementi e per molto tempo i produttori hanno giocato con il pubblico, sfidandolo a capire cosa fosse l’Isola (quando, evidentemente, non lo sapevano neanche loro). È un po’ come leggere un giallo di Agatha Christie in cui l’omicidio principale che fa da pretesto per il romanzo non viene risolto e per saperne di più sui personaggi comprimari bisogna comprare un CD e un album a fumetti. Dubito che i lettori sarebbero molto soddisfatti.</p>
<p>L’Isola, dunque, semplicemente *è*. Potrebbe essere Atlantide o Mu o Lemuria o Avalon o Lyonesse, o qualsiasi altro luogo “mitico” che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Semplicemente esiste, è uno dei postulati di partenza (e di arrivo) dell’intera saga. Decisamente poco soddisfacente, come ho già detto, dato che la serie è stata venduta come qualcosa di molto diverso.</p>
<p><strong>2 – Le spiegazioni</strong><br />
Lasciamo perdere il “grande mistero” e concentriamoci di più sui “piccoli misteri”. Che cos’è la Dharma? Cos’è il Mostro di Fumo? Perché i morti camminano sull’Isola? Eccetera eccetera. Nella stragrande maggioranza dei casi, i misteri che sono stati introdotti vengono spiegati (anche se non in un modo così diretto ed esplicito) con la frase “è così perché è così”. Qualche esempio? Perché le donne incinte sull’Isola non riescono a partorire e muoiono? Non si sa. L’Isola non dovrebbe, grazie alla sua fonte di luce bianca, essere una sorgente di vita? La spiegazione dell’ultima puntata non è in contraddizione con questo problema? Vediamo anche la falsa madre di Jacob e di suo fratello uccidere una donna perché ha appena dato alla luce i due gemelli, probabilmente proprio perché lei, stando sull’Isola, non poteva avere figli propri. Eppure era la Custode della Luce. Che significato ha (anche solo simbolico) questa cosa? Sostanzialmente, quello che volete. La spiegazione viene lasciata alla fantasia e all’immaginazione del pubblico (che sembra essere molto più vasta di quella degli autori, viste le arrampicate sugli specchi che molti “fan” hanno costruito attentamente nei vari forum online). Un altro esempio? I fenomeni elettromagnetici della stazione “Cigno” della Dharma. Perché accadono? Cosa li causa? I fenomeni elettromagnetici sono causati (apparentemente, date le ultime puntate della sesta stagione) dalla fonte di luce bianca. E che cos’è la fonte di luce bianca? Ciò che crea i fenomeni elettromagnetici. Ah, okay, molto comodo, non è vero?</p>
<p>Cos’è il mostro di fumo? Questa domanda, a cui apparentemente gli sceneggiatori hanno dato una “non-risposta”, prevede un po’ di storia e vari “spoiler alert”. Millenni prima, la finta madre tira su Jacob e il gemello. Intende far diventare il gemello il nuovo Guardiano della Luce, ma lui ha altri piani e vuole raggiungere la Luce e utilizzarla, insieme a una tribù di altri naufraghi che si sono installati sull’Isola (e che sembrano avere particolari abilità magiche o tecnologiche, come una “Dharma” ante litteram, con scienziati e alchimisti). La madre non vuole che questo accada (non si capisce bene per quale motivo, che non viene mai spiegato efficacemente) né vuole che il gemello “cattivo” lasci l’Isola (anche questo non viene mai spiegato). La madre passa il testimone a Jacob, compie il rito e gli dice di difendere la fonte di Luce ma di non entrare *mai*, per nessun motivo, nella caverna, perché soffrirebbe un destino peggiore della morte. Come fa a saperlo? Lei ci è entrata? È diventata anche lei un Mostro di Fumo? Sembrerebbe di sì, considerato che da sola riesce a uccidere tutti gli abitanti del villaggio “proto-Dharma” e a dar fuoco a tutte le case, distruggendo il pozzo scavato dal Gemello e dai suoi alleati per arrivare alla luce. Come avrebbe potuto farlo una donna di mezza età sola e senza poteri? Okay, diciamo che abbracciamo quest’ipotesi. Allora perché basta una coltellata del Gemello per ucciderla? Perché ha già passato il testimone a Jacob? Non si sa, la cosa non viene esplicitamente spiegata. Jacob, vista la madre morta, si arrabbia, ferisce e fa perdere i sensi al Gemello, quindi lo butta nella caverna della Luce. Il corpo del gemello muore (e viene inumato con la madre e con due pietre di un gioco che i due gemelli avevano trovato sulla spiaggia – i due corpi diventano “Adamo” ed “Eva”) mentre il suo “spirito” si trasforma nel Mostro di Fumo che, in seguito, riprenderà le sembianze del Gemello e si scontrerà con Jacob. Tutto questo è molto bello, per una trama fantasy, ma non spiega assolutamente nulla. In particolar modo, non spiega perché Jack, alla fine della sesta stagione, riesce a rimanere cosciente nella stessa “pozza” di Luce senza a sua volta trasformarsi in un Mostro di Fumo. Viene catapultato fuori dalla caverna (come accade al Gemello) ma vivo e, anzi, sembra chiaro che venga ucciso dalle ferite infertegli dal finto-Locke, più che dall’esposizione alla Luce (era morente già prima di entrare nella caverna). Come mai, se è diventato il Guardiano della Luce, può essere ucciso così facilmente? Perché Desmond, in quel momento, ha “stappato” l’Isola? Non è chiaro.</p>
<p>Il sospetto fortissimo che sorge in uno spettatore che abbia mantenuto un minimo di spirito critico è che la spiegazione, in ultima analisi, sia “perché, in quel momento, quello serviva alla trama”. Il che non è mai un buon segno di una narrazione coerente e logica. Perché Richard Alpert è immortale? Perché Jacob l’ha toccato e l’ha fatto diventare immortale. Perché? Non si sa. Come ha fatto? Non si sa di preciso. Con quali poteri? Quelli derivanti dal fatto di essere un Guardiano della Luce. E se ha tali poteri perché non li ha usati prima e in mille altre occasioni in cui avrebbe potuto modificare il corso degli eventi? Non si sa. Ancora una volta: “perché, in quel momento, serviva alla trama” sembra essere l’unica spiegazione logica.</p>
<p><strong>3 – Gli elementi “fuori posto” dell’Isola</strong><br />
L’Isola ha una serie di elementi “fuori posto”, come statue gigantesche, templi, catacombe, sotterranei, pozze magiche e caverne piene di luce. Perché sono lì? Chi li ha costruiti? A cosa servono? Gli sceneggiatori hanno deciso di non dare *nessuna* spiegazione a questi elementi, molto probabilmente perché non lo sanno nemmeno loro e non si sono mai presi la briga di inventarselo. Perché la statua gigantesca della divinità egizia che si trova sulla riva del mare, dove Jacob risiede, ha quattro dita invece che cinque? Non si sa. Perché il Tempio ha una pozza magica che cura tutte le ferite? È collegata con la pozza di Luce bianca che c’è nella caverna? Non si sa. Da cosa prende il suo potere? Dalla fonte di Luce o dalla presenza di Jacob (come viene semi-esplicitamente detto nella puntata in cui tale “piscina” viene introdotta)? Non si sa.</p>
<p>I protagonisti portano Sayid, morente, nel Tempio e Jacob dice loro di immergerlo nella piscina di luce. Quando lo fanno, la luce svanisce dalla piscina. Perché? La fonte di Luce non è ancora stata spenta (lo farà soltanto Desmond molte puntate dopo) e Jacob è *già* morto. Ha qualcosa a che fare con il Mostro di Fumo? Non si sa. Ha qualcosa a che fare con il fatto che Sayid è “passato al Lato Oscuro”? Non è possibile, dato che Sayid in quel momento è incosciente e deciderà di seguire il falso Locke solo *dopo* essere stato rianimato e dopo aver “fallito” un test in cui, sostanzialmente, gli dicono che “l’Ombra è entrata dentro di lui”. Cosa causa, dunque, quella catena logica di eventi? Apparentemente, un circolo vizioso narrativo. Ancora una volta: “perché serviva alla trama”. E ancora, perché i bambini non possono nascere? Non si sa. Perché le madri muoiono di parto? Non si sa. Perché c’è una strana epidemia che fa impazzire la gente? Non si sa. Perché la Rousseau e, in seguito, Claire, impazziscono e diventano due eremite con i capelli lunghi e spettinati, paranoiche e sempre attaccate a un fucile carico? Non si sa. Perché Claire (che vediamo nel Capanno con il falso padre di Jack) decide di seguire Locke? Non c’è una chiara e inequivocabile motivazione. Chi ha costruito il Tempio, la Statua, eccetera? Non si sa. Esistevano già ai tempi della falsa-madre e di Jacob e suo gemello quando erano bambini? Non si sa.</p>
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		<title>Vita da Rappresentante</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jun 2006 12:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Online</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le mirabolanti avventure di PierOnline
Esco, stamane di buon’ora, che il cielo promette solennemente di rendermi difficile la giornata. Avete presente quando assume quel colore viola scuro per comunicarti l&#8217;imminenza di un temporale? Oggi è venuta giù come ai tropici, quindi per un tempo limitatissimo. Per fortuna mi sono beccato solo pochi schizzi, un po&#8217; come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le mirabolanti avventure di PierOnline</strong></p>
<p>Esco, stamane di buon’ora, che il cielo promette solennemente di rendermi difficile la giornata. Avete presente quando assume quel colore viola scuro per comunicarti l&#8217;imminenza di un temporale? Oggi è venuta giù come ai tropici, quindi per un tempo limitatissimo. Per fortuna mi sono beccato solo pochi schizzi, un po&#8217; come arrivare all&#8217;ultimo secondo ad un “party bukkake”, scoprire di essere l&#8217;ospite d&#8217;onore e rallegrarsi di essere in ritardo. Per fortuna gran parte dello scroscio è avvenuto mentre ero in metropolitana. Tragitto linea verde Cernusco sul Naviglio/Abbiategrasso. Poi la 79, due fermate diverse. Che precisione nella mio programma! C&#8217;è tutto&#8230; ad un certo punto mi soffermo sulla parte sottolineata e in grassetto.<br />
<strong>Via Carlo Bazzi e Porta Lodovica</strong>. Sembra un pizzino destinato alla RAI quando cambia la maggioranza di governo&#8230;</p>
<p>Ma io so che non è così. So bene che si tratta del mio precisissimo programma e che lo seguirò con attenzione.</p>
<p>In metropolitana trasecolo (come dicono quelli che parlano bene, ma siccome in realtà parlo male sono lì che bofonchio maleparole pensando alla triste immagine del sottoscritto sotto la pioggia). In treno riprendo tra le mani la mappa che ogni buon rappresentante dovrebbe premurarsi di preparare prima delle visite ai clienti. È tutto precisato a dovere, niente da dire, fermate, tram, numeri di telefono, i nomi dei titolari con cui parlare&#8230; mi congratulo con me stesso per quanto sono smart, ma subito dopo concludo che se fossi veramente smart sarei in piscina a Miami con Kate Beckinsale che continua a dirmi quanto mi stima, e lo fa rimanendo sott&#8217;acqua&#8230;<br />
Invece mi capita un enorme asiatico imbevuto di aglio e altre sostanze inopportune, proprio di fianco, che mi chiede con una certa inquietudine da quando la metropolitana arriva fino ad Abbiategrasso (!). Dura spiegargli che è il nome della piazza a dare il nome alla fermata. Sarebbe come scendere a Pasteur e trovare ad attenderci il premio nobel con la sua inseparabile provetta di fermenti. Niente. Non capisce e mi costringe a semplificare il mio linguaggio forbito, usando verbi all&#8217;infinito, ma non c&#8217;è problema&#8230; Sono abituato. Che diamine! Qualche fidanzata l&#8217;ho avuta anch&#8217;io. Mi hanno tutte mollato quando scoprivano che non ero Tarzan. Quello che è certo è che loro erano irritanti come scimmie, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p>All&#8217;altezza di Crescenzago estraggo il mio portatile con una certa esuberanza colpendo qualcosa di gommoso e ripugnante. Mi scuso con l&#8217;asiatico per averlo colpito in uno dei suoi numerosi menti. Lui sorride mostrando una dentatura che se fosse sulla settimana enigmistica sarebbe di tutto rispetto. Accendo il PC e provo per controllare un paio di cose. Una paio di reti wireless vengono rilevate immediatamente. Una si chiama “vieniabeccartiunvirus” (tutto vero, verificate) e l&#8217;altra invece ha una sequenza di numeri e basta. Mi attacco e rimango connesso fino a Garibaldi F.S. (e visto che non siete asiatici non occorre precisarvi che non lì c&#8217;è traccia né di lui né degli altri mille). Riesco addirittura a telefonare con Skype e al mio stupore si aggiunge lo sconcerto degli altri viaggiatori.</p>
<p>Poco dopo, dopo aver cambiato diversi mezzi e aver visitato una paio di clienti, eccomi in Via Vigevano. Sono in anticipo di mezz&#8217;ora sulla tabella di marcia, ma nel mio programma era previsto pure questo. Persino il pranzo nel miglior Kebap. Mi fermo per mangiare un ricco “Menù Piatto”, chiamato così perché il contenuto è depositato in un piatto (verificate voi stessi) e nel frattempo ricarico le batterie del PC attaccato alla presa di corrente del ristorante.</p>
<p>Tocca all&#8217;ultimo cliente. Entro in un negozio che resterà anonimo per motivi che capirete tra poco.<br />
Mi accoglie un simpatico (!) commesso pelato sulla cui faccia qualcuno ha infierito con una sparachiodi calibro sei. Un regolamento di conti con il temibile clan dei ferramenta, è chiaro&#8230; ma non è stato un lavoro pulito. Non riesco a distinguere le espressioni del tipo che ho di fronte, ma la sua faccia è lì, da qualche parte, sotto uno strato di bulloni.<br />
Lo so.<br />
Quando parla tintinna.<br />
È solo allora che, guardandomi intorno in cerca di sollievo, mi accorgo delle innumerevoli maschere di lattice che minacciose mi osservano dagli scaffali con uno sguardo penetrante&#8230; ma è un certo tipo di oggettistica sugli scaffali di fronte, e con le medesime penetranti potenzialità ad indurmi uno stato di agitazione.</p>
<p>Cosa può succedere ancora? Ecco che arriva un secondo commesso tatuato da paura che mi fa credere per un attimo di essere finito a Wellington in un dopolavoro Maori. Attendo la danza di guerra da un momento all&#8217;altro.</p>
<p>È una sciagura, un attimo fa ero con Kate Beckinsale in piscina e ora sono con la versione heavy metal dei Village People. Chiudo sbrigativamente la mia trattativa, spinto dai miei stupidi pregiudizi medio-borghesi recandomi alla più vicina e proletaria metropolitana. Le mie chiappe si stringono l&#8217;una verso l&#8217;altra con accelerazione infinita.</p>
<p>Kate dove sei?</p>
<p>È il mio onomastico&#8230; sto arrivando, aspettami in piscina.<br />
Mi raccomando. Sott&#8217;acqua.</p>
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		<title>Il Creazionismo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Mar 2006 12:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;oscurantismo colpisce ancora
Da molti anni a questa parte, soprattutto negli Stati Uniti, si è fatto largo un movimento di cui forse avete già sentito parlare: si tratta del cosiddetto &#8220;creazionismo&#8221; o del &#8220;design intelligente&#8221;. Cerchiamo di riassumere quali sono i punti fondamentali di questo tentativo di spiegare in modo alternativo la storia del nostro pianeta.
I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;oscurantismo colpisce ancora</strong></p>
<p>Da molti anni a questa parte, soprattutto negli Stati Uniti, si è fatto largo un movimento di cui forse avete già sentito parlare: si tratta del cosiddetto &#8220;creazionismo&#8221; o del &#8220;design intelligente&#8221;. Cerchiamo di riassumere quali sono i punti fondamentali di questo tentativo di spiegare in modo alternativo la storia del nostro pianeta.</p>
<p>I creazionisti affermano che l&#8217;evoluzione sia una <em>teoria</em> per esplicita ammissione degli stessi scienziati, ed è quindi improprio che venga insegnata in quanto verità scientifica. Affermano che il creazionismo è una teoria alternativa che può spiegare gli stessi fenomeni partendo da presupposti differenti, e stanno combattendo una lotta senza quartiere per limitare l&#8217;insegnamento del darwinismo nelle ore di Scienze nelle scuole dell&#8217;obbligo e nei licei americani. La loro idea è che darwinismo e creazionismo, essendo due teorie con uguale dignità scientifica, dovrebbero essere insegnate in modo paritario, con un ugual numero di ore. In molti Stati degli USA sono riusciti nel loro intento e in alcuni sono addirittura riusciti a sostituire completamente l&#8217;insegnamento delle scienze naturali con le loro teorie.<br />
Essi affermano che la teoria evoluzionistica è priva di significato: cosa è più probabile, che un organismo così perfetto come l&#8217;essere umano sia stato creato dal caso o da un intelligente &#8220;designer&#8221; (indovinate un po&#8217; di chi parlano&#8230;) che lo ha &#8220;costruito&#8221;? Se, camminando su una spiaggia, vedete un orologio, di certo non pensate &#8220;chissà quale meccanismo evolutivo ha prodotto questo oggetto&#8221;, bensì &#8220;chissà chi l&#8217;ha costruito&#8221;. Inoltre, la teoria evolutiva dice che da organismi e organi più semplici si è arrivati, tramite la selezione naturale, ad avere organismi sempre più complessi e organi sempre più specializzati. Ma, prendendo ad esempio l&#8217;occhio umano, com&#8217;è possibile applicare questa teoria? A che serve un &#8220;mezzo occhio&#8221;? O, se è per questo, come è possibile che un pipistrello possa lanciare degli ultrasuoni di una determinata frequenza e avere orecchie-radar capaci proprio di captare ogni minima variazione su quella determinata frequenza? Che senso avrebbe avere &#8220;mezzo orecchio&#8221; capace di ascoltare &#8220;metà suoni&#8221;?Infine, è evidente che il darwinismo è una pseudo-scienza inventata di sana pianta dai Nemici della Fede, dato che nemmeno gli scienziati stessi riescono a mettersi d&#8217;accordo sulla denominazione di un certo ominide o sulle ipotesi che possano spiegare determinati meccanismi o salti evolutivi (e qui, in genere, si citano i famosi &#8220;anelli mancanti&#8221; &#8211; ormai praticamente del tutto inesistenti &#8211; dell&#8217;evoluzione umana).</p>
<p>Ora, il primo istinto di qualsiasi persona abbia un minimo di preparazione scientifica (e dico proprio <em>un minimo</em>: io non sono certo né uno scienziato né uno studioso o un ricercatore) è ridere in faccia a queste argomentazioni e ordinarsi un&#8217;altra pinta di birra. Sfortunatamente, una volta considerato che i creazionisti vengono ascoltati seriamente da commissioni di inchiesta del Congresso e che professori creazionisti stanno insegnando queste cose a una nuova generazione di americani, sotto l&#8217;egida del Presidente Difensore della Fede, risulta evidente che tale risposta sia assolutamente inadeguata. Né possiamo continuare a illuderci che il creazionismo sia &#8220;un fenomeno di quegli ingenuotti di americani&#8221; che si bevono tutto, dalla coca al Mac alle teorie sul &#8220;design intelligente&#8221;, dato che&#8230;</p>
<blockquote><p>&#8230;con la circolare n. 29 del 5/3/04, il ministro Letizia Moratti ha dato le «Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nella scuola secondaria di primo grado» dai quali scompare ogni cenno alla teoria dell’evoluzione di Darwin. Non è stata una svista, né una dimenticanza. Darwin fino alle medie non si studierà. Per capire le teorie dell&#8217;evoluzione sarà necessario aspettare le superiori. In compenso, grazie a due decreti recentemente approvati dal Consiglio dei Ministri sulla base dell&#8217;accordo del 23 ottobre del 2003 tra il Ministro dell´Istruzione e la Conferenza Episcopale Italiana, a spiegare l&#8217;origine dell&#8217;uomo resta solo la nuova ora di religione dai cui programmi spira forte il vento creazionista.</p>
<p><a href="http://www.fisicamente.net/index-507.htm" target="_blank">Articolo originale di Donatella Tramontano, professore ordinario di Biologia applicata, Università del Sannio</a></p></blockquote>
<p>Il Ministro Moratti (forse per un ripensamento, forse colpita dalla giusta reazione della comunità scientifica italiana, forse pensando di poter giungere a un esito positivo per il suo programma) ha creato, quindi, una commissione scientifica per &#8220;determinare la validità della teoria darwinista&#8221;, e nonostante la risposta assolutamente unanime degli scienziati interpellati, che hanno constatato quanto sia impossibile ignorare una infinita quantità di dati, esperimenti e osservazioni nell&#8217;arco degli ultimi centocinquant&#8217;anni circa, a tutt&#8217;oggi, al momento in cui scrivo, l&#8217;insegnamento del Darwinismo non è ancora stato reintegrato nell&#8217;ora di Scienze nelle scuole dell&#8217;obbligo in Italia. Se non vi sembra possibile non c&#8217;è da stupirsi: la cosa è passata, infatti, quasi completamente sotto silenzio&#8230;</p>
<p><strong>Nota:</strong> ulteriori ricerche e testimonianze online suggeriscono che, in realtà, l&#8217;insegnamento dell&#8217;evoluzionismo sia stato effettivamente reintrodotto nei programmi ministeriali nel 2005. Questo, comunque, non toglie che la cosa sia ugualmente vergognosa e ridicola. In ogni caso, se qualcuno di voi ha notizie certe al riguardo, è pregato di contattarmi al <a href="mailto:abietto@abietto.net">solito indirizzo</a>.</p>
<p>Tutto questo ci deve convincere che ridere in faccia ai creazionisti non è sufficiente. Non tanto per convertire i creazionisti stessi che, io credo, sono palesemente in malafede (almeno ai vertici di queste organizzazioni) ma almeno per informare e per fornire giuste risposte e motivazioni a chi non può limitarsi alla famosa &#8220;risata che vi seppellirà&#8221;, quindi, è bene armarsi di logica e pazienza e controbattere punto per punto gli attacchi che sono stati portati al povero Darwin.</p>
<p>Partiamo dalla critica principale, la radice stessa che fornisce il contesto apparentemente ragionevole per l&#8217;insegnamento del creazionismo: l&#8217;evoluzione è una teoria e quindi non è una verità scientifica. In quanto teoria alternativa, anche il creazionismo dev&#8217;essere insegnato.<br />
Ora: l&#8217;apparente ragionevolezza di questa argomentazione deriva da un cambio semantico nell&#8217;uso della parola <em>teoria</em>. Nella ricerca scientifica il termine teoria ha un significato ben preciso, mentre nel linguaggio comune per teoria intendiamo generalmente un&#8217;opinione, un&#8217;idea, qualcosa di molto più vago e personale. Inoltre, esiste un altro piccolo inganno che riguarda l&#8217;accostamento del termine &#8220;teoria&#8221; al termine &#8220;evoluzione&#8221;. L&#8217;evoluzione, in quanto tale, non è una teoria: è un <em>fatto assolutamente indiscutibile e oggettivo</em>. La <em>teoria</em> darwiniana, che (in soldoni) indica come meccanismo evolutivo la selezione naturale dell&#8217;ambiente e la sopravvivenza del più adatto, è un <em>modello che tenta di spiegare l&#8217;evoluzione</em>. Per dirla in altri termini: se io lascio cadere un oggetto sulla superficie della Terra, esso cadrà verso la superficie con un&#8217;accelerazione di 9,8 metri al secondo quadrato. Questo è un <em>fatto</em>. La teoria della gravitazione universale è un <em>modello</em> che cerca di spiegare questo fenomeno (e tanti altri). Se voi andaste in giro a dire che &#8220;la gravità è una teoria&#8221;, verreste giustamente guardati come se vi dovesse uscire un cucù dalla fronte. L&#8217;evoluzione naturale della vita è un fatto, mentre il darwinismo (o il cosiddetto &#8220;neo-darwinismo&#8221;) è un modello che tenta di spiegare tale fatto in termini scientifici.</p>
<p>Sempre per rimanere in questo ambito preliminare, prima di andare a smontare le ulteriori argomentazioni creazioniste, dobbiamo ricordare un&#8217;altra cosa fondamentale, una differenza sostanziale tra la fede e la scienza. Ammettiamo di trovarci tutti insieme in un bosco. A un certo punto arriva qualcuno e dice: &#8220;Ho visto un unicorno rosa&#8221;. L&#8217;onere della prova è a carico di chi compie questa affermazione. In altri termini: è chi dice di aver visto un unicorno rosa che dovrà, se vorrà essere creduto, fornire delle prove di questa sua convinzione. Questo per un semplicissimo motivo: è piuttosto semplice (o quanto meno, certamente possibile), se effettivamente esistono unicorni rosa, fornire delle prove della loro esistenza, mentre è assolutamente impossibile fornire prove della <em>non</em>-esistenza degli unicorni rosa, che esistano o meno: anche se io non riesco a vedere unicorni rosa da nessuna parte, come posso <em>provare</em> che non ne esistano, in qualche oscura regione dell&#8217;universo? Su questo siamo d&#8217;accordo tutti, naturalmente, ma per qualche strano motivo (in realtà, per una serie di motivi noti e perfettamente spiegabili) quando al posto degli unicorni rosa mettiamo un dio creatore, i nostri schemi logici cominciano a vacillare. Un altro punto fondamentale della ricerca scientifica, che la differenzia dalla religione e dalla superstizione, è che qualsiasi esperimento deve essere falsificabile. Questo non significa, come affermano i creazionisti, che &#8220;gli esperimenti si possono falsificare&#8221; (facendo un altro gioco di prestigio tra diversi significati di un termine), ma che, in parole povere, l&#8217;esperimento <em>in linea di principio</em> deve poter essere ripetuto e i suoi risultati possono, sempre in linea di principio, essere negativi. Se un esperimento di qualsiasi genere non ha dei presupposti tali per cui possa essere, in linea di principio, ripetuto da qualsiasi altro ricercatore indipendente, oppure se tale esperimento presenta elementi dogmatici (quindi non <em>falsificabili</em>), esso non può e non deve essere considerato &#8220;scientifico&#8221;.</p>
<p>Il creazionismo afferma che la vita è stata creata da un essere intelligente. Questo non è riproducibile né falsificabile. Il creazionismo afferma che l&#8217;evoluzione sulla Terra è stata molto più rapida e breve di quanto non dica il darwinismo. Questo, oltre che essere dogmatico e arbitrario, e anche in netto contrasto con un&#8217;infinità di prove che affermano chiaramente il contrario. In definitiva, quindi, dobbiamo giungere alla conclusione che il creazionismo non sia affatto una teoria scientifica ma un dogma religioso e superstizioso che, di conseguenza, non abbia alcuna dignità per essere insegnato durante le ore di Scienze nelle scuole. Ci sono già le ore di Religione (ahimé), per questo.</p>
<p>Ma veniamo alle pseudo-argomentazioni successive, partendo dalla famosa frase &#8220;il miracolo di questo meccanismo perfetto che è il corpo umano&#8221;. Cosa è più probabile, che un essere così perfetto in ogni sua minima parte sia stato il frutto del caso o il frutto di una creazione intelligente? Qui la falla nell&#8217;argomentazione risiede nella prima parte: l&#8217;uomo, infatti, è ben lungi dall&#8217;essere quel &#8220;meccanismo perfetto&#8221; di cui si parla. Se avessero parlato di squali, topi, scarafaggi o coccodrilli (tutti esseri che sono rimasti pressoché invariati nel corso degli ultimi milioni di anni) forse avrebbero avuto più successo, con questa affermazione: quegli esseri sono perfettamente adattati al loro habitat specifico, al punto da non sentire più di tanto la pressione della selezione naturale e quindi mantenersi uguali nel passare delle ere geologiche. L&#8217;uomo si è sviluppato solo recentemente ed è tutt&#8217;altro che adattato al proprio ambiente, tanto che ha dovuto <em>adattare l&#8217;ambiente</em> per venire incontro alle sue inadeguatezze. Basti pensare che più del 60% degli esseri umani soffre di mal di schiena perché, in quanto specie, non ci siamo ancora perfettamente adattati alla postura eretta. Oppure si pensi al senso che hanno i capezzoli nei maschi. O a che senso possano mai avere le dita dei piedi o l&#8217;osso sacro (una coda atrofizzata). Oppure, e per aumentare ancora la polemica, perché di tutti gli organi perfetti che citano i creazionisti, non viene mai fatta menzione del clitoride? Il clitoride è l&#8217;unico organo presente in natura, almeno a quanto ne so io (e anche a quanto ne sa Stephen J. Gould, da cui ho tratto questa informazione), il cui <em>unico e preciso scopo</em> è quello di produrre piacere sessuale. Non ha nessun altro scopo. Nessuno. Come mai non si fa mai cenno a questo? Eppure sarebbe un esempio ben più efficace degli occhi, delle dita o delle gambe. Io ovviamente credo di sapere bene perché, ma lascio all&#8217;immaginazione dei lettori indovinare da soli tale motivo.<br />
L&#8217;uomo è un essere eccezionale e unico, nel mondo naturale, ma solo quanto possono essere eccezionali e unici gli archeobatteri, i delfini, le querce, le coccinelle sectempunctate, i vermi rossi, le linci, i dimetrodonti, i cetacei, le scimmie antropomorfe&#8230; La <em>nostra</em> caratteristica unica ed eccezionale è l&#8217;intelligenza, laddove non siamo veloci quanto un ghepardo, adatti al nuoto quanto un delfino, longevi quanto una quercia, prolifici quanto dei batteri o agili quanto una gazzella, letali quanto un tirannosauro, armati di unghie e denti come una tigre dai denti a sciabola, eccetera. Noi non siamo più intelligenti perché siamo migliori, siamo più intelligenti <em>perché questo è stato il nostro adattamento</em>.</p>
<p>Passiamo all&#8217;argomentazione riguardo al mezzo occhio. A cosa può servire un &#8220;mezzo occhio&#8221;? Questo si chiedono i creazionisti, cercando, con un terrificante autogol, di mettere in ridicolo la teoria darwiniana sui piccoli mutamenti generazionali. In primo luogo dovremmo chiederci &#8220;che cos&#8217;è un occhio&#8221;? Un occhio è un organo formato da cellule specializzate che hanno la capacità di essere sensibili alle radiazioni termiche e luminose. Ammettiamo di avere una piccola zona della nostra cute che sia vagamente sensibile alle radiazioni luminose: quando ci avviciniamo a una possibile preda (o, naturalmente, a un possibile predatore), queste cellule ci avvertiranno di un cambiamento nell&#8217;ambiente circostante. Potrebbero percepire leggeri cambi di temperatura, o di rifrazione della luce su diverse superfici. Ammettiamo che gli individui dotati di una maggiore concentrazione di cellule vengano selezionati dalle pressioni ambientali (ovviamente: possono discernere con più precisione dove possono esserci prede o predatori e quindi sopravvivere più facilmente): essi tenderanno a trasmettere alle generazioni successive queste micromutazioni. Prendete questo meccanismo e fate passare due miliardi di anni, e avrete un&#8217;aquila.</p>
<p><center><a href="http://www.abarnett.demon.co.uk/atheism/evolution.html" target="_blank"><img src="http://www.abietto.net/pics/post/eyeball.gif" alt="Una possibile evoluzione schematica dell'occhio" border="0" /></a><br />Cliccate sull&#8217;immagine per ulteriori informazioni</center></p>
<p>In breve: un mezzo occhio è un&#8217;ottima cosa, è funzionale ed è sicuramente meglio di avere &#8220;nessun occhio&#8221;. Come se già queste spiegazioni teoriche non bastassero, abbiamo persino una prova empirica, osservabile e assolutamente concreta di queste ipotesi: il Nautilus. Questo mollusco marino è dotato di due &#8220;mezzi occhi&#8221; formati da delle zone concave di cellule sensibili alla luce ed è quindi in grado di formare una vaga immagine dell&#8217;ambiente circostante (a dire la verità, abbiamo <em>moltissime</em> prove osservabili, dato che molti organismi hanno sviluppato occhi o &#8220;mezzi occhi&#8221;, come direbbe un creazionista, diversissimi tra loro, sfruttando diverse &#8220;strategie&#8221; di sensibilizzazione alle radiazioni).<br />
Per concludere: quando un creazionista vi chiede che senso ha mezzo occhio, voi rispondetegli piuttosto che senso ha, per un essere perfetto creato da un &#8220;design intelligente&#8221;, avere mezza coda&#8230;</p>
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		<title>Bolzano</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2004 12:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Illuminante guida alla città di Bolzano
Continuiamo la nostra rassegna sulle città italiane. Stavolta prendiamo in esame Bolzano.
Sono andato a Bolzano a una festa a casa di amici. La cosa che noti principalmente, in queste occasioni, è che le feste a casa di amici a Bolzano sono esattamente come le feste a casa di amici a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Illuminante guida alla città di Bolzano</strong></p>
<p>Continuiamo la nostra rassegna sulle città italiane. Stavolta prendiamo in esame Bolzano.</p>
<p>Sono andato a Bolzano a una festa a casa di amici. La cosa che noti principalmente, in queste occasioni, è che le feste a casa di amici a Bolzano sono esattamente come le feste a casa di amici a Milano, tranne che a Bolzano bevono molto di più.</p>
<p>I bolzanesi hanno un patrimonio genetico particolare che fa sì che possano sboccare a comando senza nessun tipo di ritorsione da parte del loro organismo. In questo modo possono passare metà serata a bere come cammelli dei liquidi che hanno un tasso alcolico di un grado inferiore al sangue di Boris Eltsin, quindi fare due passi in strada, sboccare tutto, tornare dentro e continuare sereni come papi a bere come prima.<br />
Se io provassi a fare una cosa del genere mi troverebbero cadavere, completamente disidratato come una delle mummie di Space Vampires (spero di ricordarmi esattamente la fonte), film trash super-culto degli anni &#8216;80 in cui una gnocca certificata ISO 9002 andava in giro nuda nuda (ricordo una scena memorabile in cui trovano un cadavere e uno fa all&#8217;altro: &#8220;Gli ha succhiato via tutta l&#8217;energia vitale?&#8221; e l&#8217;altro: &#8220;Certo: se gli succhiava solo il cazzo credi che l&#8217;avrebbe ridotto così?&#8221;. Fantastico).</p>
<p>Bolzano è bellissima, sembra di stare in un padiglione di Gardaland, ma senza Prezzemolo. I panettieri bolzanesi non si chiamano panettieri ma lattai, perché il pane e il latte vengono sempre venduti insieme (nel 1974 un panettiere ha provato a vendere pane senza latte nel negozio: è stato fucilato e il suo corpo è stato gettato nel Tàlvera).<br />
I lattai bolzanesi sono fondamentalmente *uno* che fa il pane per tutti gli altri lattai, che invece si svegliano tardi, non fanno il pane, sono un po&#8217; scansafatiche e si vocifera che abbiano lontane discendenze meridionali. Il lattaio che fa il pane per tutti, invece, è ricchissimo: possiede tre montagne. Il lattaio che fa il pane è una lattaia che parla tedesco oppure una vaga imitazione dell&#8217;italiano che però sembra sospettosamente tedesco. Roba tipo: &#8220;VoleRRe Pàn? Tzvai Euri!&#8221;.</p>
<p>Le ragazze di Bolzano fanno saltare tutte le statistiche sul rapporto &#8220;figa/cessa&#8221;, in quanto sono quasi tutte fighe. Per questo motivo, già all&#8217;età di diciotto/diciannove anni, i bolzanesi sono arcistufi della bellezza e, annoiati, si trasferiscono in loschi e sperduti paesini sulle Madonìe cercando donne basse, more, bruttissime e piene di peli superflui. Più o meno nello stesso periodo, ragazzi pelati milanesi si fanno invitare a feste in casa a Bolzano per riempire la nicchia ecologica.<br />
Se una ragazza a Bolzano è tedesca e cessa, viene immediatamente dichiarata italiana. Se una ragazza a Bolzano è italiana e cessa, viene mandata in esilio a Milano.</p>
<p>Nell&#8217;immaginario dei milanesi, Bolzano e Udine sono nella stessa regione e più o meno vicine. Nella realtà, Bolzano e Udine sono nella stessa regione, vicine e simili più o meno come lo sono Milano e Firenze. La cosa mi è stata confermata da più fonti: il padre di un mio amico, sapendo che dovevamo originariamente partire in macchina, ha detto, preoccupatissimo: &#8220;Guardate che ci sono dodici chilometri di coda al casello di Venezia Mestre!&#8221;. E quindi? Un po&#8217; come se vi dicessero: &#8220;Non andare a Cinisello Balsamo stasera: ho saputo che c&#8217;è stato un incidente sulla Salerno/Reggio Calabria!&#8221;.</p>
<p>Bolzano è divisa in quattro distinte etnie: ci sono gli italiani, ci sono gli austriaci (che però parlano tedesco), ci sono i ladini e poi ci sono i Frankensvatser. I Frankensvatser, per legge, non possono diventare operatori ecologici, leggono il quotidiano solo nei giorni con la &#8220;R&#8221;, hanno tre gambe, i piedi girati all&#8217;indietro e nessuno li ha più visti da quella volta, nel &#8216;47, in cui sono atterrati.</p>
<p>A Bolzano non ci vivrei perché ci sono solo due cinema (di cui uno un multisala) e un casino di birrerie tirolesi tutte uguali (dove però si mangia da dio e si spende un cacchio). Dopo le undici di sera essere visti all&#8217;esterno di un edificio è segno di profonda maleducazione e i bolzanesi cercano di farti fuori a colpi di sauerkraut. Non c&#8217;è vita, dopo quell&#8217;ora, e se c&#8217;è non ne abbiamo ancora le prove, anche se la NASA continua a inviare sonde e robottini pieni di cose buffe come dildi automatici e orologi a cucù. A me piace il casino della città grande: potrei andare a Roma o a New York, ma Bolzano non fa per me. Però se mi sposassi (magari con una bolzanina) e facessi tipo un paio di figli, allora sì, sempre che fastweb ci metta la fibra ottica. Starei tutto il giorno sulle passeggiate del Tàlvera con un portatile bluetooth a scrivere stronzate e farei un corso di tedesco.<br />
A proposito del Tàlvera, in realtà si dovrebbe dire &#8220;la Tàlvera&#8221; ma Mussolini, nel &#8216;36, decise di italianizzare tutto e fece un po&#8217; di casino. Da allora a Bolzano si dice &#8220;la zaino&#8221;, &#8220;la mitragliatore&#8221;, &#8220;il montagna&#8221; e &#8220;la cazzo&#8221;.</p>
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		<title>I Buoni-Sconto Personalizzati</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2004 12:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pablo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Le meraviglie del marketing moderno
Questa sera, come al solito sono andato a fare la spesa al supermercato sotto casa. Non che la cosa in sè sia degna di nota, ma per una volta, sono arrivato proprio a tre minuti dalla chiusura con poche cose da comprare, le solite derrate di sopravvivenza per il weekend: chipster, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le meraviglie del marketing moderno</strong></p>
<p>Questa sera, come al solito sono andato a fare la spesa al supermercato sotto casa. Non che la cosa in sè sia degna di nota, ma per una volta, sono arrivato proprio a tre minuti dalla chiusura con poche cose da comprare, le solite derrate di sopravvivenza per il weekend: chipster, 4 jumps in the pot, pizza surgelata, due bottiglie di vino, cioccolata e krisprolls o come cazzo si chiamano, che mi fanno bene e mi fanno sentire meno maiale. Ah, certo, il caffè&#8230; se lo dimentico è un casino.</p>
<p>Il supermercato alla chiusura del sabato è un&#8217;esperienza a cui bisogna essere preparati prima di affrontarla: orde di troll famelici vi hanno scorrazzato liberamente tutto il giorno, e gli scaffali sono ridotti alla disperazione. C&#8217;è di buono che non c&#8217;è un cazzo di nessuno, e col tuo bravo cestino puoi comprare tutto (quello che rimane) in poco più di due minuti. Arrivo alla cassa e mi stupisco di non trovare la coda che arriva fino a metà della corsia corrispondente, e, anzi, se non fosse per i due elefanti &#8211; credo di sesso femminile &#8211; davanti a me che devono essere rimaste incastrate dalle quattro di pomeriggio in mezzo alla corsia dei detersivi, sarei il primo della fila.<br />
Ma la vita è infame e le due zocchile pare che si stiano preparando per un conflitto termonucleare, e sarà che mi si scongelano i quattro salti in padella, ma ci mettono una vita con tutta quella cazzo di roba. Pace, aspetto e prima o poi se ne andranno.</p>
<p>Però un po&#8217; mi è venuta voglia di dirgli che i 30 kinder pinguì del cazzo che hanno preso magari non gli fanno tanto bene, e che due panetti di burro mi parevano troppi persino per sodomizzarci un pollaio intero, ma ho fretta, e se mi metto a litigare con le anoressiche mi si scioglie il pollo alla diavola.</p>
<p>Arriva il mio turno, la solita cassiera del cazzo mi guarda semisorridendo come per dire: &#8220;mamma in vacanza?&#8221;, e io ricambio con uno sguardo del tipo: &#8220;la mia sì, la tua fa gli straordinari coi camionisti&#8221;. Eccheccazzo.</p>
<p>&#8220;Ha la tessera signore?&#8221;.</p>
<p>Ma sei pazza brutta troia? Non vedi che cazzo di spesa ho fatto? Già con la scusa dei punti ci affibbiate un sacco di monnezza tipo il lavapiedi elettrico, come se un cristiano non ne avesse già almeno uno in casa; in più spiate la nostra spesa associando gli acquisti alle tessere per conoscere le nostre abitudini e usarle per vendere di più, per lo meno finchè non sarete in grado di fornirci le abitudini stesse &#8211; così, per far prima. Con la Legge Gasparri, poi, i provider internet loggano per 5 anni l&#8217;elenco dei siti porno che visito, se poi ne creano un profilo psigologico vorrei conoscerne i risultati&#8230; sono piuttosto curioso.<br />
Insomma, se dovevo far sapere a tutti che sono un drogato del cazzo che si compra le schifezze da robboso, allora entravo direttamente con una tromba in bocca.</p>
<p>&#8220;No, mi spiace signorina, non ce l&#8217;ho&#8221;.<br />
&#8220;Ah&#8221;.</p>
<p>E continua a far passare la mia roba.<br />
Faccio per pagare, ma nel frattempo il pachiderma di prima ha intasato la vasca d&#8217;uscita della cassa che pare sia scoppiato un padiglione dell&#8217;ortomercato. Sacro, spergiuro tra me e me, e comincio a mettere via la mia roba mentre la cassiera mi fa firmare la ricevuta della carta di credito. Ottimo, così anche la Visa adesso sa dove faccio la spesa e a che ora. Firmo, e la tipa mi porge un pezzettino di carta bianco e verde che esce dalla cassa insieme allo scontrino. Sopra si legge: &#8220;1,00 Euro di sconto su 1 conf a scelta della gamma BARILLA PRIMI PRONTI SURGELATI&#8221;.</p>
<p>Un secondo di smarrimento e poi penso: &#8216;Fico, il buono sconto personalizzato. Questa sì che è efficienza del marketing. Il computer nel registratore di cassa verifica nel database in store delle aziende convenzionate se una di esse ha in linea un prodotto uguale o simile a quello che hai appena comprato, così se da una parte ti tirano dalla loro per la prossima volta, dall&#8217;altra sanno quanti buoni hanno stampato, a chi li hanno dati, e soprattuto quanti ne sono tornati indietro, promuovendosi su un target talmente mirato che vanno praticamente sempre a colpo sicuro. Chi ha inventato &#8217;sta roba è ora ricco e felice, e noi lo prendiamo nel culo anche dai buoni sconto. E magari ne siamo pure contenti.&#8217;</p>
<p>Un secondo ancora ed ecco la cassa che sputa un&#8217;altro biglietto con su: &#8220;1,50€ di sconto su 1kg di caffè Lavazza Qualità Rossa&#8221;.<br />
Figli di puttana, persino la cassa s&#8217;è accorta che sono un drogato del cazzo.</p>
<p>&#8220;Scusi signorina&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Si?&#8221;<br />
&#8220;Ma se compravo dei preservativi e non avete aziende convenzionate, non è che per associazione al prodotto più simile me ne tornavo a casa con un cazzo nel culo, vero? Grazie e arrivederci&#8221;.</p>
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		<title>Storia Tragicamente Vera</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2003 12:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La colonna sonora della vita
Stamattina, uscendo di casa per fare un paio di spese, mi imbatto in un&#8217;anziana signora che sta armeggiando con la serratura della porta dell&#8217;appartamento accanto. Appena mi vede, fa: &#8220;Ah, meno male che c&#8217;é lei, non riesco ad entrare in casa&#8230;&#8221;
Ovviamente, cerco di darle una mano. Prendo le chiavi e provo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La colonna sonora della vita</strong></p>
<p>Stamattina, uscendo di casa per fare un paio di spese, mi imbatto in un&#8217;anziana signora che sta armeggiando con la serratura della porta dell&#8217;appartamento accanto. Appena mi vede, fa: &#8220;Ah, meno male che c&#8217;é lei, non riesco ad entrare in casa&#8230;&#8221;<br />
Ovviamente, cerco di darle una mano. Prendo le chiavi e provo ad aprire.<br />
Niente. La chiave non passa neppure.<br />
Tiro fuori la maglite ed esamino la serratura. Sembra a posto. Riprovo una, due, tre volte. Niente. Non passa neppure. <font color="#990000">Il tema di MacGyver</font> suona nello stereo del mio subcosciente.<br />
Poiché i metodi convenzionali non funzionano, recupero la lente di ingrandimento (come? Cosa faccio con una lente di ingrandimento? Non chiedetemi con cosa giro in tasca, non vi piacerebbe la risposta!) ed esamino minuziosamente il meccanismo e la chiave.<br />
FADE OUT tema di MacGyver e FADE IN titoli di testa di CSI.<br />
<font color="#990000">&#8220;Whooo are you? Who-who, who-who&#8230;&#8221;</font><br />
Ci sono cose di cui nemmeno Gil Grissom riuscirebbe a venire a capo.<br />
<font color="#990000">Il tema di Mission Impossible</font> di Lalo Schifrin rimaneggiato da Danny Elfman rimbomba nel subwoofer del mio cranio. Dopo 20 minuti di ferramenteria forense, ancora non riesco a capire come mai la chiave non entra nella serratura. Non vedo nemmeno segni di scasso. Forse dovrei recuperare la lampada UV per evidenziare eventuali indizi&#8230;<br />
Nel frattempo tengo d&#8217;occhio la signora che è parecchio stanca e non vorrei mi sbacchettasse via mentre sto esaminando la sua porta. Mi viene in mente che il nostro balcone che dà sulla strada è abbastanza vicino a quello dell&#8217;appartamento inaccessibile, così FORSE potrei tentare di entrare dalla finestra. Siamo al quinto piano. Il DJ nel mio cranio cambia soundtrack:<br />
<font color="#990000">Spider-man, spider-man, does whatever a spider can&#8230;</font><br />
Naaaah. Non esiste che rischi l&#8217;osso del collo per una cosa del genere. Non mi chiamo Clark Kent. OK, la soluzione razionale è chiamare un fabbro. Peccato che il mio Natel (telefono cellulare per gli extra-elvetici) abbia la scheda scarica. L&#8217;unica è correre direttamente dal ferramenta più vicino (anche perché il telefono da casa sembra che abbia installato Windows XP, cioè non funziona); mi faccio dare il nome dalla signora. In quel momento mi accorgo che non è lo stesso marcato sulla porta. L&#8217;orribile realtà si schianta nel mio cervello come la cometa di Deep Impact.</p>
<p>&#8220;Uhm, signora, ma è sicura che sia QUESTA la porta di casa sua?&#8221; chiedo  molto educatamente.<br />
&#8220;Si, certo. Questo è il sesto piano, no?&#8221;<br />
KABOOM!<br />
&#8220;Veramente, signora, questo è il QUINTO piano&#8230;&#8221;</p>
<p>Le mura della realtà mi si distorcono intorno come in quel film di Proyas, Dark City. Da qualche parte nella mia testa, qualcuno gira la valvola che inonda il mio cervello con l&#8217;azoto liquido prima che la Bestia venga fuori e mi trasformi in un gigante di 5 metri in brache di tela strappate. Così, accompagno la cara signora alla sua porta, controllo che entri tranquilla e vinco la tentazione di murarla dentro per evitare un sequel dell&#8217;episodio. Rimasto solo sul pianerottolo, cerco la telecamera nascosta mentre <font color="#990000">la sigla di &#8220;Friends&#8221;</font> mi suona nella testa.<br />
È la realtà? No, è <font color="#990000">Matrix</font>, scritta da Joey Tribbiani!</p>
<p>Aqua Velva, a me!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Peti e Piste</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2003 12:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viviolas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La scoreggia dello sciatore
Oggi mi è arrivata via posta una di quelle solite cazzate che girano in rete a suon di forward tra amici. Trattasi del word-file con la classificazione delle scoreggie, con tanto di esempio in &#8220;.wav&#8221;. Una roba della serie &#8220;bonjour finesse&#8221;&#8230;
La particolare situazione intestinale di questo periodo (io adoro le castagne! cosacidevofare&#8230;) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La scoreggia dello sciatore</strong></p>
<p><img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/sciatore.jpg" alt="La scoreggia può fornire per reazione anche un'ottima spinta sulle piste più ardue" align="right" />Oggi mi è arrivata via posta una di quelle solite cazzate che girano in rete a suon di forward tra amici. Trattasi del word-file con la classificazione delle scoreggie, con tanto di esempio in &#8220;.wav&#8221;. Una roba della serie &#8220;bonjour finesse&#8221;&#8230;<br />
La particolare situazione intestinale di questo periodo (io adoro le castagne! cosacidevofare&#8230;) associata anche al fatto che ieri sera qui nevischiava fine fine, mi ha riportato alla mente un episodio dell&#8217;inverno scorso, mentre ero a LaThuile in uno dei miei consueti sabati in montagna, praticamente una conferma di uno dei punti di quell&#8217;elenco di cui sopra: la &#8220;loffa dello sciatore&#8221;.<br />
È troppo vera!</p>
<p>Stavo scivolando giù dal Belvedere verso il lago Verney (chi c&#8217;è stato sa dov&#8217;è), ed ecco che&#8230; insomma&#8230; ecco che si presenta lo &#8220;stimolo&#8221;.<br />
Dal momento che sto sulle piste, che sono praticamente solo e che a LaThuile, soprattutto nella zona verso il confine italo-francese, c&#8217;è sempre un po&#8217; di vento, fresco e pungente, ho convenuto che non era proprio quel gran problema se&#8230; mi lasciavo andare un momentino.<br />
Beh, ragazzi: non fatelo!<br />
Il motivo è semplice: è esattamente in queste situazioni che ha inizio l&#8217;atroce tormento della &#8220;loffa dello sciatore&#8221;.<br />
Per inciso: la &#8220;loffa&#8221; è quel particolare tipo di esalazione sfinterica che non fa alcun rumore, è caldissima ed è letale all&#8217;olfatto.<br />
In quella situazione, da *quel momento* in poi provi una sensazione come di&#8230; di&#8230; di &#8220;lubrificazione&#8221;.<br />
Insomma&#8230; vai avanti a sciare con una nuova sensazione di *viscido* tra le chiappe, dapprima con l&#8217;idea che &#8220;massì, dai, tra un po&#8217; passa&#8221;, dopo (ma mica tanto dopo) nella tua mente quell&#8217;idea comincia lentamente a prendere un altro aspetto, e pensi che&#8230; sostanzialmente&#8230; ti sei cagato addosso!<br />
La convinzione di saper gestire bene il tuo corpo in quei frangenti, dovuta anche alla decennale esperienza ormai maturata, ti porta però a percorrere svariate piste, prendendo svariati impianti di risalita, prima di cedere davvero a quella strana sensazione e a quell&#8217;idea che come un tarlo ti macina il cerebro, e volgere le punte degli sci verso il primo rifugio dotato di cesso, per andare a verificare che è successo. Anche perchè a quel punto, ormai sei tragicamente convinto che stai sciando con la classica &#8216;frenata&#8217; nei boxer&#8230; e non solo.</p>
<p>Ecco, qui comincia un&#8217;altro tipo di calvario, soprattutto se, come successe a me, questa cosa ti capita intorno a mezzogiorno, periodo della giornata in cui il 60/70% degli altri sciatori si ferma a mangiare (&#8230;e dove hai le piste libere!!!).<br />
Intanto se ti va bene parcheggi gli sci a 50 m dal rifugio, quindi non bastava il movimento tipico dello sci a tallone libero ad enfatizzare quella sensazione di cui sopra. Ci voleva anche il lungo tragitto a piedi verso il cesso.<br />
Poi &#8211; mica finita &#8211; la coda. Eeeh sì, perchè non è pieno solo il ristorante&#8230;<br />
E allora stai lì, buono buono, in coda, con le chiappe strette, cerchi di muoverti poco, mentre ti viene in mente ogni genere di sega mentale, tipo: &#8220;cazzo, si sentirà?!&#8221;, &#8220;mannò, figurati, con l&#8217;odore di spezzatino che gira qui e con le narici congelate dal freddo non è possibile&#8230;&#8221;, &#8220;e se fossi solo io quello che non sente?&#8221;, e cose di questo genere.<br />
10 minuti (10!!!) di coda dopo riesci a guadagnare la porta di quel benedetto cesso, la chiudi, chiudendo fuori il mondo intero per un momento, ti apri tutto l&#8217;armamentario di Gore-Tex, polipropilene e quant&#8217;altro per trovare&#8230; (suspàns&#8230;) &#8230;</p>
<p><center><strong>N I E N T E !!!</strong></center></p>
<p>Non c&#8217;è niente!!! È tutto fottutamente occhèi!!! (sì, occhèi tutto, tranne l&#8217;amico Fritz che dal freddo si è ritirato a tal punto che sembra il moccolo di un sigaro appena spento&#8230;) L&#8217;avevo detto io! Ma com&#8217;è possibile??! Tutto sto casìno, tutte ste discese perdute per&#8230; niente!!!Beh, esiste una spiegazione scientifica a tutto questo, ed è scientifica proprio perchè è verificabile e ripetibile, che ho formulato durante le discese appena successive all&#8217;inutile tappa-cesso: l&#8217;altitudine, come si sa, comporta un abbassamento della pressione atmosferica e per la legge di Boyle &amp; Mariotte genera una dilatazione dei gas in maniera direttamente proporzionale all&#8217;abbassamento della pressione.<br />
Questo per spiegare perchè in montagna le scoreggie vengono più facilmente (quindi meglio che i &#8220;perbenisti&#8221; che han da dire lo sappiano: è questione di fisica, ragazzi. Non è colpa nostra!).<br />
L&#8217;effetto della &#8220;loffa dello sciatore&#8221;, infine, è generato nientemeno che dalla condensa creata dal gas espulso.<br />
Tanto più vi siete coperti e tanto più fuori fa freddo&#8230; tanto meno dovete cedere al piacere di rilasciare dei gas in giro per l&#8217;ambiente!!!</p>
<p>Fidatevi della fisica.<br />
Non scorreggiate in montagna.</p>
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		<title>Le Zucche di Halloween</title>
		<link>http://www.abietto.net/2003/10/27/le-zucche-di-halloween/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2003 12:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sentirsi stupidi ma felici a trent&#8217;anni
Ce l&#8217;ho fatta. Non solo sono riuscito a trovare delle zucche di Halloween adatte all&#8217;occasione, ma sono persino riuscito a realizzarne una con poco sforzo e con risultati più che soddisfacenti. Direi che tutto ciò merita di essere immortalato in un articolo.
Innanzitutto, sappiate che sia all&#8217;Ortomercato di Milano sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come sentirsi stupidi ma felici a trent&#8217;anni</strong></p>
<p>Ce l&#8217;ho fatta. Non solo sono riuscito a trovare delle zucche di Halloween adatte all&#8217;occasione, ma sono persino riuscito a realizzarne una con poco sforzo e con risultati più che soddisfacenti. Direi che tutto ciò merita di essere immortalato in un articolo.</p>
<p>Innanzitutto, sappiate che sia all&#8217;Ortomercato di Milano sia nei supermercati della catena UNES si trovano zucche di Halloween ottime per la bisogna e a costi ragionevoli: io ho acquistato la zucca che vedrete in questo articolo e un&#8217;altra ancora più bella, con la forma tondeggiante tipica delle lanterne cacciastreghe, di notevoli dimensioni, per un totale di 12 €. Considerato che potrete conservare i semi per seccarli e mangiarvi le semenzine o usare la polpa per fare dolci o tortelli, mi sembra che sia un affare niente male. Ma passiamo alle cose serie:</p>
<p><strong>La preparazione</strong><br />
Per preparare una zucca di Halloween come si deve avrete bisogno delle seguenti cose:<br />
<img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween1.jpg" alt="Abbiamo tutti gli strumenti: siamo pronti all'impegno." align="right" /></p>
<ol>
<li>Una zucca arancione panciuta</li>
<li>Un coltello ben affilato e aguzzo, possibilmente dalla lama lunga. Un normale coltello da carne può andar bene, se la scorza della zucca non è eccessivamente dura.</li>
<li>Un grosso cucchiaio o, ancora meglio, lo scovolino con la leva per fare le palline di gelato.</li>
<li>Degli spilli o delle forbicine con le punte aguzze e sottili.</li>
<li>Un foglio di carta.</li>
<li>Un pennarello nero.</li>
<li>Una candela.</li>
</ol>
<p>Una volta che avrete tutto l&#8217;armamentario pronto, potrete passare alla lavorazione vera e propria.</p>
<p><strong>Fase 1: tagliare la testa</strong><br />
<img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween2.jpg" alt="Ecco l'esperto collaboratore di ASN mentre si accinge a tagliare" align="left" />Tagliate una sezione della zuccha tutt&#8217;attorno al picciolo. Diciamo che se fosse un mappamondo, dovreste tagliare attorno al circolo polare artico. È importante che il taglio sia in diagonale, perché così poi sarà molto più semplice riuscire a estrarre il &#8220;tappo&#8221; per poter svuotare la zucca e, una volta terminata la lanterna, inserire la candela.</p>
<p><center><img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween3.jpg" alt="Il tappo è stato tagliato. Vediamo l'interno della zucca." /></center></p>
<p><strong>Fase 2: svuotare l&#8217;interno</strong><br />
<img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween4.jpg" alt="Dettaglio dell'interno della zucca." align="left" />Svuotare l&#8217;interno della zucca è la parte più complicata e faticosa, soprattutto se, come in questo caso, si tratta di una zucca oblunga e alta, per cui è più difficile scavare il fondo. L&#8217;interno è particolarmente fibroso, viscido e ricco di semi (le famose &#8220;semenzine&#8221;). Con un cucchiaio lungo è possibile riuscire ad arrivare a scavare anche il fondo. La cosa importante da ricordare è che non è sufficiente cercare di togliere i semi e le fibre, ma è consigliabile raschiare leggermente le pareti, in modo che risultino pulite ma ancora morbide e umide. Questo farà sì che non dovremo preoccuparci di lasciare una candela accesa all&#8217;interno della zucca anche per diverse ore.<br />
<img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween5.jpg" alt="Svuotare la zucca è un'attività faticosa ma gratificante, soprattutto per gli aspiranti chirurghi." align="right" />A quanto ne so, esistono diversi tipi di zucche arancioni con un contenuto piuttosto differente: se siete fortunati trovate un interno simile a quello mostrato nelle foto, con poca polpa e pochi semi, se siete sfortunati, invece, potete trovare l&#8217;interno completamente pieno e la procedura di svuotamento può richiedere parecchio tempo. In ogni caso, appena l&#8217;interno della zucca sarà bello liscio e cavo, potremo procedere alle fasi successive della lavorazione.</p>
<p><strong>Fase 3: design</strong><br />
<img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween6.jpg" alt="La fase creativa." align="right" />Ora bisogna decidere che tipo di &#8220;volto&#8221; dare alla zucca. La cosa migliore, per quanto ho potuto vedere, è procedere in due modi: o disegnare con una matita direttamente sulla superficie esterna della zucca facendo dei tentativi, o disegnare vari design su un foglio, decidendo in seguito quale applicare. Per l&#8217;esempio qui esposto abbiamo scelto la seconda via (consigliata anche da Tom di <a href="http://www.extremepumpkins.com/index.html" target="_blank">Extreme Pumpkins</a>, un vero maestro nel campo). Abbiamo dunque disegnato varie facce e poi abbiamo scelto uno dei disegni e lo abbiamo avvolto attorno alla superficie della zucca, nel punto che sembrava più liscio.<br />
<img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween7.jpg" alt="Buchiamo il foglio e la zucca" align="left" />Una volta fatto questo, prendendo degli spilli lunghi o delle forbicine con la punta sottile e acuminata, potremo fare dei buchi attraverso il foglio di carta e nella superficie della zucca in modo da creare dei punti di riferimento per i tagli successivi e, in questo modo, riprodurre con una ragionevole precisione il disegno originale. Poi togliamo il foglio e guardiamo il risultato:</p>
<p><center><img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween8.jpg" alt="Ecco i buchi che faranno da punti di riferimento per dare forma alla faccia della zucca." /></center></p>
<p><strong>Fase 4: la faccia della zucca</strong><br />
<img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween9.jpg" alt="Ecco il risultato finale dopo aver fatto i tagli." align="right" />A questo punto ciò che rimane da fare è molto poco e molto semplice: riprendendo in mano il lungo coltello acuminato e, possibilmente, con la lama seghettata (in modo da poter tagliare la dura scorza della zucca più rapidamente) dovremo collegare i punti di riferimento riproducendo il disegno della faccia, un po&#8217; come si fa nella &#8220;pista cifrata&#8221; della <a href="http://www.aenigmatica.it/" target="_blank">Settimana Enigmistica</a>. Il risultato è assicurato.</p>
<p><strong>Fase 5: la candela</strong><br />
<img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween10.jpg" alt="L'ombra della strega..." align="right" />Prendete una candela bassa (altrimenti la bocca non verrà molto illuminata, dato che è più in basso e all&#8217;altezza della &#8220;base&#8221;), possibilmente una di quelle mangiafumo contenute in una vaschetta. Potete metterla all&#8217;interno della zucca infilandola dall&#8217;alto, quindi potrete richiudere tranquillamente la zucca rimettendo il tappo al suo posto. Per accendere la candela, accendete un foglio di carta arrotolato e infilatelo nella bocca della zucca fino a dare fuoco allo stoppino. Non rimane che dare un&#8217;occhiata al risultato finale e poi mettere la lanterna cacciastreghe in un punto in cui sia visibile dai vostri vicini, magari su un balcone che dà sulla strada o su una finestra che dà sul cortile interno del vostro palazzo. Ora sì che potrete dormire sonni tranquilli!</p>
<p><center><img src="http://www.abietto.net/pics/articoli/halloween/halloween11.jpg" alt="Potrete sempre utilizzare i pezzi tagliati per qualche scherzetto o per uno spuntino!" /></center></p>
<p>That&#8217;s all, folks! Buon Halloween!</p>
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		<title>Le Ferie</title>
		<link>http://www.abietto.net/2003/08/24/le-ferie/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2003 12:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BlueJeans</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Parenti, sagre paesane e altre amenità&#8230;
I primi giorni di ferie a detta di tanti sono i migliori, non solo perché si ha uno stacco netto con il lavoro ma anche perché non se ne intravede ancora la fine.
Per me non è così.
Tutte le volte che torno in terra natia, i primi giorni vengono dedicati all’assalto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parenti, sagre paesane e altre amenità&#8230;</strong></p>
<p>I primi giorni di ferie a detta di tanti sono i migliori, non solo perché si ha uno stacco netto con il lavoro ma anche perché non se ne intravede ancora la fine.<br />
Per me non è così.<br />
Tutte le volte che torno in terra natia, i primi giorni vengono dedicati all’assalto di casa mia da parte dei parenti per i saluti di rito, cosa a cui sinceramente farei a meno, ed essendo qui cultori della famiglia numerosa, un po’ come la panchina lunga, di parenti c’è ne sono in abbondanza. L’albero genealogico della mia famiglia credo che assomigli più ad una foresta che ad un albero vero e proprio.<br />
Quindi mi tocca incontrare parenti che vedi solo in occasioni nefaste come funerali e matrimoni.<br />
I miei genitori, che mi amano e mi vogliono bene (o almeno così credevo), hanno deciso all’unanimità di ergermi come ultimo baluardo della loro privacy contro i parenti più angoscianti, quelli che ti si insediano in casa come cavallette e che amano parlare di temi squisiti come la morte, gli incidenti, le malattie e cose così.<br />
Ieri s’è ne presentato uno sotto casa nostra. Credo il peggiore di tutti, accompagnato dalla moglie.<br />
Una di quelle coppie pudiche e benpensanti, per me un boccone prelibato.<br />
Mia madre: &#8220;Digli che non ci siamo e che torniamo stasera, ma mi raccomando vedi di essere gentile ed educato, non come tuo solito&#8221;.<br />
Bj: &#8220;Non ti preoccupare, ci penzo io&#8221;.</p>
<p>Suona, vado ad aprire mentre mia madre si nasconde negli angoli più bui della casa.</p>
<p>Parente: &#8220;Cuggino, come state, tutto bene?&#8221;<br />
Bj: &#8220;Ah ciao, tutto bene&#8221;<br />
Parente: &#8220;e i Cuggini sono in casa?&#8221; (riferendosi ai miei, che per una sorta di parentela strana sono cugini anche loro)<br />
Bj: &#8220;Sì, sì… credo che stiano facendo del sesso sotto la doccia&#8221;</p>
<p>A questo punto sento la risata isterica di mia madre provenire dai meandri della casa e vedo il volto della moglie del parente sfumare verso un colore porpora.</p>
<p>Parente: &#8220;Ma, mi è sembrato di sentir ridere&#8230;&#8221;<br />
Bj: &#8220;Beh il sesso può essere divertente a volte, papà ha una certa età ma sono sicuro che ancora sa il fatto suo.&#8221;</p>
<p>Adesso la moglie del parente sta controllando la qualità della pulizia delle proprie scarpe.<br />
Parente (evidentemente in shock): &#8220;Allora torniamo in un altro momento&#8230;&#8221;</p>
<p>Credo, questa volta, di aver battuto ogni record, sono riuscito a liberarmi di un pericoloso attentatore della meritata tranquillità vacanziera in meno di due minuti.<br />
In conclusione, ho dovuto legare mia madre sul divano in preda a spasmi da riso, prima che si facesse male.<br />
Mio padre mi ha giurato che questa volta regoliamo i conti una volta per tutte, non che la cosa mi preoccupi solo che lo sto sentendo trafficare nel vecchio capanno di mio nonno, dove una volta teneva il fucile da caccia&#8230;</p>
<p><strong>In altri, sconfortanti, aggiornamenti vacanzieri&#8230;</strong></p>
<p>In qualsiasi località balneare che si rispetti, non si capisce bene perché, ogni anno il comune, la provincia, il baretto sotto casa si ostinano a organizzare manifestazioni per ravvivare l’estate dei vacanzieri, con ospiti d’onore come il fratello del portinaio del sottosegretario o il cugino del giornalaio dell’attore, con premi che possono andare dal chilo e mezzo di mortadella fino alla fornitura annuale di frittole.<br />
Ieri sera mi sono imbattuto in una manifestazione di questo tipo.<br />
Passeggiavo sul lungomare di Reggio Calabria (notate la città perché è molto importante), quando sento gracchiare una voce metallica proveniente dalla spiaggia sottostante, essendo un animale curioso mi sporgo.<br />
Lo spettacolo che mi si proponeva davanti era questo: megaschermo a ridosso del mare, palco in legno sottostante, platea di uomini in doppiopetto con cravatta e prelati di vario tipo seduti su poltrone in pelle bianca. Vista la temperatura del luogo e l’abbigliamento si sono decimati prima della fine della serata, ma nessuno se ne sarà accorto fino al giorno dopo per l’odore.<br />
Ma la vera protagonista assoluta era la presentatrice. Una velina ingrassata, truccata come un panda, con i capelli ultracotonati, (credo che solo per la sua acconciatura il buco nell’ozono sia cresciuto di un buon 10%) che dimenava le anche cercando di far morire i superstiti della prima ondata di infarti.<br />
Estasiato dal quadro generale che mi si proponeva non mi sono soffermato in verità a capire chi o cosa stessero premiando fino a quando la nostra velina ha annunciato (provate ad immaginare la signorina in questione che con un pesante accento calabro che cerchi ostinatamente di parlare in italiano): &#8220;E adesso come miglior colonna sonora, dall’om&#8230;dall’om&#8230;&#8221;<br />
(voce fuori campo proveniente da dietro lo schermo) &#8220;<strong>OMONIMO!!!</strong>&#8220;.<br />
&#8220;&#8230;Ah sì&#8230; Omonimo film di Franziz Forch Coppola&#8230; IL PADRINO”.</p>
<p>A detta dei più grandi comici l’umorismo migliore è quello involontario.<br />
All’organizzatore della manifestazione, per l’ autoironia o demenza da caldo assiduo (scegliete voi).</p>
<p>Un sentito ringraziamento per la gustosa serata.</p>
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		<item>
		<title>La Tipa</title>
		<link>http://www.abietto.net/2003/08/06/la-tipa/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2003 12:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Utile guida all&#8217;acquisto
Uno degli scopi principali del maschio medio, almeno secondo i canoni sociali più o meno universalmente accettati, è quello di trovarsi la tipa. Cioè, ciulare un casino in giro fa figo ed è una bella cosa, ma dopo un po&#8217; la gente comincia a guardarti strano. Se hai superato i trent&#8217;anni e sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Utile guida all&#8217;acquisto</strong></p>
<p>Uno degli scopi principali del maschio medio, almeno secondo i canoni sociali più o meno universalmente accettati, è quello di <em>trovarsi la tipa</em>. Cioè, ciulare un casino in giro fa figo ed è una bella cosa, ma dopo un po&#8217; la gente comincia a guardarti strano. Se hai superato i trent&#8217;anni e sei ancora single, e ti giri per strada a guardare una minigonna allegra o un paio di poppe antigrav, allora vuol dire che c&#8217;è qualcosa che non va. Nella maggior parte dei casi la gente si limita a trattarti come un ragazzone un po&#8217; troppo cresciuto che non ha ancora <em>messo la testa a posto</em>, nel peggiore dei casi come se fossi il figlio segreto di Saddam Hussein che gli americani non sono riusciti a catturare.<br />
In alcuni stati dell&#8217;Unione Europea puoi essere incriminato per Singlitudine Molesta, e in Italia, in certe regioni, se sei single e ultratrentenne non puoi entrare in salumeria o ai supermercati Despar senza un&#8217;autorizzazione scritta della Questura. Ma ci sono forme più sottili di discriminazione contro noi single: vi sarà capitato (se siete nella mia situazione) di finire a una festa o a una cena in casa di amici in cui ci sono, nell&#8217;ordine, la Puzzy e il suo ragazzo, un amico del ragazzo della Puzzy con la sua ragazza, il vostro caro amico Ceppo che si è messo recentemente con Urghia e la storica coppia Albrio e Stantuffa che sono insieme da sette anni e mezzo eppure guarda quanto si vogliono ancora bene quei due lì eh sì è proprio una coppia ben assortita.<br />
<strong>E VOI</strong>. Ovviamente <em>da soli</em>.</p>
<p>La gente non si rende conto di una cosa molto semplice: una persona sensibile e intelligente, con un alto livello di aspettative verso se stesso (e quindi anche verso gli altri) ha grosse difficoltà a trovare una controparte degna di nota. Se analizzate la situazione in maniera più attenta, noterete che le ragazze (parlo dal mio punto di vista, ma suppongo che il discorso si possa invertire al femminile) si dividono in quattro fondamentali categorie di massima:</p>
<p><strong>Il Moshtro</strong>: si scrive, e si pronuncia, proprio così, con la &#8220;sc&#8221; dolce. È il tipo di donna che ti viene presentata dall&#8217;amica con la famosa frase: &#8220;Dai, ti presento Svenka, vedrai, è simpaticissima!&#8221;. È il tipo di donna che meno si veste e più fa orrore: d&#8217;estate potete vedere molti Moshtri che vanno in giro con jeans a vita bassa e tanga in bella mostra che sembrano degli insaccati con la cordicella, incuranti e incoscienti di essere solo lontanamente imparentati con una qualsiasi razza umana. Il Moshtro è il tipo di donna che, volendo, ti puoi anche fare con la classica filosofia di &#8220;una botta e via&#8221;, ma solo dopo svariati litri di birra. Il tipo di donna che se proprio hai una voglia di scopare che non ci stai dentro, ti passa.</p>
<p><strong>La Deficiente</strong>: detta anche &#8220;la Scema&#8221; per i suoi meriti intellettuali. Le Deficienti sono una tipologia di donna moderna che ha molti sottotipi. Alcune sono Deficientus Allegrones, cioè sceme e totalmente fiere di esserlo. Sono le più sopportabili, perché tutto sommato non si danno troppe arie. Il tempo che intercorre dal momento in cui le conosci al momento in cui vorresti trapanare loro il cranio con un Black &amp; Decker con la punta da dodici è sensibilmente più alto rispetto agli altri sottotipi: quindici minuti. Poi ci sono le Deficientus Intellettualis, donne del tutto prive di attività cerebrale che però sono convinte di essere molto intelligenti e profonde. Partecipano a qualsiasi discussione prendendo un&#8217;argomentazione e un&#8217;opinione a caso e portandola alle sue estreme conseguenze. Non capita di rado che, la sera dopo, discutano dello stesso argomento propugnando idee esattamente opposte. L&#8217;unica cura è una pallottola d&#8217;argento. Ma non nel cranio che, essendo vuoto, non subirebbe danni apprezzabili. Poi ci sono le Deficientus Carrieras, donne il cui unico scopo nella vita è quello di dimostrare al mondo che sono brave professioniste (in genere, non lo sono). Sono femministe convinte e sessualmente represse, grandi arricciacazzi e con la profondità emotiva di una vongola con la meningite.</p>
<p><strong>La Stronza</strong>: detta anche &#8220;la Psicotica&#8221;. La Stronza è una delle tipologia femminili più diffuse in assoluto, anzichenò. Le arricciacazzi, che talvolta sono Deficienti, ancora più spesso appartengono alla famiglia delle Strontius. Per non parlare delle fighe di legno (rigide che non le penetri nemmeno con due chili di gelatina verde spalmati sulla patonza) e le fighe di caucciù (così nominate perché si tirano quanto vuoi ma non si rompono mai). Le Stronze sono generalmente molto pericolose perché molto meno evidenti all&#8217;occhio maschile, perennemente annebbiato dall&#8217;iperspermia: un Moshtro lo noti subito e una Deficiente si individua con poche semplici domande (tipo: &#8220;Non trovi questa moda del piercing vagamente iconoclasta?&#8221; o anche un più semplice: &#8220;Che ore sono?&#8221;), ma per individuare una Stronza serve più tempo, e si può scoprire quando, ahimé, è ormai troppo tardi.</p>
<p>Il problema è che, a meno che non si tratti dell&#8217;ultimo tipo, descritto qui sotto, che manca delle caratteristiche sopracitate, tutte le donne appartengono a una delle categorie finora citate e molte di esse appartengono contemporaneamente a più categorie. Se incontrate una donna gradevole all&#8217;aspetto e non stupida, quindi, saprete che le probabilità di trovarsi di fronte a una Stronza sono molto elevate. Se è un pezzo di pane ed è pure gnocca, allora sicuramente le manca un emisfero cerebrale, e così via. Alcune delle combinazioni incrociate più diffuse sono il Moshtro-Stronza e la Deficiente-Stronza.</p>
<p><strong>La Papabile</strong>: le donne Papabili sono, per esclusione, l&#8217;unica tipologia di donna con cui varrebbe la pena fidanzarsi, in modo da non dover sottostare più alle angherie delle autorità, degli amici e dei parenti. Il guaio è che, proprio perché papabile, generalmente questa tipologia è <em>già</em> fidanzata da anni. Nel caso in cui la Papabile non sia fidanzata (a volte può capitare) allora avrà altre caratteristiche che renderanno estremamente arduo l&#8217;avvicinamento, il corteggiamento e il coronamento del vostro sogno sessuo-affettivo. Potrebbe risiedere in un&#8217;altra città molto lontana, ad esempio, oppure soffrire di qualche malattia terminale. Potrebbe essere una Papabile semi-psicotica, che è vittima di sindromi da crocerossina o da attrazione per il Chitarrista Cocainomane o l&#8217;Uomo Sposato (queste tipologie maschili le vedremo in un altro futuro articolo) oppure, semplicemente, non trovare <strong>voi</strong> altrettanto papabili. In ogni caso, l&#8217;impresa sarà ardua e dolorosa.</p>
<p>Questo quadro piuttosto deprimente non deve frenare la vostra ricerca per la donna giusta, però. Un uomo dotato delle giuste caratteristiche e con il corretto atteggiamento mentale non si lascerà distrarre o demotivare e continuerà a insistere fino a riuscire a blindare definitivamente una papabile tra le sue grinfie.</p>
<p>Dopodiché, volendo, si può anche ricominciare a scopare in giro&#8230;</p>
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