Get the Flash Player to see the slideshow.

Cose di cui ho nostalgia

November 27th, 2009 by abietto
  • I primi tempi di ASN, quando qualcuno ancora ci scriveva e qualcuno ancora lo leggeva. In particolare, la tag-board scritta in cinque minuti da pgcd in PHP e installata in due ore dal sottoscritto via FTP. A quanto pare ho anche nostalgia degli acronimi.
  • Il 1982. Perché? Perché avevo undici anni. E quindi, direte voi? E quindi quell’anno ho letto per la prima volta Il Signore degli Anelli.
  • Quando le giornate si scaldavano e si allungavano durante l’anno scolastico e tu *capivi* che di lì a poco si andava in vacanza. Gli ultimi giorni di scuola in cui, alla fin fine, diciamocelo, non c’era un cazzo da fare e si cazzeggiava amabilmente.
  • Trovarsi nella piazza della Chiesa a Suardi con alcuni amici ad aspettare il pullman che andava a Mede per fare colazione al bar con la focaccia farcita e la coca-cola, quindi andare in edicola per spulciare tra scaffali polverosi alla ricerca di vecchi numeri di Martin Mystère e Mister No. Quello *prima* delle “nuove esplosive avventure”…
  • Ho molta nostalgia dell’immagine che avevo di Star Wars e di Darth Fener *prima* di vedere la nuova trilogia. Un’immagine che è stata quasi irrimediabilmente distrutta. Provate voi a riguardare L’Impero pensando che dietro la maschera c’è Hayden Christensen che “se la mena”.
  • Recentemente, mi sono trovato con alcuni vecchi amici a giocare a V&V. Questo mi ha fatto rendere conto di quanto abbia nostalgia dei giochi di ruolo. Ma proprio quelli belli ignoranti di una volta, non quelli versione “Twilight” che fanno oggi. Bah.
  • E parlando di questa gigantesca stronzata che è “Twilight”, ho molta nostalgia anche dell’immagine dei vampiri che avevo prima dell’avvento di quello che potremmo chiamare, con un neologismo, “Annericeismo”. Va bene “Intervista col Vampiro”, va bene “Scelti dalle Tenebre”, va ancora abbastanza bene “La Regina dei Dannati”. Poi basta però. Ce l’avete fatto a fette con il vampiro tormentato. Che fine hanno fatto i cari vecchi succhiasangue come si deve alla Strahd Von Zarovich? (E se non sapete chi è, me ne dispiaccio assai, ma è una cosa collegata con il punto precedente).
  • Ho un’immagine in mente che ogni tanto riesco a cogliere di sfuggita ma che non riesco mai a focalizzare per intero. Ho un cappotto e una sciarpa, sto probabilmente fumando una Chesterfield e sto sentendo una canzone dei Marillion con il Walkman. La mia mente vaga in luoghi strani e in forme strane e non riesco a spiegare la cosa meglio di così.
  • Talvolta mi capita di avere nostalgia della casa dei miei nonni a Cinisello. Sono capitate molte cose, in quella casa. Talvolta mi capita di avere nostalgia del CB, che ho cominciato a usare in quella casa, l’antesignano dei social network. Era molto divertente. Ricordo ancora “Break” per entrare in una “Ruota” (conversazione in cui tutti parlano a turno), chiedendo un QRK a cui qualcuno rispondeva “Santiago 10 – Radio 5″, e poi si salutava tutti con un bel 7351.
  • Talvolta, mi capita di avere nostalgia di quello che accadrà domani.

Posted in Blog | 8 Comments »

Ebbene sì

August 19th, 2009 by abietto

Sono ufficialmente in vacanza. Domattina si parte e si rientra il 4 settembre, ammortizzando il trauma del ritorno con questo simpatico evento a cui non posso assolutamente mancare. Spero, anzi, di vedere anche un po’ di voi sotto il palco.

Per il resto… si lavora, si suona, si mette su pancetta, si cerca casa, si va avanti con le unghie e con i denti e si vedono un sacco di bei telefilm (in ordine sparso, se non li avete visti, cercate di spararvi Galactica, Dexter, Mentalist, Supernatural, Lie to Me, l’ultima stagione di Desperate Housewives, Life on Mars, varie ed eventuali – una compagnia sicura per le lunghe notti calde di questo agosto infernale).

Lascio il sito in buone mani (forse) e cercherò di collegarmi qualche volta con il portatile, anche se penso proprio che nelle prossime due settimane ne sentirò scarso bisogno.
Se siete già stati in vacanza, spero che abbiate fatto un buon rientro e vi auguro buon lavoro.
Se dovete ancora partire… Beh, buone vacanze e divertitevi.
Per tutti quelli che rimangono in città per tutta l’estate: coraggio, non può fare ’sto caldo per sempre (parafrasando Eric Draven).

Un saluto festoso a tutti!

Posted in Blog, Meta | 3 Comments »

Sull’aborto

April 13th, 2009 by abietto

Come ben sappiamo, i Cristiani (Cattolici o Protestanti che siano) sono contrari a qualsiasi forma d’aborto e, in alcuni casi, sono arrivati a manifestazioni violente, negli Stati Uniti, contro i “dottori della morte” che lavorano in cliniche dove si praticano tali operazioni. Come abbiamo scritto qualche post fa, a tutt’oggi il Vaticano scomunica eventuali Cattolici che lo pratichino. Ma tutto ciò su quali basi concrete di diritto divino può basarsi? Se andiamo a leggere la Bibbia con attenzione, notiamo che ci sono molti spunti alquanto interessanti. Alcuni dei quali sono addirittura pro-aborto.

Ad esempio:

Qohélet (Ecclesiaste) – 4:1-3
Ho poi esaminato tutti i soprusi che si fanno sotto il sole. Ho considerato il pianto degli oppressi e ho visto che nessuno li consola. Dalla mano dei loro oppressori non esce che violenza: nessuno li consola. Allora ho detto beati i morti che già sono morti, più dei vivi che ancora son vivi. Ma meglio ancora di tutti e due, chi ancora non è nato, ché ancora non ha visto tutto il male che si fa sotto il sole.

Il commento della Bibbia in mio possesso (“nuovissima” versione dai testi originali delle Edizioni Paoline del 1987) dice: “Lo scandalo della sofferenza provocata dalla malvagità umana, che resta impunita, è una delle cose che più rendono assurda la vita: meglio non essere neppure nati.” Cioè, in poche parole, i morti stanno meglio dei vivi e i non-nati stanno meglio di entrambi!
Piuttosto interessante. Ma alquanto interpretabile… C’è di meglio. Andiamo a leggere, ad esempio:

Numeri – 5:11-28
Il Signore ordinò a Mosè: “Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Un uomo la cui moglie avesse deviato e avesse commesso una trasgressione contro di lui, e uno avesse dormito con lei con effusione di seme, e la cosa fosse rimasta nascosta agli occhi di suo marito, ed essa si fosse resa impura senza che ci fossero testimoni contro di lei e non fosse stata presa sul fatto, e in lui fosse passato uno spirito di gelosia e fosse geloso di sua moglie e lei non fosse impura: l’uomo condurrà sua moglie dal sacerdote e porterà la sua offerta per lei, un decimo di efa di farina d’orzo; non ci verserà olio e non ci metterà incenso, perché è un’offerta di gelosia, è un’offerta commemorativa che ricorda una colpa. Il sacerdote la farà avvicinare e stare davanti al Signore. Il sacerdote prenderà acqua santa in un vaso d’argilla, poi prenderà polvere dal suolo della dimora e la metterà nell’acqua. Il sacerdote farà sfare la donna davanti al Signore, scoprirà la testa della donna, metterà nelle sue mani l’offerta commemorativa, cioè l’offerta della gelosia, mentre in mano al sacerdote saranno le acque amare della maledizione. Poi il sacerdote la farà giurare e dirà alla donna: se un uomo non ha dormito con te e se non hai deviato in modo impuro con qualcuno al posto di tuo marito, sii immune da queste acque amare della maledizione. E se hai deviato con chi non è tuo marito e ti sei resa impura e un uomo, che non è tuo marito, ti ha dato il suo letto… Il sacerdote farà pronunciare alla donna questo giuramento; il sacerdote dirà alla donna: “Il Signore ti faccia oggetto d’imprecazione e di maledizione in mezzo al tuo popolo, dandoti un fianco floscio e un ventre gonfio. Entrino queste acque di maledizione nelle tue viscere per gonfiare il ventre e afflosciarti il fianco.” La donna dirà: “Amen, amen”. Il sacerdote scriverà queste imprecazioni in un foglio e le farà scomparire nelle acque amare; farà bere alla donna le acque amare della maledizione e le acque maledette entreranno in lei per sua amarezza. Il sacerdote prenderà dalla mano della donna l’offerta della gelosia, presenterà l’offerta al Signore e l’avvicinerà all’altare; il sacerdote prenderà una manciata dell’offerta come memoriale e la farà fumare sull’altare; poi farà bere l’acqua alla donna. Dopo che le avrà fatto bere l’acqua, se sarà impura e avrà tradito il proprio marito, le acque amare della maledizione entreranno in lei, gonfieranno il suo ventre, renderanno floscio il suo fianco e la donna sarà maledetta in mezzo al suo popolo. Se la donna non sarà impura ma pura, sarà riconosciuta innocente e sarà feconda.”

Ora, qui la cosa potrebbe non essere immediatamente palese, ma di fatto quanto accade, tradotto in termini “moderni” e senza i soliti giri di parole biblici, è questo. Se un marito arriva anche solo a sospettare che la moglie gli sia stata infedele, può portarla dal sacerdote che porrà sulla moglie una maledizione e le farà bere un intruglio dagli ingredienti non meglio precisati. A quel punto, lo spirito del Signore si incaricherà di capire se la moglie è stata effettivamente infedele o no. Se è stata infedele, la moglie diventerà infeconda e non darà alla luce bambini, altrimenti potrà avere figli e non sarà maledetta. Quindi, se la moglie rimane incinta in seguito a un adulterio, il marito non fa altro che portarla dal sacerdote che, per mezzo di un’ordalìa divina, la farà abortire…

Naturalmente, è chiaro e palese a chiunque che si tratta di una pratica umiliante (la moglie deve sottostare all’ordalìa anche in totale assenza di prove e a capriccio del marito) determinata da una società maschilista e bigotta come quella ebraica di più di duemila anni fa, fortemente patriarcale e caratterizzata da un’autentica ossessione per la fedeltà delle donne, considerate esseri infidi e inferiori (“le donne sono esseri infidi pieni di arti subdole”, direbbero i Nani di Biancaneve, tanto per parlare di un’altra favola). Tuttavia è nella Bibbia, il “Libro del Signore per l’Uomo”. E non tirate in ballo la solita storia di Gesù che cambia le regole, poiché non lo fa affatto:

Matteo – 5:17-19
“Non crediate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; non sono venuto ad abrogare ma a compiere. In verità vi dico: finché non passino il cielo e la terra, non un iota, non un apice cadrà dalla legge, prima che tutto accada. Chi dunque scioglierà uno di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei cieli; chi invece li metterà in pratica e insegnerà a fare lo stesso, questi sarà considerato grande nel Regno dei cieli.”

Oppure:

Luca – 16:16-17
“La legge e i profeti arrivano fino a Giovanni; da allora in poi il regno di Dio viene annunziato ed ognuno fa di tutto per entrarci. È più facile che finiscano il cielo e la terra piuttosto che cada una sola parola della legge, anche la più piccola.”

E vi ricordo che per “legge” si intende la Torah, cioè l’Antico Testamento… Meditate, gente, meditate e… Buona Pasquetta!

Posted in Blog | 1 Comment »

WYSIWYG

March 19th, 2009 by abietto

Una bambina di nove anni e trenta chili viene stuprata più volte dal patrigno e rimane incinta. Di due gemelli. Quando i parenti e i medici decidono di farla abortire *per salvarle la vita*, il Vaticano li scomunica. E dato che non mi risulta abbia scomunicato, negli anni passati, governatori statunitensi e altri uomini politici che infliggono la pena di morte in modo legale e istituzionale, il problema non dev’essere quell’amore “per la vita” che tanto decantano. Poi, otto giorni dopo, il Vaticano fa mezza marcia indietro dicendo che quelle persone andavano “scomunicate sì, ma con misericordia”. Una presa per il culo davvero non indifferente. Un po’ come dire: sì, la strega andava bruciata, ma con pietà.
E il Papa, ora, prima ancora di mettere piede in Africa, afferma che l’uso del preservativo non solo non serve a combattere l’AIDS, ma è persino dannoso. Il preservativo è dannoso ai fini di combattere una malattia a trasmissione sessuale? Ah beh, ora capisco! Ecco perché sono duemila anni che il Vaticano ce lo mette nel culo senza goldone…

Posted in Attualità, Blog, News | 16 Comments »

Painkilling… the sound!

March 12th, 2009 by Viviolas

Martedì scorso al PalaSharp di Milano (sì, quello che tutti quelli della mia generazione chiamano ancora PalaTrussardi…) c’è stato un concerto che ogni amante del metal di qualità non poteva trascurare: Il Priest Feast: Judas Priest + Megadeth + Testament.

ROCK'N'ROLL!!Praticamente un grosso pezzo di storia del Metal, dacchè i Judas Priest sono considerati tra i padri del genere, e Megadeth e Testament alfieri del Thrash ormai definito “classico”, che a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90 ha vissuto i suoi momenti di massima gloria ed evoluzione.
In sostanza questa è gente che con la sua musica ha fatto scuola a praticamente tutti i gruppi nati e cresciuti dagli anni 90 in poi, e gli stessi due gruppi di supporto di questo concerto non possono prescindere dal chiamare Rob Halford “papà”.

E’ noto che nel mondo dei concerti rock, ma soprattutto proprio nel metal, esiste una certa regolamentazione riguardo il “peso” dei gruppi, che si palesa poi sui manifesti e sulle pubblicità, sulla scaletta, sui tempi delle performance live, eccetera…
Insomma si tende a dare evidenza ad un gruppo anzichè ad un altro in modo abbastanza meritocratico, ed è corretto che sia così.
Fatta questa premessa, però, ho da levarmi ’sto macigno dalla scarpa che a dire il vero mi dà fastidio già da lungo tempo.

Io davvero non capisco, ma soprattutto non accetto, che ogni volta si applichi sistematicamente quella fottuta regola riguardante i suoni in concerto, secondo la quale il gruppo headliner ha una resa da fare invidia ad un cd e tutti gli altri godono di suoni che definire “di merda” è un eufemismo!
I gruppi hanno suonato tutti in modo egregio, garantendo uno spettacolo di livello altamente professionale, ma non si può trascurare che dei Testament, che nel thrash son appunto mica gli ultimi dei pirla, praticamente non si distinguevano le chitarre, affogate tra il “booom” delle casse della batteria ed il fragore generale di un impasto di suoni e riverberi gestiti in modo assurdo.
Coi Megadeth, gruppone il cui stile richiederebbe una certa pulizia diciamo cristallina del suono, si fa anche qui fatica a distinguere le chitarre, le casse della batteria è più facile immaginarle che ascoltarle… Mustaine sembra abbia una cornacchia in gola… Una roba pietosa.
Poi arrivano i Judas Priest e… miracolo! Quasi ci si chiede se stiano suonando davvero o se ci sia un master in alta definizione nascosto da qualche parte che produce questo risultato sonoro che rasenta la perfezione.

La stessa identica cosa capitò con un divario ancora maggiore all’Unholy Alliance II. Quella del 2007.
I Lamb Of God pareva suonassero in cantina, nascosti sotto i materassi. I Children Of Bodom nel magazzino di un ferramenta, con tutte le minuterie metalliche che vibrano a tempo. Gli In Flames già meglio, ma fragore a manetta.
Poi ti entrano gli Slayer, che anche loro son quasi trent’anni che sul palco piantan giù un bordello che levati, e come d’incanto senti tutto alla perfezione.
I fonici, forse toccati dal fuoco sacro del dio della musica, riescono ad ovviare perfino all’acustica discutibile della struttura, tirando fuori dei suoni da paura.

Allora uno alla fine si chiede:
ma i gruppi di supporto – poi se pure del calibro di Testament e Megadeth – non si incazzano per il fatto che le loro performance vengono sistematicamente rovinate da questa vergognosa regola??!
Ma poi… i miei 45€ di biglietto + 6.50€ (ladri!) di prevendita hanno un valore differenziato o valgono tutti allo stesso modo fino all’ultimo centesimo?

Posted in Blog, Musica | 4 Comments »

Il rassicurante calore di questi anni di merda

February 18th, 2009 by abietto

Un adagio post-sessantottino recitava “Dopo il freddo degli anni di piombo, godiamoci il calduccio di questi anni di merda”. Nulla potrebbe descrivere meglio l’ondata di reazionario riflusso ideologico che sta invadendo il mondo occidentale. Lasciamo perdere “la Casta” dei politici: per loro, dai tempi di Sparta e Atene, la demagogia e il far leva sulle più basse paure e insicurezze delle classi dominate è sempre stato un ottimo asso nella manica, quindi non deve stupire ciò che dichiarano di volta in volta, seguendo i sentimenti popolari per racimolare qualche voto e mantenere “il cadreghino”. Né deve colpire particolarmente la reazione della cosiddetta “intellighenzia” borghese, sempre pronta a lanciarsi in improbabili crociate contro inesistenti mulini a vento per apparire moralmente integra e irreprensibile, attaccando di volta in volta le più innocue sciocchezze come il Rock’n'Roll, i Giochi di Ruolo, l’invasione dei cosiddetti “Wiccan” o i libri di Harry Potter. Ancora meno deve risultare curioso o strano il già sopracitato “sentimento popolare” che talvolta lancia analoghe battaglie per paura, ignoranza, attaccamento a sciocche ideologie, e via di questo passo…
Invece, è giusto rimanere di stucco quando una categoria particolare, quella degli artisti, decide di sfruttare temi più o meno scottanti per vendere qualche copia in più poiché, in questo caso, il peccato è doppio e particolarmente subdolo e insidioso. Forse per questo sono rimasto alquanto perplesso sentendo la canzone di Povia a questa edizione del festival di San Remo (in cui gli unici momenti autenticamente interessanti dal punto di vista musicale si devono agli inserti decisi da Bonolis con citazioni dei Led Zeppelin, dei Queen e di altri Artisti).
Ma facciamo un passo indietro. Ci troviamo nel tempio della tradizione, nella massima espressione nazionale del potere delle Major, delle proposte fatte a tavolino appositamente per quel pubblico e per quel teatro… In poche parole, ci troviamo all’interno di un paradosso in cui anche i più sinceri e autentici artisti devono necessariamente scendere a patti con le aspettative del pubblico e proporre cose che, molto probabilmente, non avrebbero mai suonato e cantato se non fosse per il festival. Ci troviamo in un paradosso in cui un festival che dovrebbe rappresentare in modo realistico il panorama musicale italiano, in realtà, non lo rappresenta affatto. Se vogliamo “scioccare” il pubblico basta prendere come tema per la nostra canzone qualcosa di “scomodo” (o farlo diventare tale) o inserire un paio di “merda” e di “stronzate” nel testo e “vualà”, passiamo per artisti “non allineati” e “fuori dagli schemi” (perfettamente integrati negli schemi). Un colpo al cerchio e uno alla botte, insomma.
Povia, quindi, decide di raccontare una storia. Una singola storia, non un commento sulla condizione di omosessuale, ma la storia di un singolo individuo che “era” omosessuale e poi incontra una ragazza e “diventa” eterosessuale, si sposa, ha dei bambini, trova il suo vero sè e, finalmente, è felice (mentre prima, da omosessuale, non lo era e intreccia una sordida relazione con un uomo molto più grande di lui). Il “colpo al cerchio e il colpo alla botte” è dato da un verso della canzone (“né malattia, né guarigione”) che, sentito il resto del testo, sembra appiccicato in fondo appositamente per rispondere a una serie di polemiche e preoccupazioni da parte dell’ARCI Gay e di altri.
Appiccicato in fondo, dicevo, perché per il resto la canzone esprime una visione e una posizione molto chiare che sono, ovviamente, molto diverse. Luca, il protagonista, è gay e crede in Dio, ma non nell’uomo, quindi evita di andare da psichiatri, psicologi, preti, stregoni o quant’altro, ma “cerca dentro se stesso” (come? Non si sa). Alcuni gli dicono che l’omosessualità è normale, ma lui studia Freud che è di altro avviso. Vero. Freud considerava l’omosessualità una nevrosi (anche se ha scritto molto e in modo molto critico anche verso se stesso nelle sue pubblicazioni) e quindi un disturbo, una deviazione, una malattia, qualcosa che “dev’essere curato” (ovviamente, con la psicanalisi). Povia, inserendo questa frase nella canzone, deve aver fatto imbarazzare molti analisti là fuori, poiché l’omosessualità è stata “depennata” dalle nevrosi trattabili con la psicanalisi soltanto una decina d’anni fa, dopo un lungo congresso internazionale della categoria. Ma se Freud aveva dei dubbi e se i freudiani ora la pensano diversamente, perché inserire questa frase nel testo? Per dare una parvenza di “copertura scientifica” alla tesi strisciante nel resto delle parole della canzone? Povia continua e presenta i risultati di questa “ricerca interiore” di Luca: sua madre è uscita direttamente da “The Wall” dei Pink Floyd e il padre era uno senza palle. I due si separano, il padre comincia a bere, la madre è sempre più soffocante e gelosa delle altre donne e gli consiglia di non sposarsi mai. Quindi (ovvia conseguenza logica) lui diventa gay e intraprende una storia di sesso e di dolore e infelicità con un uomo molto più grande di lui che sopperisce alla mancanza di una figura paterna. In questo modo, Luca cerca di “non tradire la madre”. Poi, però, a una festa, incontra una ragazza che, con atteggiamento tipicamente femminile, lo “capisce” e lo “accoglie”. Lui, quindi, diventa improvvisamente eterosessuale, si sposa, fa figli e finalmente trova la vera felicità sentimentale che, quando era omosessuale, gli era negata.
Ora, stiamo parlando di un singolo caso che è certamente possibile e verosimile. E non stiamo dando nessun giudizio sulla categoria intera degli omosessuali. Inoltre, c’è quel famoso verso appiccicato riguardo al fatto che non c’era nessuna malattia e quindi nessuna guarigione. Giusto?
No. Sorry, non basta una frase, messa apposta per accontentare l’ARCI Gay, per inficiare il messaggio più o meno insidiosamente nascosto in tutto il resto del testo. E il messaggio è che l’omosessualità *è* una forma di “disturbo” di qualche genere, con una causa precisa (mamma soffocante e padre assente) che può essere “curato” da una profonda ricerca interiore e, soprattutto, dal fatto di incontrare finalmente “quella giusta”. Un messaggio che viene spesso ribaltato al femminile… Quasi tutti i maschi sono convinti che una donna sia lesbica solo perché non ha ancora trovato l’uomo “vero” che “le faccia sentire” ciò che serve (assumendo, con una notevole dose di presunzione, di essere un’opzione migliore rispetto a un vibratore extra-lusso).
Anche solo il fatto di dover cercare una “causa” per l’omosessualità ha senso quanto ne ha la ricerca della causa dell’eterosessualità. Né più né meno. Mia madre e mio padre si sono separati quando io avevo circa un anno. Ho passato le mie, senza dubbio, però rimane il fatto che sono eterosessuale (salvo scoperte dell’ultimo minuto) e che il problema della mia identità sessuale non mi ha mai particolarmente preoccupato. Allo stesso modo, conosco molti omosessuali che hanno, nei confronti dei loro genitori, gli stessi identici problemi che hanno i miei amici “etero”. Non c’è nessuna “causa” per l’omosessualità, così come non c’è alcuna “causa” per l’eterosessualità. Sono fenomeni naturali… Se per “naturali” intendiamo “che accadono spontaneamente in natura” allora possiamo osservare atteggiamenti omosessuali e bisessuali in tutte le specie di mammiferi “superiori” e, guarda un po’, più o meno nelle stesse percentuali che riguardano la popolazione umana.
Perché, nonostante quello che possono dire i “teisti”, non siamo nient’altro che una delle altre specie animali che condividono questo pianeta con il resto della biosfera e, di conseguenza, rispondiamo in maniera statisticamente prevedibile alle “leggi di natura” che regolano gli altri animali sociali. Abbiamo le nostre particolarità, certo: i lupi non organizzano un Gay Pride… Ma rimane il fatto che esistono lupi che hanno atteggiamenti e comportamenti omosessuali, così come i delfini si organizzano per stuprare le delfine e gli scimpanzè uccidono i propri simili, talvolta, per puro diletto o incontrollabili scatti d’ira. Non siamo diversi.
Scrivere una canzone che ha questa morale strisciante (l’omosessualità è una devianza innaturale che deriva da carenze – o abbondanze – affettive, eccetera), nascosta sotto la giustificazione “è la storia di un individuo, una testimonianza reale” è quanto meno discutibile… La domanda è: perché scegliere proprio quella storia da raccontare e non altre? Quelle di coppie gay che hanno passato trent’anni insieme felicemente, ad esempio? O di omosessuali che sono stati presi e buttati nei forni crematori o nelle camere a gas insieme a comunisti, ebrei, zingari e dissidenti politici nei Lager, per fare un altro esempio? O del fatto che gli omosessuali vengono chiamati “finocchi” perché nel Medioevo quando si bruciava un gay sul rogo si gettavano sul fuoco dei finocchi per nascondere l’odore di carne bruciata? Mi sembrano storie altrettanto interessanti e degne di attenzione, capaci di trasmettere messaggi più sani e realistici. Le reazioni dell’ARCI Gay e di Roberto Benigni mi sembrano ampiamente giustificate. Come ha detto Grillini: “I gay non sono infelici in quanto gay, sono infelici in quanto continuamente stigmatizzati e criticati dalla società in cui vivono”. Più che altro, io credo, profondamente incompresi.
Va detto, comunque, che bisogna sempre lasciare il beneficio del dubbio a tutti. Se veramente Povia voleva soltanto raccontare una storia che l’ha colpito particolarmente, dobbiamo ammettere che l’ha fatto, almeno, con una certa classe e una certa professionalità musicale (una delle poche canzoni interessanti che abbia sentito durante la prima serata del festival, ad essere sinceri). D’altronde, Povia ha sempre avuto una politica piuttosto “furbetta” nei confronti del palco dell’Ariston… Sa bene quali temi scegliere, come alimentare le polemiche e far parlare di sè, in modo da vendere un sacco di copie e assicurarsi un’ampio passaggio radiofonico. Vedremo quando qualcuno, finalmente, proporrà al festival qualcosa di veramente coraggioso, come una canzone sulle tante “morti bianche” sul lavoro, sull’ignoranza e il pregiudizio che ancora imperversa nella nostra società verso le più disparate categorie di persone, sull’intolleranza e la presunzione del pensiero religioso, sul fatto che l’Italia è, di fatto, una teocrazia, su chi lavora senza gloria e senza grandi applausi per aiutare il prossimo in modo discreto e concreto, sull’ipocrisia di certi “preti illuminati di sinistra” che aprono comunità di aiuto ma poi non si vergognano di dichiarare, nelle interviste, che un prete pedofilo non andrebbe mai denunciato alle autorità competenti e alle Forze dell’Ordine, e via di questo passo. E perché non parlare, piuttosto, di tutti quegli omosessuali che, schiacciati dal giudizio sociale, si sposano e fanno figli e vivono una vita terribilmente infelice, casi decisamente più numerosi del presunto “Luca” della canzone di Povia? Insomma… Volete parlare di qualcosa di scomodo? Non avete che l’imbarazzo della scelta, in questo mondo e in questi rassicuranti anni di merda.

Posted in Attualità, Blog, News | 12 Comments »

Un sincero augurio

February 7th, 2009 by abietto

La povera Eluana sta per essere uccisa. Diciamolo, è la verità. Non solo è viva, ma a detta delle suore che l’hanno vista e curata in passato, apre gli occhi, sorride, stringe le mani, racconta barzellette e, in un paio di occasioni, interrogata sulla sua condizione di vegetale, ha affermato “Ma va là, non è mica niente, tranquilli.” Giustamente, il Vaticano e tutti i politici che sono altrettanto giustamente vicini ai sacri valori cristiani, fanno disegni di legge in tempo record per questa emergenza pericolosa e disumana. Per un attimo, viene da chiedersi come mai le Camere non siano mai state così celeri nell’affrontare questioni, apparentemente, altrettanto scottanti come l’imperante crisi economica, le discariche abusive, i proletari sottopagati (comunitari ed extra, in regola e non) che ogni giorno crepano sul posto di lavoro per la mancata osservanza delle norme di sicurezza e per il superlavoro a cui sono sottoposti… Ma questo accade solo per un attimo. Subito dopo, infatti, ci si rende conto che non si tratta della stessa cosa, che tali problemi non possono avere la stessa importanza, la stessa gravità. Insomma, qui stiamo togliendo l’alimentazione artificiale a una persona che, se si fosse fatta la volontà del Signore e se la Natura avesse seguito il suo corso, sarebbe morta diciassette anni fa! E queste cose non si fanno, non si può permettere a un libero cittadino di creare un simile precedente, di arrivare così vicini a quello spauracchio del nostro amorevole Gesù chiamato “eutanasia”. In fondo, la vita non è mica nostra, ci è stata data in prestito dal Signore e, di conseguenza, noi non possiamo farci quello che ci pare. Morire in una guerra con i fucili benedetti da preti, quello sì, ci mancherebbe. Essere stuprati dal prete della parrocchia a dodici anni, beh, può capitare. Ma evitarsi qualche anno ulteriore di dolore, umiliazione e frustrazione… beh, no, voi morite quando ve lo diciamo noi, non quando lo decidete per i cacchi vostri senza neanche un Padre Nostro o un’Ave Maria. E che è, stiamo scherzando? Quindi uniamoci al coro dei Cattolici che, senza la minima vergogna e, anzi, con il giusto orgoglio che deriva dalla Fede, vanno a manifestare sotto la clinica o fanno disegni di legge in Parlamento. E auguriamo a tutte queste persone di poter provare sulla propria pelle il martirio di Eluana, in modo da poter, finalmente, dimostrare al Signore fino in fondo quanta fortezza derivi dal dogma, quanta convinzione abbiano nello scagliarsi contro queste pratiche barbare e quanto siano pii, timorati di Dio e affidati alla volontà del Signore. Che ogni Cattolico contrario al protocollo che Eluana, sfortunatamente, sta continuando a seguire secondo i piani, possa passare diciassette anni in stato catatonico, legato a un letto d’ospedale, a totale carico dei propri familiari, provati fino all’inverosimile da una tale tragedia umana, senza la possibilità di mangiare o di bere, di orinare o defecare, senza poter difendere la propria dignità umana… Con ancora una vita, ma senza nessuna qualità di vita da difendere. Senza mente. Senza corpo. Senza nulla. Auguriamo a ogni Cattolico di provare fino in fondo la propria Fede trasformandosi in Eluana e sacrificandosi per la Società Civile, dando il buon esempio e immolandosi al Signore, secondo quei sacri valori di abnegazione e amore per la vita che sbandiera in piazza, nei TG, nelle Camere del Governo, nelle parrocchie e su internet. La vostra è una causa giusta, ne ho la certezza totale.

A meno che…

A meno che questo caso non venga strumentalizzato per fini politici e istituzionali. Ma no, ma cosa andiamo a pensare? Quale mostro disumano, privo di qualsiasi basilare emozione da Homo Sapiens, scevro da qualsivoglia empatia verso il suo prossimo, si metterebbe a strumentalizzare per scopi propri una simile tragedia? Quale forza politica alienata dal vivere civile potrebbe pensare di sovvertire i processi democratici e di annullare sentenze della Cassazione per destabilizzare la magistratura? Quale leader di Partito potrebbe mai pensare a un orrore simile? Quale premier sfrutterebbe una tale situazione per togliere fiducia al Capo dello Stato sfiorando l’impeachment? Certamente nessuno è tanto contorto, morboso e psicotico da pensare che questa potrebbe essere una linea di condotta politica accettabile. E difatti non può essere così. D’altronde, essendo in uno Stato di Diritto, una sentenza della Cassazione non può essere modificata da niente e da nessuno, tanto meno dagli altri poteri istituzionali. Ed essendo in uno Stato Democratico, abbiamo un’opposizione che si dice “di sinistra” e che ha logiche opposte a chi sta al governo! Sicuramente tale opposizione potrà, per l’appunto, opporsi… A meno che anche l’Opposizione non sia l’altro lato della medaglia, il leader della parte scura che, tolta la barba, scoprì sul mento quella vecchia cicatrice. Perché, dopo tutto, votare è l’arte di scegliere tra un cancro al fegato e una metastasi maligna in sede epatica. Eppure, ancora esistono molte persone convinte che ci siano differenze…

Eluana è circondata dai suoi familiari, dalle persone che l’hanno aiutata, curata, accudita, amata e supportata più di quanto abbia fatto chiunque altro. Chiunque altro. Affermare che queste persone la vogliano uccidere è un insulto talmente profondo e disgustoso che non dovrebbe meritare commenti, in un mondo in cui sia rimasto un briciolo di buon senso, ma solo l’indignazione generale. Non siamo in un tale mondo e i commenti, di conseguenza, sono tristemente necessari. Lasciate stare quelle povere persone che hanno sofferto quanto voi non potete nemmeno lontanamente immaginare.
C’è solo da augurarsi che la famiglia Englaro, nei prossimi giorni, venga circondata unicamente da un affettuoso, comprensivo, tollerante e caloroso Silenzio.

Posted in Attualità, Blog, News | 11 Comments »

Buffy

January 30th, 2009 by abietto

Posted in Blog, Immagini | 7 Comments »

Powder all around!

January 7th, 2009 by Viviolas

Alla faccia del riscaldamento globale, questo inizio 2009 si presenta sotto i migliori auspici, regalandoci nevicate copiose sia in montagna che in città, come non succedeva davvero da tanti anni.
Ho passato il capodanno a casa di amici a Chiesa in Valmalenco, in cerca di “polvere bianca” peggio di un drogato in crisi di astinenza, peraltro rimanendo mai sazio… e finisco per ritrovarla anche qui, fuori di casa, dopo due giorni di nevicata che ha cambiato pesantemente il paesaggio come solo la neve sa fare.
L’effetto collaterale di tutto questo è che poi da certe aree questa neve va levata, e spesso lo si deve fare a colpi di pala… ma siccome questo manto nevoso si presenta in modo splendidamente polveroso, ho avuto una piccola illuminazione ed ho pensato di risolvere la questione in modo più… originale, sicuramente divertente, e perchè no anche impegnativo!

Ad ogni modo, dopo la mia spolverata, stamane la vista dalla mia finestra si presentava così.
Oggi nel primo pomeriggio, se non si mette a piovere come sta minacciando un po’ di fare, ho in programma un’escursione giù al Ticino, nel cuore del Parco, ovviamente con attrezzatura telemark ai piedi.
Ho intenzione di fare un bel po’ di foto che, nel caso, penso che vi mostrerò con un post apposito.

W la neve!

Posted in Attualità, Blog, News | 3 Comments »

Sorry

January 2nd, 2009 by abietto

L’anno nuovo non comincia nel migliore dei modi per ASN, come alcuni di voi avranno notato, ma il problema è stato risolto e ora siamo di nuovo qui! Ancora un ringraziamento per tutti quelli che sono venuti all’ultimo concerto dei SK e che mi hanno mandato tanti commenti e messaggi positivi, affettuosi e incoraggianti. Ci siamo davvero divertiti e ci tengo a ricordarlo anche in questa sede. Un saluto anche a tutti gli amici e i parenti che abbiamo visto e/o sentito durante questi ultimi giorni di festeggiamenti e cene che mettono a dura prova il sistema digerente e la mia simpatica pancetta da quasi quarantenne. L’anno nuovo comincia nel migliore dei modi, invece, per il sottoscritto, con vecchi progetti che si portano avanti lentamente ma costantemente e nuovi progetti all’orizzonte che sembrano promettenti e molto, molto interessanti. Ovviamente, vi faremo sapere di più non appena ci saranno news concrete al riguardo.

Furthermore…
Oggi sono sceso con la mia dolce metà a fare la “seconda colazione” al bar (sì, siamo una coppia di schifosi hobbit). Uscendo per tornare a casa, noto una strana scritta fatta con un insolito spray dorato sul muro di un palazzo, all’angolo con la via dove abito. La scritta dice cripticamente:

Ilioupolis Lamia Byron Kareas 13

Sembra un messaggio in codice, nevvero? Sto facendo ricerche al riguardo. Per ora, ho scoperto che Ilioupolis è un sobborgo di Atene (nonostante l’apparente assonanza con “Ilio”, il nome originale di Troia, la traslitterazione moderna deriva da “Hilio” o “Helio”, e quindi significa “Città del Sole”. No, non ci vendono giochi per adulti e costruzioni in legno). La Lamia, a quanto ne so, è un altro riferimento alla Grecia e, in particolar modo, alla sua mitologia, essendo una creatura femminile vampiresca appartenente agli antichi miti. Byron potrebbe essere un riferimento a Lord Byron, poeta e scrittore romantico che (altro riferimento coincidente) ha vissuto, verso la fine della sua vita, proprio in Grecia. Non ho idea di cosa sia Kareas, né perché inserire il numero 13. Piuttosto intrigante, no? Se qualcuno di voi ha visto in giro scritte simili o ha suggerimenti per la “decifrazione” del messaggio, mi faccia sapere tramite i commenti. Nel frattempo… BUON ANNO! =)

Posted in Blog | 8 Comments »

« Previous Entries

 

Minigallery

Get the Flash Player to see the slideshow.
© 2000-2010 Abietti si Nasce Powered by Wordpress - ASN Theme by abietto based on the Minami theme.