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Futuri oscuri e passati remoti

November 16th, 2010 by abietto

Innanzitutto, un caloroso ringraziamento a Viviolas che ha provveduto a pagare le spese di mantenimento del sito per l’annata (bravo socio!) guadagnandosi quanto meno una bella Guinness e la mia imperitura riconoscenza. In secondo luogo, volevo segnalare a tutti i lettori di ASN che mercoledì prossimo, il 24 novembre, presso “The Hub” – in Sala delle Volte, via Paolo Sarpi all’8, alle ore 11, ci sarà la presentazione e conferenza stampa ufficiale di dBooks, l’editore che ha avuto, peraltro, la bontà di pubblicare la raccolta di racconti di cui parlo nel post qui sotto. Io, ovviamente, sarò presente e mi farebbe piacere incontrarvi in tale occasione. qui potete vedere e scaricare la locandina ufficiale!

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Il Grande Progetto

September 4th, 2010 by abietto

“Il Big Bang fu una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. Poiché esiste una legge come la gravità, l’universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. Non è stato Dio a crearlo. La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l’universo, per cui esistiamo noi.”
(Stephen Hawking)

“I riferimenti allegorici nei miei libri precedenti sono stati male interpretati. Non ho mai creduto che scienza e religione fossero conciliabili. C’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull’autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento, e la scienza vincerà perché funziona.”
(Stephen Hawking)

“Così come Darwin ha smentito l’esistenza di Dio con la sua teoria sull’evoluzione biologica della nostra specie, adesso Hawking la nega anche dal punto di vista della fisica.”
(Richard Dawkins)

“The Great Design”, ultimo libro di Hawking sulle teorie più recenti della fisica, sulla ricerca della Teoria Unificata tra Relatività Generale e Meccanica Quantistica e sulla nascita e lo sviluppo del nostro universo, uscirà nelle librerie il giorno della visita del Papa negli Stati Uniti.

Bella mossa, Stephen. Bella mossa.

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Addio

June 26th, 2009 by abietto

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Referendum?!

June 23rd, 2009 by Viviolas

Questo week-end appena trascorso c’era in programma il voto per il Referendum sulla legge elettorale.
Il risultato, già ben noto, è un bellissimo “nulla di fatto”, poiché l’affluenza alle urne per questo importante “strumento del popolo” ha raggiunto a stento il 24%, dove il quorum da raggiungere perché il risultato sia valido è il solito 51%.
Ora… al di là di cosa sarebbe risultato se quel quorum fosse stato raggiunto, il fatto secondo me oggettivo e lampante è che agli italiani non gliene frega un beato cazzo di niente dei loro interessi, salvo quelli più immediati e individualisti relativi al proprio misero “orticello” per il quale son capaci di uscir di casa con lo schioppo in mano, e se ne fottono bellamente di fare uso di uno strumento che forse più di altri dà loro il potere di dire come la pensano in modo forte e chiaro.
Inutile considerare che più del 90% di quel 24% avesse votato “SI’”. Completamente inutile quando nemmeno 1/4 degli aventi diritto al voto ne hanno fatto uso, di questo diritto.
(Attenzione: non sto parteggiando per l’una o l’altra risposta. La mia è una considerazione assolutamente generale, super partes)

Se da un lato tutt’ora non mi spiego proprio bene il perché questo Referendum sia stato organizzato in una giornata diversa da quella delle appena precedenti elezioni, cosa che sarebbe stata certamente più pratica ed economica visto che poi di soldi in questo periodo non è che ce ne siano in giro tanti, dall’altro prendo atto anche del fatto che i miei compatrioti accettano ed assecondano lo sperpero di denaro pubblico – cioè anche il LORO che tanto si lamentano di pagare con le tasse – poiché un Referendum fallito equivale ad una spesa perfettamente inutile. E non si sta parlando di una manciata di Euro che magari avanzavano da una cresta sulla spesa…
Il vero risultato di questo referendum, secondo me, è il fatto che il 76% degli italiani è gente ormai completamente alienata, tragicamente individualista, non riesce a pensare che ha tutto un mondo attorno e che *forse* può fare qualcosa per migliorarlo e che in tutto questo giuoca anche la politica a cui assistiamo oggi, che è una vera tristezza (per non dir di peggio).
E c’è pure qualcuno che dice che “dobbiamo riappassionare gli italiani alla politica”.
Avanti così l’unica strada è ritrovarci con un dittatore, che tra l’altro non potremo nemmeno lamentarci di non esserci meritati. (per non dire che lo stiamo proprio chiedendo ad alta voce…)

Un sincero GRAZIE a tutti per avermi fatto perdere 15 minuti della mia vita a fare il gioppino illuso in cabina elettorale.

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There’s always more than meets the eyes

April 17th, 2009 by Viviolas

Il variegato mondo delle Arti Marziali è un ambiente che definire falso, fuorviante, mitizzato è soltanto minimizzare.
Complici anche i media, che tramite film e “servizi sensazionali” di vario genere contribuiscono ad imprimere nella gente l’idea che un marzialista sia un qualche tipo di “eletto” che raggiunge l’elevazione spirituale e ottiene certi non meglio definiti superpoteri che neanche un X-Man…
Nella perenne e spesso squisitamente inconscia ricerca di questa “conoscenza” ci si affida agli insegnamenti di Maestri e a volte ad antichi documenti scritti, a tal punto da appoggiarcisi totalmente come unico piedistallo da cui ricevere passivamente del sapere… ottenendo però un perfetto annullamento di sè, che incidentalmente sarebbe la fetta assolutamente fondamentale di tutto il discorso.
Si tende, quindi, a spostare il ruolo del protagonista di un percorso marziale verso qualcuno o, peggio, qualcosa di esterno.

Discorso molto generale il mio, ma che comprende purtroppo la maggior parte dei praticanti.
Sintomo inequivocabile dei nostri tempi, questo, dove qualsiasi cosa succeda è sempre colpa di qualcuno o qualcos’altro; dove la deresponsabilizzazione è la pratica meglio conosciuta e la superficialità, l’assenza di valori e di principii elementari sono solo alcuni dei suoi effetti più tragicamente evidenti.
La troviamo nel lavoro, negli hobby, negli stessi rapporti umani anche a livello di grosse amicizie o parentele, e con uno sfondo forse ben più influente di quanto non possa sembrare rappresentato dalle religioni, spesso e volentieri abilmente camuffata da “diritto di libertà personale”.

Tutto questo è una specie di grossa metafora del mondo odierno, che affonda certe sue radici nel Dogma.
Il Dogma è quel punto di riferimento considerando il quale un individuo “non può sbagliare”.
O meglio: se faccio giusto – qualsiasi cosa sia – è perchè ho seguito la regola; se sbaglio… beh la regola era quella, mica è colpa mia!
Dunque l’individuo dove sta?

Un esempio più concreto, tornando all’argomento iniziale, può essere proprio chi considerando una certa conoscenza – di individuo o di documento che sia – alla stessa stregua di un Dogma religioso, si affida ad essa convinto di non sbagliare, seguendone pedissequamente le indicazioni, fin quasi a non porsi mai più il dubbio che qualcosa possa essere diverso da come appare. Oppure che qualcosa possa in realtà mancare nel quadro ipoteticamente completo che si ha di fronte.
Dove sta la libertà, allora? Ma soprattutto, nuovamente, dove sta l’individuo?!
Succede in certi ambienti dove l’agonismo e la competizione sono elementi importanti. Succede anche in ambienti dove ci si spaccia, per questioni di immagine (vero e puro marketing!), come aperti e collaborativi, dove ci si presenta con la faccia del serio studioso di arti marziali (ma potrebbe essere anche ornitologia, botanica e quant’altro…), nascondendo – spesso anche a sè stessi – la propria vera natura di stupido competitore legato a dogmi e conoscenze “certe”, che non mette in campo l’ingrediente più importante, ovvero sè stesso.

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Ci rivedremo a Blackmoor

April 10th, 2009 by abietto
Dave Arneson

A distanza di un anno, un mese e cinque giorni dalla scomparsa di Gary Gygax, ecco che anche Dave Arneson fallisce l’ultimo Tiro-Salvezza e consegna la scheda del personaggio. Anche se decisamente meno conosciuto dal grande pubblico, quest’uomo è stato determinante quanto Gygax (e, alcuni, dicono che lo sia stato anche di più) per la creazione del primo vero Gioco di Ruolo mai creato, Dungeons & Dragons.

Arneson e Gygax si conobbero nel 1969, esattamente quarant’anni fa, durante la seconda GenCon (convention ufficiale di wargamer negli USA). Gygax giochicchiava con le miniature e stava scrivendo il suo Chainmail mentre Arneson, appassionato di wargame e, in particolar modo, di battaglie navali moderne, si stava dedicando a dei “what if” ucronici, partite ambientate in linee temporali alternative (“cosa sarebbe successo se la flotta di Pearl Harbour fosse stata preavvertita per tempo?” e cose di questo genere). I due cominciarono a scambiarsi idee e Arneson, dopo la GenCon, cominciò a lavorare a un gioco chiamato Blackmoor che traeva spunto dalle statistiche delle navi da guerra (come la “classe di armatura” o i “punti di struttura”) per muovere degli eroi medievali in un’ambientazione fantasy. L’unione di Chainmail e di Blackmoor portò alla creazione di “The Fantasy Game”, il primo gioco strutturato esplicitamente per essere giocato “di ruolo”, con livelli, personaggi, armi, incantesimi, oggetti magici, tesori, mostri e oscure segrete da esplorare. Il gioco venne rifiutato dalle case editrici ludiche del periodo, e questo spinse Gygax a cercare i fondi per fondare la Tactical Studies Rules (meglio conosciuta con l’acronimo TSR). Gygax e Arneson pubblicarono il gioco sotto il nuovo e più accattivante titolo “Dungeons & Dragons”, nel 1974, e il resto, per così dire, è storia…

Arneson fu il creatore della prima ambientazione coerente per D&D (“Blackmoor”, per l’appunto) seguita a breve distanza dall’ambientazione creata da Gygax (“Greyhawk”). L’influenza di tali idee sul mondo moderno è praticamente incalcolabile. Intere generazioni di attori, sceneggiatori e registi, hollywoodiani e non, scrittori e fumettisti, programmatori e creatori di videogame, sono cresciute passando lunghe serate in camere fumose o scantinati freddi, attorno a un tavolo polveroso pieno di schede annotate a matita, mappe colorate, pedine, miniature, dadi e provviste di “junk food”. Senza il “concept” di role-playing come sarebbe il mondo dei videogiochi? E quello del cinema? Dei fumetti, dei romanzi e degli show televisivi? Per non parlare della miriade di altri aspetti della vita quotidiana che sono stati influenzati da questo monumentale paradigma della civiltà occidentale.

Non serve essere giocatori di ruolo per essere esposti agli effetti di questo gruppo memetico, così come non serve conoscere a memoria le battute dei film di Star Wars (o, persino, aver visto i film!) per essere esposti all’impero mediatico di Lucas. Sono semplicemente concetti con i quali siamo cresciuti, che diamo per scontati, anche e soprattutto quando non ce ne rendiamo conto. E tutto questo lo dobbiamo a Dave Arneson, forse ancora di più che non a Gary Gygax. Che possiamo dire? Le tue idee, le tue intuizioni, i tuoi sforzi e il tuo hobby (poi diventato la tua professione) hanno cambiato la vita di tutti noi, dandoci strumenti potentissimi di divertimento, di svago ma anche di introspezione e riflessione. Il tuo sogno ti è sopravvissuto e sopravviverà a tutti noi, passando di mano in mano alle generazioni future. E questo è più di quanto qualsiasi creatore di giochi possa sperare di ottenere.

Grazie, Dave… Che il tuo spirito riposi nelle lande misteriose di Blackmoor.

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WYSIWYG

March 19th, 2009 by abietto

Una bambina di nove anni e trenta chili viene stuprata più volte dal patrigno e rimane incinta. Di due gemelli. Quando i parenti e i medici decidono di farla abortire *per salvarle la vita*, il Vaticano li scomunica. E dato che non mi risulta abbia scomunicato, negli anni passati, governatori statunitensi e altri uomini politici che infliggono la pena di morte in modo legale e istituzionale, il problema non dev’essere quell’amore “per la vita” che tanto decantano. Poi, otto giorni dopo, il Vaticano fa mezza marcia indietro dicendo che quelle persone andavano “scomunicate sì, ma con misericordia”. Una presa per il culo davvero non indifferente. Un po’ come dire: sì, la strega andava bruciata, ma con pietà.
E il Papa, ora, prima ancora di mettere piede in Africa, afferma che l’uso del preservativo non solo non serve a combattere l’AIDS, ma è persino dannoso. Il preservativo è dannoso ai fini di combattere una malattia a trasmissione sessuale? Ah beh, ora capisco! Ecco perché sono duemila anni che il Vaticano ce lo mette nel culo senza goldone…

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Brain Salad… reloaded

March 18th, 2009 by Viviolas

Un mese fa davo annuncio di un concerto interessante, del “E,L&P Tribute Project“, che saltò all’ultimo momento per un accadimento decisamente spiacevole.
Beh… come promesso allora, a circa un mese di distanza i Nostri ci ritentano, e lo faranno nello stesso posto – il Cinema Politeama di Varese – il prossimo Sabato 21 Marzo 2009.
La locandina è questa qui.

Welcome back my friends to the show that never ends… We’re inside! Come inside!

Ci si vede là?

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Arte e Magia

March 9th, 2009 by abietto

“Allo scadere del mio quarantesimo compleanno, invece che annoiare i miei amici con una cosa mondana come una crisi di mezza età, ho deciso che sarebbe stato più interessante terrorizzarli diventando completamente pazzo e auto-dichiarandomi un mago. È una decisione che ha vecchie radici e mi è sembrata la conclusione logica della mia carriera di scrittore. Il problema con la magia è che, essendo per molti versi una scienza del linguaggio, bisogna stare davvero molto attenti a ciò che si dice. Perché, se improvvisamente vi dichiarate dei maghi senza alcuna consapevolezza di ciò che questo comporta, un giorno è probabile che vi svegliate e che scopriate di esserlo diventati. C’è molta confusione su cosa sia effettivamente la magia e penso che si possa fare un po’ d’ordine. Se prendete le prime descrizioni della magia, noterete che essa viene definita semplicemente “l’Arte”. Io credo che la definizione sia letterale. Credo che la magia sia arte e che l’arte, che si tratti di scrivere, di fare musica, di scolpire statue o di qualsiasi altra forma, sia letteralmente magia. Perchè l’arte, proprio come la magia, è la scienza della manipolazione dei simboli, parole o immagini, per raggiungere un cambiamento nella coscienza. Il linguaggio della magia parla della scrittura e dell’arte almeno quanto parla di eventi sovrannaturali. Un “Grimoir” (grimorio, NdT), ad esempio, cioè il libro degli incantesimi, è semplicemente un modo “strano” di dire “Grammar” (grammatica, NdT) e “cast a spell” (lanciare un incantesimo, NdT) significa semplicemente “to spell” (scandire le parole, NdT), per manipolare le parole e per cambiare la coscienza della gente. E penso che questa sia la ragione per la quale un artista o uno scrittore siano la cosa più vicina che abbiamo, nel mondo contemporaneo, a uno sciamano. E credo che tutte le “culture” siano derivate da un “culto”. In origine, tutti gli aspetti della nostra cultura, nelle arti o nella scienza, erano appannaggio dello sciamano. Il fatto che in tempi recenti questo potere magico sia degenerato al livello di divertimento da quattro soldi e di manipolazione è, a mio parere, una tragedia. Attualmente, le persone che stanno usando lo sciamanesimo e la magia per dare forma alla nostra cultura sono pubblicitari. Invece che cercare di svegliare le persone, il loro sciamanesimo viene utilizzato come un oppiaceo per tranquillizzarle e renderle maggiormente manipolabili. Con la loro scatola magica della televisione e con le loro parole magice, con i “jingle”, possono far sì che tutte le persone di un Paese pensino alle stesse parole e alle stesse cose banali esattamente nello stesso momento. In tutta la magia c’è un incredibile componente di linguistica. (…) Gli scrittori e le persone che si occupavano di parole erano temuti e rispettati come maghi. In tempi più recenti, penso che gli artisti e gli scrittori si siano venduti e si siano convinti della credenza comune che l’arte e la scrittura non siano altro che forme di intrattenimento. Non vengono più viste come forze trasformatrici che possono cambiare un essere umano, che possono cambiare una società. Vengono viste come puro divertimento, cose con cui possiamo riempire venti minuti o mezz’ora della nostra vita mentre aspettiamo di morire. Il lavoro degli artisti non è quello di dare al pubblico ciò che il pubblico vuole. Se il pubblico sapesse ciò di cui ha bisogno, allora smetterebbe di essere pubblico e diventerebbe l’artista. Il compito dell’artista è dare al pubblico ciò di cui ha bisogno. Quando facciamo il volere del nostro Vero Sè, stiamo inevitabilmente facendo il volere dell’Universo. Nella magia, questi due concetti sono indistinguibili. Ogni anima umana è, infatti, una singola grande anima umana, ed è l’anima dell’Universo stesso. Fintanto che fate il volere dell’Universo è impossibile fare qualcosa di sbagliato.”

Alan Moore – 2003
Tratto da The Mindscape of Alan Moore

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Brain salad…

February 20th, 2009 by Viviolas

Welcome back my friends to the show that never ends...

Beh… ci si vede là.

EDIT:
Il concerto è stato rinviato a causa di un lutto che purtroppo ha colpito il bassista/cantante della band.
Sono state individuate le date del 20 o 21 Marzo 2009 come possibili, e verranno definite a breve.

Ovviamente la redazione di ASN desidera porgere le proprie condoglianze a Mauro Aimetti per il lutto che sta affrontando.

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