Cazzo
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Mi sembrava logico fare gli auguri anche a Leonard Nimoy…
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Tanti auguri, Capitano.
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…Non sapete sul film di Dylan Dog in arrivo nelle sale cinematografiche italiane.
Se volete proprio farvi del male, guardate il trailer a questo indirizzo. When you see it, you’ll shit bricks.
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Come forse alcuni di voi già sapranno, gli autori de “La Bussola d’Oro” (primo capitolo della trilogia “Queste Oscure Materie”), sono da tempo in trattativa con Michael Moorcock per la creazione di una versione cinematografica di Elric di Melniboné. Moorcock stesso si starebbe occupando di finire la sceneggiatura, basata sui suoi racconti, e di scegliere la colonna sonora e persino gli attori. Considerato che è anche produttore del progetto, potrebbe spuntarla con il suo “cast da sogno”. In tal caso, il Lupo Bianco verrebbe interpretato da Paul Bettany, l’odiatissimo (da me) marito di Jennifer Connelly. Aishwarya Rai sarà Cymoril, cugina e promessa sposa di Elric, nonché sorella dell’odiato Yrkoon (che dovrebbe essere interpretato da Simon Russel Beale). Johnny Depp sarebbe la prima scelta dell’autore nella parte di Rackhir, l’Arciere Rosso, un personaggio un po’ più scanzonato degli altri e, quindi, forse più adatto al suo talento istrionico di “comic-relief”. Ben Kingsley potrebbe recitare la parte di Sadric, padre di Elric (e presente nel film più o meno quanto Marlon Brando in Superman). Detto tutto questo, a me è punta vaghezza di vedere come l’odiatissimo (da me) Paul Bettany potrebbe risultare nei panni del Principe Albino. Dopo qualche ora di fotoritocco qua e là, ecco un approssimativo e preventivo risultato. Direi che il buon Moorcock ha l’occhio lungo…

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Il variegato mondo delle Arti Marziali è un ambiente che definire falso, fuorviante, mitizzato è soltanto minimizzare.
Complici anche i media, che tramite film e “servizi sensazionali” di vario genere contribuiscono ad imprimere nella gente l’idea che un marzialista sia un qualche tipo di “eletto” che raggiunge l’elevazione spirituale e ottiene certi non meglio definiti superpoteri che neanche un X-Man…
Nella perenne e spesso squisitamente inconscia ricerca di questa “conoscenza” ci si affida agli insegnamenti di Maestri e a volte ad antichi documenti scritti, a tal punto da appoggiarcisi totalmente come unico piedistallo da cui ricevere passivamente del sapere… ottenendo però un perfetto annullamento di sè, che incidentalmente sarebbe la fetta assolutamente fondamentale di tutto il discorso.
Si tende, quindi, a spostare il ruolo del protagonista di un percorso marziale verso qualcuno o, peggio, qualcosa di esterno.
Discorso molto generale il mio, ma che comprende purtroppo la maggior parte dei praticanti.
Sintomo inequivocabile dei nostri tempi, questo, dove qualsiasi cosa succeda è sempre colpa di qualcuno o qualcos’altro; dove la deresponsabilizzazione è la pratica meglio conosciuta e la superficialità, l’assenza di valori e di principii elementari sono solo alcuni dei suoi effetti più tragicamente evidenti.
La troviamo nel lavoro, negli hobby, negli stessi rapporti umani anche a livello di grosse amicizie o parentele, e con uno sfondo forse ben più influente di quanto non possa sembrare rappresentato dalle religioni, spesso e volentieri abilmente camuffata da “diritto di libertà personale”.
Tutto questo è una specie di grossa metafora del mondo odierno, che affonda certe sue radici nel Dogma.
Il Dogma è quel punto di riferimento considerando il quale un individuo “non può sbagliare”.
O meglio: se faccio giusto – qualsiasi cosa sia – è perchè ho seguito la regola; se sbaglio… beh la regola era quella, mica è colpa mia!
Dunque l’individuo dove sta?
Un esempio più concreto, tornando all’argomento iniziale, può essere proprio chi considerando una certa conoscenza – di individuo o di documento che sia – alla stessa stregua di un Dogma religioso, si affida ad essa convinto di non sbagliare, seguendone pedissequamente le indicazioni, fin quasi a non porsi mai più il dubbio che qualcosa possa essere diverso da come appare. Oppure che qualcosa possa in realtà mancare nel quadro ipoteticamente completo che si ha di fronte.
Dove sta la libertà, allora? Ma soprattutto, nuovamente, dove sta l’individuo?!
Succede in certi ambienti dove l’agonismo e la competizione sono elementi importanti. Succede anche in ambienti dove ci si spaccia, per questioni di immagine (vero e puro marketing!), come aperti e collaborativi, dove ci si presenta con la faccia del serio studioso di arti marziali (ma potrebbe essere anche ornitologia, botanica e quant’altro…), nascondendo – spesso anche a sè stessi – la propria vera natura di stupido competitore legato a dogmi e conoscenze “certe”, che non mette in campo l’ingrediente più importante, ovvero sè stesso.
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Avete letto Watchmen? No? Il vostro valore come esseri umani è improvvisamente sceso a livelli protozoici. Uscite di casa, in questo preciso istante, e andate a cercare una copia del fumetto. Compratelo. Tornate a casa. Leggetelo, tutto d’un fiato, senza evitare extra, prefazioni, inserti ed epiloghi. Smettete di leggere queste righe e andate a comprarlo. Quando l’avrete finito, tornate qui. Fino a quando non avrete compiuto queste operazioni, sappiate che usarvi per test clinici su nuovi farmaci o prodotti di bellezza o come crash-test dummies non sarà considerato peccato agli occhi del Signore.
Okay, ora presumo di star parlando a quelli di voi che rientrano a pieno titolo nel concetto di “consorzio umano”. Come forse saprete, tra dieci giorni esce in America (e non so bene quando in Italia) l’adattamento cinematografico del fumetto a opera di Jack Snyder. Per chi non sapesse chi è, si tratta del tizio che ha diretto 300. Io non ho letto il fumetto, ma il film non mi è dispiaciuto e sono, fino a questo momento, piuttosto felice che il progetto Watchmen sia finito nelle sue mani.
Fino a questo momento.
Perché, chiederete voi? Ebbene, perché ci sono voci incontrollate su internet che Snyder abbia modificato in modo abbastanza sostanziale il finale. Se ricordate la mia recensione di V for Vendetta potete immaginare quanto queste parole abbiano fatto salire un gelido brivido di morte sulla mia colonna vertebrale.
Il problema, nell’affrontare un’opera letteraria così complessa, è che bisogna mettersi nei panni dell’autore originario che ha speso tanto tempo, talento, sforzo e mestiere per far sì che ogni singolo dettaglio, ogni “panel”, disegno, personaggio, frase o sfondo, sia perfettamente incastrato come in un puzzle o in un castello fatto di fiammiferi. Se cambiate la posizione di un pezzo, di fatto, modificate l’intero disegno e rischiate di far cadere tutta la costruzione. È stato così per V, sfortunatamente, e spero proprio che non sia così per Watchmen perché sarebbe un terribile peccato.
Diciamo solo che, per non fare eccessivi spoiler ai pirla che non sono usciti a comprare il fumetto ma stanno continuando a leggere, tutto Watchmen si regge su un’unica enorme trave portante che si rivela nel finale. Quasi tutti gli elementi della trama, le azioni, le motivazioni principali dei personaggi, reggono e sono retti a loro volta dalla presenza di una certa cosa. Se eliminate o modificate quell’elemento, l’intero castello narrativo cade in pezzi. E allora non serve riprodurre le fotografie della prima squadra di Minutemen, incorniciate sui muri, con maniacalità. Non serve riprodurre ogni singola sequenza e pannello disegnato o riprendere i dialoghi parola per parola.
Le voci sembrano smentirsi l’una con l’altra e, a dir la verità, le ultime indiscrezioni riguardo a questo “twist” finale (che, per quanto sono riuscito a trovare, risalgono a luglio/agosto) sembrerebbero confermare la presenza della famosa “cosa”, l’aderenza al finale del fumetto e la costruzione delle fondamenta della storia. Ma non si sa mai. Quando Hollywood è in grado di prendere V e di trasformarlo in una brutta e inutile versione del Fantasma dell’Opera che combatte come Neo, tutto è possibile. Anyway, se qualcuno di voi ha indiscrezioni più recenti o più precise, sarò felice di leggerle e, nel frattempo… Sarà meglio incrociare le dita.
Ego ipse custodes custudio.
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La Paramount ha fatto uscire le prime immagini ufficiali della “nuova – vecchia” Enterprise. Al di là di alcuni problemi di “continuity” di cui vi parlerò in seguito, appare chiaro che il modello non riflette quello originale della prima serie televisiva. J. J. Abrams ha dichiarato: “Se si ha a che fare con Star Trek, ci sono moltissime cose che non possono essere cambiate. L’Enterprise a livello visivo è un qualcosa di sacro per molte persone. Quindi se mostri l’Enterprise… è meglio per te che somigli alla vera Enterprise… perché, altrimenti, cosa fai?”. Okay, ma la frase non è esatta. Se mostri l’Enterprise non deve “assomigliare alla vera” Enterprise. Dev’essere l’Enterprise. Punto. E non è che manchi il materiale iconografico, gli schemi tecnici, i modellini, i modelli 3D, eccetera. Ma ammettiamo anche che ciò che Abrams ha voluto fare è mostrare una “prima versione” della Constitution Class, che in seguito è stata modificata ed è diventata quella che siamo stati abituati a vedere in “TOS”. D’accordo, mi sta bene. Ma quale sarebbe tra queste due, entrambe (a quanto pare) immagini ufficiali tratte dal film, e palesemente MOLTO DIVERSE tra loro?


Appena avrò un po’ di tempo da sprecarci, vedrò di fare un disegno in cui si possa capire un po’ più chiaramente la differenza tra questi (presunti) modelli del film e quello originale della serie. Intanto rimane il mistero: perché aggiustare qualcosa che non è rotto?
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Gente, si stanno preparando tempi cupi in una “galassia lontana lontana”, soprattutto perché mancano fondi per la realizzazione della seconda parte di Dark Resurrection la mitica fan-fiction basata sull’universo di Star Wars realizzata dal buon Atilak! Correte sul sito ufficiale e andate alla sezione donazioni e scoprite come diventare produttori associati. Basta poco, anche un gesto simbolico, ma se siamo in tanti possiamo portare a termine una missione degna di Luke Skywalker.
Andiamo, amico fan, sei la nostra unica speranza!
…C’è giustizia al mondo, ogni tanto! Avete presente la famosa frase “Klaatu Barada Nikto” che viene citata sia da Star Wars (sono tre cacciatori di taglie ne “L’Impero Colpisce Ancora”) sia dal mitico “L’Armata delle Tenebre” (anche se pronunciate male, sono le parole magiche che dovrebbero rendere innocuo il Necronomicon) nonché da un sacco di altre fonti più o meno famose? Tali parole provengono dal film “Ultimatum alla Terra” e sono una frase aliena di comando per fermare un robot. Beh, sempre per parlare dell’assenza di idee di Hollywood, quanto meno nelle grandi produzioni, ecco arrivare un altro remake! “The Day the Earth Stood Still“, questo il titolo originale, uscirà in versione nuova il 12 dicembre di quest’anno e la parte dell’alieno viene affidata a Keanu Reeves il quale, però, non capendo bene dove si trovi, continua a fare la parte di Neo (almeno, a giudicare dal trailer). Qual è la parte della giustizia nel mondo? Che è un nuovo film con Jennifer Connelly! Quindi sarà un capolavoro. A prescindere.
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