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	<title>Abietti si Nasce &#187; Scienza</title>
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	<description>Reality is a Matter of Perception, Dreams are a Matter of Choice</description>
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		<title>Nell&#8217;ufficio di Homer Simpson</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>I piani del governo per il rilancio del nucleare in Italia non avrebbero potuto avere un tempismo peggiore. A causa del disastro che, incidentalmente, proprio in questi giorni ha colpito le coste del Giappone, il dibattito si è acceso più che mai. Si parla già di migliaia di morti e, nonostante le continue rassicurazioni degli esponenti del governo nipponico, l&#8217;allarme continua ad essere alto. Ora dopo ora, si continuano a rilasciare gas fortemente radiattivi nell&#8217;atmosfera con il tentativo di diminuire la pressione e il calore all&#8217;interno del nocciolo, e il rischio di una fusione non sembra poi così totalmente escluso.<br />
Questo, ovviamente, ha portato a una nuova ondata di sdegno popolare e ha fortemente influenzato in negativo l&#8217;opinione pubblica. In Germania, qualche giorno fa, decine di migliaia di persone si sono unite in una catena umana lunga più di 40 chilometri sulle linee ferroviarie per protestare contro l&#8217;uso di energia nucleare nel loro Paese. Poco tempo dopo, la Merkel ha annunciato la chiusura di due centrali.<br />
Le ripercussioni sono notevoli. I social media (che, dalle elezioni di Obama nel 2008 in poi, stanno diventando sempre più influenti e potenti) sono fortemente schierati nella fazione anti-nucleare, anche in Italia. Gruppi su Facebook e commenti su tweeter cercano di informare e di contrastare le dichiarazioni ufficiali di Berlusconi e company&#8230;<br /><span id="more-455"></span><br />
In un&#8217;intervista, il PdC afferma che le centrali a fissione nucleare sono la fonte di produzione energetica del futuro (falso, come vedremo), che sono le più pulite (falso) e più sicure (tendenzialmente vero) e che è strano che proprio nel Paese di Enrico Fermi, che ha inventato la tecnologia per scomporre le molecole e creare energia, non si utilizzi tale strumento. Ora, io non voglio fare il perfettino, ma se la persona che cerca di rassicurarmi che le nuove centrali nucleari in Italia saranno super-sicure afferma che la tecnologia è basata sulla scissione delle <i>molecole</i>, a me cominciano a tremare i polsi.<br />
Questi commenti non sono unicamente berlusconiani: finti forum di discussione (fortemente schierati a favore della fazione governativa) così come altri &#8220;consulenti&#8221; e commentatori, si sono subito affrettati a utilizzare i canali mediatici tradizionali per cercare di constrastare la crescente preoccupazione nell&#8217;elettorato.<br />
Inutile dire che, in Italia, c&#8217;è stato un referendum sull&#8217;utilizzo di energia nucleare, e che la popolazione ha scelto di dire di no. Al di là di quelli che possono essere i commenti di ognuno di noi riguardo alla parola &#8220;democrazia&#8221;, è difficile non tener presente che il referendum abrogativo, in quanto tale e per sua stessa natura intrinseca, è al massimo livello un&#8217;espressione di quei valori democratici che il PdC, quando commenta le tante voci che gli chiedono di dimettersi, tira in ballo affermando che &#8220;non si può ribaltare il volere del popolo&#8221;. C&#8217;è da chiedersi, dunque, in che modo Berlusconi e i suoi alleati di maggioranza, pensano di poter ribaltare il volere del popolo su un argomento sul quale si è già chiaramente espresso. Con quali strumenti legislativi e costituzionali?<br />
Ma credo che puntare il dito sulle contraddizioni di ciò che i politici dicono durante le interviste sia come sparare sulla Croce Rossa e, di certo, non è un vizio tipico di Berlusconi, che non ne detiene in alcun modo l&#8217;esclusiva.<br />
Piuttosto, proviamo ad analizzare il problema in modo razionale, cercando di prendere in esame tutti i dati scientifici, sociali e ambientali, per sviluppare un&#8217;opinione sufficientemente logica e ponderata, cominciando con quanto dichiarato da Berlusconi stesso in quell&#8217;intervista di cui ho parlato prima.</p>
<ol>
<li>La fissione nucleare è l&#8217;energia del futuro. Questo è assolutamente e oggettivamente <i>falso</i>. Le riserve di materiale radioattivo sono, esattamente come i combustibili fossili, molto limitate ed estremamente preziose e costose. Nell&#8217;arco di trenta o quarant&#8217;anni, ci troveremo ad affrontare una nuova pesantissima crisi energetica proprio per questo motivo. Se stiamo cercando di creare un nuovo programma energetico per affrancarci dalle fonti di energia non-rinnovabili, stiamo cadendo dalla proverbiale padella per finire nella proverbiale brace. Le fonti di energia del futuro sono, ovviamente, quelle rinnovabili e, in questo senso, scarso è stato l&#8217;apporto, l&#8217;investimento e l&#8217;incentivazione, da parte dei governi italiani di tutte le fazioni e di tutti i colori, per chi sceglie il solare, il geotermico, l&#8217;eolico o le biomasse.<br />
Per non parlare di altre forme di energia pulita e rinnovabile come lo sfruttamento dei moti marini e delle maree, che altri Paesi (come il Portogallo) stanno sviluppando (considerato che l&#8217;Italia è una penisola al centro del Mediterraneo con migliaia e migliaia di chilometri di coste, non sarebbe poi una cattiva idea). Altra cosa è la <i>fusione</i> nucleare, che potrebbe effettivamente rivelarsi una fonte di energia rinnovabile, pulita e a basso costo. Sfortunatamente, ci vorranno, nella migliore delle ipotesi, ancora venti o trent&#8217;anni di ricerche e di sperimentazione (sebbene alcuni reattori a fusione calda sperimentali siano già stati costruiti e siano funzionanti). Per quanto riguarda la fusione &#8220;fredda&#8221;, invece, non abbiamo ancora la prova che sia possibile. Ma non si sa mai.</li>
<li>Affermare che le centrali nucleari siano una fonte di produzione di energia pulita è davvero una presa in giro. Forse Berlusconi non ha mai sentito parlare delle scorie radiattive che sono un inevitabile sottoprodotto del processo di fissione, scorie che rimangono attive e pericolose per l&#8217;ambiente (di cui facciamo parte) per migliaia di anni e che nessun Paese al mondo ha, allo stato attuale delle cose, smaltito in modo sicuro e pulito. Considerato che siamo in un Paese in cui a Napoli, così come in molte province della Campania, non si riesce a smaltire nemmeno la spazzatura normale o a fare una raccolta differenziata dei rifiuti (e non a causa dell&#8217;incuria dei cittadini, ma per totale mancanza di infrastrutture da parte delle istituzioni) non so come faccia a non spaventare l&#8217;idea di avere centrali nucleari funzionanti e scorie radiattive in Italia. Ovviamente, le eco-mafie ci andrebbero a nozze, ma persino loro farebbero una scelta di magna stupidità: fare soldi nascondendo nelle cantine di qualche casa a Gela bidoni sigillati di scorie nucleari equivale a tagliarsi i testicoli per far dispetto alla moglie. La miopia e l&#8217;idiozia del sistema capitalistico non smetteranno mai di stupirmi.</li>
<li>Sì, è vero, le centrali nucleari sono, statisticamente parlando, le più sicure mai costruite dall&#8217;uomo, e c&#8217;è un motivo per questo. Le conseguenze di un eventuale malfunzionamento, rispetto a quelle di qualsiasi altro incidente in centrali che sfruttano altre tecnologie, è disastroso oltre ogni dire. L&#8217;eventuale fusione di un nucleo potrebbe portare a rendere totalmente inabitabile una zona di svariate migliaia di chilometri quadri per decine o centinaia di anni e, oltre alle vittime causate direttamente dalle esplosioni, bisogna tener conto dell&#8217;aumento esponenziale in ogni forma di cancro nella popolazione. E la cosa non riguarda solo la zona colpita, poiché le piogge radiattive, i venti, le maree, trasporterebbero a macchia d&#8217;olio materiali radiattivi pressochè ovunque. Dopo il disastro di Cernobyl, persino in Italia si consigliava di evitare di mangiare verdure coltivate all&#8217;aperto. E non erano i deliri isterici di qualche gruppo ambientalista. Detto questo: è vero, le centrali nucleari sono statisticamente sicure.<br />
D&#8217;altronde, il disastro di Cernobyl è stato causato da una serie talmente ampia di errori di design, nei sistemi di sicurezza, di comunicazione e umani, che nel 1993 il Nuclear Safety Advisory Group ha dovuto pubblicare un rapporto di 148 pagine solo per elencarli tutti.<br />
Il secondo disastro nucleare più grande mai accaduto sulla Terra (prima dei casini che stanno accadendo attualmente a Fukushima)? Quello di Three Mile Island negli Stati Uniti, in cui si è seriamente rischiato un meltdown del nocciolo (che, però, è stato evitato). Risultato del disastro? Zero vittime, zero feriti, zero contaminati. Il rilascio di radiazioni nell&#8217;atmosfera è stato equivalente a un sesto di una lastra a raggi-x al torace dal medico.<br />
Inoltre, è forse vero che le nostre previsioni sui danni a lungo termine derivanti da un incidente a una centrale nucleare sono stati un po&#8217; esagerati: dopotutto, attualmente la zona di Cernobyl è considerata abbastanza sicura e si organizzano addirittura viaggi e visite per turisti nella città di Pripyat.<br />
Per contro, <i>ogni anno</i> muoiono più minatori nelle miniere di carbone di quanti non ne abbia ammazzati lo scoppio iniziale di Cernobyl (e questo senza contare i morti collegati in modo diretto o indiretto all&#8217;inquinamento prodotto dal carbone bruciato nell&#8217;atmosfera). In Europa, le centrali eoliche hanno ammazzato molte più persone delle centrali nucleari e a livello mondiale, le centrali idroelettriche hanno fatto autentiche stragi.</li>
</ol>
<div style="line-height:10px;">&nbsp;</div>
<p>Quindi, se prendiamo in considerazione i dati statistici, la decisione del governo Berlusconi potrebbe avere una qualche base di senso (sempre lasciando perdere i discorsi al punto 1 e 2). Ma, come ho detto all&#8217;inizio, bisogna tener conto anche delle questioni ambientali e sociali. Il giappone ha una storia, cominciata con l&#8217;orgoglioso risorgimento dell&#8217;industria e dell&#8217;Impero Nipponico dopo il secondo dopoguerra, di precisione e di altissima tecnologia. L&#8217;Italia non è certo nota per questo. Non metto in dubbio che ci siano imprese tecnologicamente all&#8217;avanguardia, ma metto in dubbio che abbiano i capitali, il know-how, l&#8217;esperienza, i tecnici e le tecnologie delle industrie che, in Giappone, hanno dominato il mercato dell&#8217;elettronica e della ricerca tecnologica mondiale per quarant&#8217;anni. Inoltre, il Giappone è un paese a forte rischio sismico e di tempeste, e questo i giapponesi lo sanno perfettamente. Hanno implementato tecnologie all&#8217;avanguardia proprio per creare intere città che possano resistere ai più terrificanti terremoti (e, in effetti, il piano ha resistito bene anche a questo terribile attacco da parte della Natura). Eppure, persino loro si trovano in una brutta situazione. Come possiamo ragionevolmente pensare di fare di meglio? Anche l&#8217;Italia è un paese a forte rischio sismico. Siamo sicuri che saremmo in grado di battere i giapponesi nella costruzione di centrali nucleari perfettamente sicure? Cosa sarebbe accaduto se avessimo avuto una centrale nucleare attiva in provincia dell&#8217;Aquila? E, dato che stiamo parlando di elementi ambientali, torniamo per un attimo all&#8217;argomento, già citato, delle cosiddette &#8220;eco-mafie&#8221;. Nel nostro Paese, nessun costruttore può riuscire a lavorare in competizione con la concorrenza senza ungere qualche ruota (e non è che Mani Pulite abbia cambiato sostanzialmente le cose). Dobbiamo proprio ricordare le decine e decine di pale eoliche realizzate al sud (non funzionanti) solo ed esclusivamente per riciclare i soldi sporchi delle organizzazioni mafiose? Gli asili da costruire dati in appalto all&#8217;amico di amici, con i tetti che crollano sulla testa degli alunni? Le speculazioni edilizie in Sicilia? Possiamo veramente pensare che, al contrario, la costruzione di nuove centrali nucleari (un business che rappresenta una tetta radiattiva da cui vogliono suggere in molti) verrà affidata ad appaltatori seri che useranno materiali di prima qualità, rispetteranno tutte le norme di sicurezza e le normative europee e non faranno &#8220;la cresta&#8221; nemmeno su una voce del budget?</p>
<p>Sono consapevole del fatto che, in ultima analisi, in un mondo dominato da un sistema capitalistico e imperialistico globale, i Paesi che producono energia e la possono vendere sono Paesi ricchi e influenti, laddove i Paesi che non hanno materie prime e fonti energetiche e devono indebitarsi per soddisfare il proprio fabbisogno, sono Paesi poveri. Ma perché, se vogliamo veramente preoccuparci, come dice il PdC, del problema dei combustibili fossili, aumentare la produzione energetica nazionale e fare piani a lungo termine, decidiamo di investire in una tecnologia obsoleta, andando verso un&#8217;altra penuria di materie prime annunciata e non andiamo, invece, verso ciò che stanno facendo i Paesi più illuminati e all&#8217;avanguardia? Perché gli stessi Stati Uniti d&#8217;America non hanno costruito una singola centrale nucleare negli ultimi trent&#8217;anni?<br />
Perché noi andiamo contromano nell&#8217;autostrada della storia?<br />
Ma secondo me, la realtà è un&#8217;altra. Ci vogliono da quindici anni a vent&#8217;anni, in un Paese efficiente e sviluppato, per costruire e far partire una nuova centrale nucleare. In Italia, probabilmente, ce ne vorranno trenta. Entro quel periodo, le riserve di materiali radiattivi utilizzabili saranno molto scarse e costose, con il rischio concreto di finire la costruzione solo per non far mai partire il reattore. E nel frattempo magari la centrale non verrà mai terminata, ci saranno proteste, problemi tecnici, cambi di governo. Non si tratta di un progetto reale, ma solo di un modo per intascarsi investimenti e appalti, tipico della nostra bella penisola, come gli altri &#8220;grandi progetti&#8221; (il ponte sullo Stretto di Messina, anyone?) e via di questo passo.<br />
Io, visti tutti gli argomenti qui descritti, sono per il NO (non in termini generali, in un altro Paese probabilmente sarei favorevole)&#8230; Ma non sono particolarmente preoccupato. Sono pronto a scommettere che di centrali nucleari, in Italia, non se ne vedrà neanche l&#8217;ombra.</p>
<p>E, tutto sommato, penso sia una fortuna.</p>
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		<title>&#8220;Dio mio, è pieno di stelle&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 01:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;hanno già scritto tutti: dopo i primi tre anni, la missione Keplero ha restituito dei dati sbalorditivi riguardo alla presenza di sistemi stellari con pianeti nella nostra galassia. La sonda ha coperto in tre anni soltanto alcune stelle di una zona marginale dello spazio osservabile dalla Terra (un quattrocentesimo della volta celeste) e ha scoperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;hanno già scritto tutti: dopo i primi tre anni, la missione Keplero ha restituito dei dati sbalorditivi riguardo alla presenza di sistemi stellari con pianeti nella nostra galassia. La sonda ha coperto in tre anni soltanto alcune stelle di una zona marginale dello spazio osservabile dalla Terra (un quattrocentesimo della volta celeste) e ha scoperto (tra 156.000 stelle analizzate) 1.235 pianeti. Di questi, 68 sono simili alla Terra per dimensioni, 288 sono &#8220;super-terre&#8221;, 662 sono, per dimensioni, più simili a Nettuno, 165 simili a Giove e 19 addirittura più grandi di Giove. 54 di questi 1.235 pianeti sono nella &#8220;biozona&#8221;, cioè né troppo distanti né troppo vicini alla propria stella ma nella giusta &#8220;fascia&#8221; che permetta la presenza di acqua liquida e di atmosfera. Di questi 54, 5 sono simili alla Terra per dimensioni (e gli altri 49 vanno dalla stazza di &#8220;super-terre&#8221; a dimensioni maggiori di quelle di Giove). Diciamo che prendiamo in considerazione solo questi ultimi due dati e proviamo a fare qualche calcolo, partendo dal presupposto che ciò che Keplero ha osservato sia &#8220;tipico&#8221;, cioè non un caso speciale o particolare ma una buona rappresentazione statistica delle stelle della nostra galassia.<br />
La Via Lattea ha, secondo le stime più recenti, circa 400 miliardi di stelle. Facendo una semplice proporzione, questo significa che potrebbe avere circa 138,5 milioni di possibili pianeti nella biozona della propria stella e, di questi, quasi 13 milioni potrebbero avere dimensioni simili a quelle della Terra.<br />
E teniamo conto che la parte centrale della Galassia è molto più &#8220;densa&#8221; di stelle (per effetto gravitazionale l&#8217;una sull&#8217;altra e del buco nero supermassiccio che si trova al centro, le stelle risultano molto più vicine tra loro che non nei bracci galattici), e non è la parte osservata da Keplero (quindi sì, lo spazio preso come esempio potrebbe essere non rappresentativo in senso statistico, ma probabilmente <i>in difetto</i>). E teniamo anche conto che la risoluzione dei nostri macchinari potrà aumentare e migliorare sempre nel tempo, avendo più possibilità di cogliere nuovi pianeti su stelle sempre più lontane.<br />
Non so se, nei vari siti, italiani e stranieri, dove è rimbalzata questa notizia, ci si è resi perfettamente conto delle conseguenze e delle implicazioni di tali dati. Ma ricordo che gente come Carl Sagan o Isaac Asimov aveva sempre parlato di stime molto più caute. Prendendo in considerazione vari valori statistici e facendo un calcolo pessimistico e ottimistico, si parlava della possibilità che in questo preciso momento ci siano, nella nostra galassia, da mille a un milione di civiltà tecnologiche, al nostro livello o leggermente superiore o inferiore.<br />
Se la vita, come sembra essere da tutti i più recenti studi in materia, è qualcosa che si sviluppa automaticamente, come proprietà emergente di un sistema complesso, non appena si hanno le condizioni adatte alla sua comparsa, i dati di Keplero parlano di numeri superiori di almeno un ordine di grandezza rispetto alle stime più ottimistiche considerate finora dagli scienziati.<br />
Okay. Ora mi fate il favore di prendere i migliori candidati tra quei cinque pianeti e puntare tutte le fottute orecchie del progetto SETI verso le loro coordinate? E vediamo di sbrigarci a realizzare un motore di Alcubierre, please?</p>
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		<title>Il Grande Progetto</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 01:33:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il Big Bang fu una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. Poiché esiste una legge come la gravità, l&#8217;universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. Non è stato Dio a crearlo. La creazione spontanea è la ragione per cui c&#8217;è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l&#8217;universo, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il Big Bang fu una conseguenza inevitabile delle leggi della fisica. Poiché esiste una legge come la gravità, l&#8217;universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. Non è stato Dio a crearlo. La creazione spontanea è la ragione per cui c&#8217;è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l&#8217;universo, per cui esistiamo noi.&#8221;<br />
(Stephen Hawking)</p>
<p>&#8220;I riferimenti allegorici nei miei libri precedenti sono stati male interpretati. Non ho mai creduto che scienza e religione fossero conciliabili. C&#8217;è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull&#8217;autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento, e la scienza vincerà perché funziona.&#8221;<br />
(Stephen Hawking)</p>
<p>&#8220;Così come Darwin ha smentito l&#8217;esistenza di Dio con la sua teoria sull&#8217;evoluzione biologica della nostra specie, adesso Hawking la nega anche dal punto di vista della fisica.&#8221;<br />
(Richard Dawkins)</p>
<p>&#8220;The Great Design&#8221;, ultimo libro di Hawking sulle teorie più recenti della fisica, sulla ricerca della Teoria Unificata tra Relatività Generale e Meccanica Quantistica e sulla nascita e lo sviluppo del nostro universo, uscirà nelle librerie il giorno della visita del Papa negli Stati Uniti.</p>
<p>Bella mossa, Stephen. Bella mossa.</p>
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		<title>Già</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 00:25:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img src="http://www.abietto.net/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/atheism3.jpg" alt="" title="" width="434" height="201" class="aligncenter size-full wp-image-281" /></div>
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		<title>Arte e Magia</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 16:38:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Allo scadere del mio quarantesimo compleanno, invece che annoiare i miei amici con una cosa mondana come una crisi di mezza età, ho deciso che sarebbe stato più interessante terrorizzarli diventando completamente pazzo e auto-dichiarandomi un mago. È una decisione che ha vecchie radici e mi è sembrata la conclusione logica della mia carriera di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Allo scadere del mio quarantesimo compleanno, invece che annoiare i miei amici con una cosa mondana come una crisi di mezza età, ho deciso che sarebbe stato più interessante terrorizzarli diventando completamente pazzo e auto-dichiarandomi un mago. È una decisione che ha vecchie radici e mi è sembrata la conclusione logica della mia carriera di scrittore. Il problema con la magia è che, essendo per molti versi una scienza del linguaggio, bisogna stare davvero molto attenti a ciò che si dice. Perché, se improvvisamente vi dichiarate dei maghi senza alcuna consapevolezza di ciò che questo comporta, un giorno è probabile che vi svegliate e che scopriate di esserlo diventati. C&#8217;è molta confusione su cosa sia effettivamente la magia e penso che si possa fare un po&#8217; d&#8217;ordine. Se prendete le prime descrizioni della magia, noterete che essa viene definita semplicemente &#8220;l&#8217;Arte&#8221;. Io credo che la definizione sia letterale. Credo che la magia sia arte e che l&#8217;arte, che si tratti di scrivere, di fare musica, di scolpire statue o di qualsiasi altra forma, sia letteralmente magia. Perchè l&#8217;arte, proprio come la magia, è la scienza della manipolazione dei simboli, parole o immagini, per raggiungere un cambiamento nella coscienza. Il linguaggio della magia parla della scrittura e dell&#8217;arte almeno quanto parla di eventi sovrannaturali. Un &#8220;Grimoir&#8221; (grimorio, NdT), ad esempio, cioè il libro degli incantesimi, è semplicemente un modo &#8220;strano&#8221; di dire &#8220;Grammar&#8221; (grammatica, NdT) e &#8220;cast a spell&#8221; (lanciare un incantesimo, NdT) significa semplicemente &#8220;to spell&#8221; (scandire le parole, NdT), per manipolare le parole e per cambiare la coscienza della gente. E penso che questa sia la ragione per la quale un artista o uno scrittore siano la cosa più vicina che abbiamo, nel mondo contemporaneo, a uno sciamano. E credo che tutte le &#8220;culture&#8221; siano derivate da un &#8220;culto&#8221;. In origine, tutti gli aspetti della nostra cultura, nelle arti o nella scienza, erano appannaggio dello sciamano. Il fatto che in tempi recenti questo potere magico sia degenerato al livello di divertimento da quattro soldi e di manipolazione è, a mio parere, una tragedia. Attualmente, le persone che stanno usando lo sciamanesimo e la magia per dare forma alla nostra cultura sono pubblicitari. Invece che cercare di svegliare le persone, il loro sciamanesimo viene utilizzato come un oppiaceo per tranquillizzarle e renderle maggiormente manipolabili. Con la loro scatola magica della televisione e con le loro parole magice, con i &#8220;jingle&#8221;, possono far sì che tutte le persone di un Paese pensino alle stesse parole e alle stesse cose banali esattamente nello stesso momento. In tutta la magia c&#8217;è un incredibile componente di linguistica. (&#8230;) Gli scrittori e le persone che si occupavano di parole erano temuti e rispettati come maghi. In tempi più recenti, penso che gli artisti e gli scrittori si siano venduti e si siano convinti della credenza comune che l&#8217;arte e la scrittura non siano altro che forme di intrattenimento. Non vengono più viste come forze trasformatrici che possono cambiare un essere umano, che possono cambiare una società. Vengono viste come puro divertimento, cose con cui possiamo riempire venti minuti o mezz&#8217;ora della nostra vita mentre aspettiamo di morire. <strong>Il lavoro degli artisti non è quello di dare al pubblico ciò che il pubblico vuole. Se il pubblico sapesse ciò di cui ha bisogno,  allora smetterebbe di essere pubblico e diventerebbe l&#8217;artista. Il compito dell&#8217;artista è dare al pubblico ciò di cui ha bisogno. </strong>Quando facciamo il volere del nostro Vero Sè, stiamo inevitabilmente facendo il volere dell&#8217;Universo. Nella magia, questi due concetti sono indistinguibili. Ogni anima umana è, infatti, una singola grande anima umana, ed è l&#8217;anima dell&#8217;Universo stesso. Fintanto che fate il volere dell&#8217;Universo è impossibile fare qualcosa di sbagliato.&#8221;</p>
<div align="right">Alan Moore &#8211; 2003<br />
Tratto da <i>The Mindscape of Alan Moore</i></div>
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		<title>&#8230;E parlando di dogmi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 23:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fun]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;Ecco dieci &#8220;miti&#8221; che quasi tutti danno per scontati e che, invece, sono semplicemente falsi. Siete pronti a mettere in discussione le vostre convinzioni? Bene, allora andiamo a cominciare&#8230; 1. I Lemmings si suicidano La leggenda vuole che i Lemmings (roditori simili a topi), quando la popolazione supera una certa soglia, si gettino volontariamente da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;Ecco dieci &#8220;miti&#8221; che quasi tutti danno per scontati e che, invece, sono semplicemente falsi. Siete pronti a mettere in discussione le vostre convinzioni? Bene, allora andiamo a cominciare&#8230;</p>
<p><strong>1. I Lemmings si suicidano</strong><br />
La leggenda vuole che i Lemmings (roditori simili a topi), quando la popolazione supera una certa soglia, si gettino volontariamente da un dirupo per equilibrare nuovamente le cose. Pare che tale leggenda sia nata da un documentario in cui i ricercatori hanno spinto i roditori oltre un dirupo, e che poi si sia diffusa tramite il tam-tam delle credenze popolari. I Lemmings non hanno mai mostrato simili tendenze in ricerche appena un po&#8217; più scientifiche.</p>
<p><strong>2. Capelli e unghie continuano a crescere dopo morti</strong><br />
Ovviamente non è vero: se il corpo è morto e il flusso sanguigno è fermo, non c&#8217;è modo che questo accada. La leggenda nasce dal fatto che i cadaveri osservati dopo qualche tempo passato nella fossa, sembravano avere i capelli e le unghie più lunghi di quando erano stati sepolti. Il punto, molto semplicemente, è che si tratta della pelle che si raggrinzisce e si ritira, esponendo maggiormente peli, capelli e unghie.</p>
<p><strong>3. Se tagli i peli con il rasoio, crescono più folti, duri e scuri</strong><br />
Anche questo non è vero, o meglio, è vero solo in parte. Non è che i peli crescano più duri o più scuri, è che i peli che avete già hanno passato giorni, magari settimane o mesi a prendere la luce del sole, schiarendosi leggermente. Inoltre, i peli hanno normalmente una punta più morbida, mentre appena tagliati di netto dall&#8217;affilata lama di un rasoio, hanno ovviamente un&#8217;estremità più netta. In ogni caso, non crescono più folti: il passaggio di un bilama non moltiplica magicamente i follicoli.</p>
<p><strong>4. Le mantidi religiose mangiano il maschio dopo (o durante) l&#8217;accoppiamento</strong><br />
Questa cosa è accaduta soltanto in alcuni esperimenti di laboratorio dove, presumibilmente, la mantide femmina (più grossa e forte del maschio) non era adeguatamente nutrita. In natura è possibile che la cosa accada (per quanto molto, molto raramente) ma di norma la femmina non fa nulla del genere. Gli esperimenti condotti in condizioni non naturali hanno portato a pensare che questo comportamente fosse normale, mentre invece è una rara aberrazione.</p>
<p><strong>5. Non bisogna toccare cuccioli selvatici sennò la mamma non se li riprende</strong><br />
Anche questo non è vero. Probabilmente si tratta di una &#8220;bugia bianca&#8221; messa in giro dai genitori per evitare che i bambini si mettano a toccare orsetti, coniglietti, piccoli di varie specie di uccelli caduti dal nido, e chi più ne ha più ne metta. La giustificazione è che la mamma possa sentire &#8220;l&#8217;odore umano&#8221; e quindi non riconosca più i piccoli. È una stronzata pura e semplice: se trovate un piccolo merlo caduto dal nido, potete riportarcelo con le vostre mani tranquillamente e gli salverete la vita.</p>
<p><strong>6. La grande muraglia è l&#8217;unico monumento che si veda dallo spazio</strong><br />
In primo luogo, non è facile vedere la grande muraglia cinese dallo spazio poiché è fatta con materiali del luogo, del tutto simili per colore all&#8217;ambiente circostante (quindi, è improbabile riuscire a vederla anche da un&#8217;orbita bassa). In secondo luogo, non è l&#8217;unico monumento che si veda dallo spazio (perché non si vede) ma al massimo potrebbe essere uno dei tanti. Grandi autostrade, aeroporti giganti, basi militari con grandi aree piatte&#8230; Sono tutti spettacoli che si possono vedere tranquillamente. Un&#8217;altra versione dice che la grande muraglia sia l&#8217;unico monumento umano che si possa vedere dalla Luna. Questo è semplicemente ridicolo: dalla Luna si vede il globo terracqueo abbastanza bene, ma la Terra è decisamente troppo lontana perché si possa vedere un qualsivoglia monumento umano terrestre. Al massimo, si possono vedere le luci urbane delle zone più concentrate durante le ore notturne.</p>
<p><strong>7. Usiamo solo il 10% del nostro cervello</strong><br />
Questa stronzata è stata perpetrata da anni da maghi, stregoni, profeti, indovini, &#8220;studiosi&#8221; new age, e chi più ne ha più ne metta. Noi usiamo sempre e comunque il cento percento del nostro cervello, ma non tutto per fare ciò che stiamo facendo in quel momento e non tutto contemporaneamente. Voler usare il 100% del cervello in un unico istante è come voler fare marcia indietro e ingranare la prima contemporaneamente&#8230; Semplicemente non ha senso. Alcune zone si attivano in certi casi, altre in casi opposti. Inoltre, gran parte del cervello serve alla gestione dei muscoli e della deambulazione, dell&#8217;interpretazione sensoriale ed emotiva, e altre funzioni automatiche dell&#8217;organismo. Se qualcuno vi dice una cosa del genere, non sa assolutamente un cazzo di neurofisiologia (o è in malafede), ergo siete autorizzati ad attivare il 10% del cervello che vi permette di ridergli in faccia.</p>
<p><strong>8. Nei rubinetti l&#8217;acqua forma vortici orari o antiorari per l&#8217;effetto Coriolis</strong><br />
L&#8217;effetto Coriolis riguarda la rotazione terrestre e l&#8217;influenza che ha su lunghi periodi di tempo su enormi masse di liquidi (o di gas). Sebbene sia presente, a livello teorico, anche nell&#8217;acqua del vostro cesso quando avete finito di fare &#8220;il bisogno grosso&#8221;, la sua influenza è del tutto irrilevante. La direzione in cui viene gettata l&#8217;acqua dal rubinetto (o dallo sciacquone), le imperfezioni (microscopiche) nel lavabo e mille altri fattori, sono svariati ordini di grandezza più determinanti dell&#8217;effetto Coriolis.</p>
<p><strong>9. Dopo aver mangiato, dobbiamo aspettare un&#8217;ora (o due o tre) prima di entrare in acqua</strong><br />
Questa invenzione genitoriale che ha afflitto generazioni di bambini (che l&#8217;hanno tramandata una volta diventati genitori) è talmente radicata che io stesso, pur sapendo che non c&#8217;è nulla di vero, ancora oggi aspetto un po&#8217; di tempo tra l&#8217;ingestione di qualche cibo e l&#8217;immersione in un qualche liquido. Se l&#8217;acqua è gelata, allora si può avere una congestione, certo (ma questo accade anche se l&#8217;aria è gelida e facciamo una passeggiata), ma a parte questo, non c&#8217;è nessun motivo scientifico plausibile per continuare a credere in questa leggenda metropolitana.</p>
<p><strong>10. Le piante in stanza sono pericolose di notte perché rubano ossigeno</strong><br />
A quanto pare, persino i medici hanno creduto per un bel po&#8217; a questa idiozia (tant&#8217;è che in genere nelle camere d&#8217;ospedale non si usava portare o tenere piante verdi). È vero che di notte le piante assorbono ossigeno ed emettono anidride carbonica, ma è anche vero che una singola infermiera che passi a controllare il paziente che sta dormendo, fermandosi pochi secondi, ruba ossigeno equivalente a quello che potrebbe rubare la pianta in mesi di permanenza. L&#8217;ossigeno che le piante forniscono durante il giorno è ampiamente superiore e compensa qualsiasi &#8220;sottrazione&#8221; notturna. Ergo: tenere piante in camera da letto è sanissimo.</p>
<p>Alla prossima puntata de: &#8220;Le stronzate in cui credete senza saperlo&#8221;. Buon lunedì!</p>
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		<title>Statistiche</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 23:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni dati su cui riflettere. Molto spesso i &#8220;teisti&#8221; criticano l&#8217;atteggiamento agnostico o ateo dicendo che senza una guida morale &#8220;superiore&#8221; non si può far altro che scivolare nell&#8217;amoralità, nel relativismo opportunistico e nichilista. In poche parole: se non segui la morale sacra della Bibbia, non hai morale. Se non hai un punto di riferimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni dati su cui riflettere. Molto spesso i &#8220;teisti&#8221; criticano l&#8217;atteggiamento agnostico o ateo dicendo che senza una guida morale &#8220;superiore&#8221; non si può far altro che scivolare nell&#8217;amoralità, nel relativismo opportunistico e nichilista. In poche parole: se non segui la morale sacra della Bibbia, non hai morale. Se non hai un punto di riferimento fermo e inamovibile, puoi sentirti in diritto di fare tutto ciò che ti passa per la testa, poiché non c&#8217;è alcun valore assoluto di bene e di male. Se ciò fosse vero, allora gli atei dovrebbero essere più inclini dei teisti a commettere crimini di vario tipo. Sfortunatamente per i fedeli, è vero il contrario. A parte che è sotto gli occhi di tutti che nessuno abbia mai pilotato un aereo dentro un grattacielo in nome dell&#8217;ateismo, né che nessuno abbia mai scatenato una guerra sacra in nome della non-esistenza di Dio, né è mai capitata in cronaca alcuna notizia riguardante un ateo &#8220;fondamentalista&#8221; o &#8220;integralista&#8221; che si fa saltare in aria come kamikaze portando con se dei credenti, a giudicare dai più recenti sondaggi condotti negli Stati Uniti, la verità è molto meno ovvia di quanto si potrebbe pensare.</p>
<p>Tutti i dati sono stati raccolti negli ultimi sei anni, e dicono che (almeno dichiaratamente) negli USA il 14,12% della popolazione si dice atea, agnostica, non credente, non religiosa, umanista o altre variazioni sul tema. All&#8217;interno delle carceri americane, però, soltanto lo 0,3% degli &#8220;ospiti&#8221; non ha una fede religiosa di qualche genere, lo 0,33% dei condannati a morte si dichiara ateo (e gli stessi dati, più o meno, valgono per il Canada, dove soltanto lo 0,1% della popolazione carceraria è atea). Vi lascio fare i vostri semplici calcoli proporzionali.</p>
<p>Come se tutto ciò non bastasse, tutti gli studi fatti nel corso degli ultimi vent&#8217;anni mostrano una chiara correlazione diretta tra educazione e abbandono della &#8220;fede&#8221;. Cioè, tanto più una persona va avanti negli studi, tanto più si alza la possibilità che non abbia alcuna fede religiosa o credenza sovrannaturale di sorta. Per intenderci, se la popolazione generale degli USA dichiara di essere atea al 14 percento circa, nell&#8217;Accademia Nazionale delle Scienze la percentuale di atei/agnostici sale al 93%.<br />
Film come &#8220;Contact&#8221; ci fanno credere che più del 90% della popolazione terrestre creda in qualche forma di essere superiore, di demiurgo o di divinità, ma questo non è semplicemente vero. Carl Sagan era ateo e forse ha voluto esagerare i toni per i fini drammatici del romanzo (e dell&#8217;ottimo film che ne hanno tratto), cosa assolutamente legittima, ma le statistiche dicono diversamente: la percentuale di popolazione mondiale che non crede in alcuna forma di vita ultraterrena o di esistenza di divinità ed esseri sovrannaturali si aggira attorno al 27%. Ci sono due miliardi di Cristiani (di varie fedi e confessioni), circa un miliardo e trecentomila islamici, circa un miliardo e centomila atei, novecento milioni di induisti, 360 milioni di buddhisti, 225 milioni di taoisti, 150 milioni di appartenenti a culti tribali o animisti e circa 14 milioni di ebrei. Non male. Come a dire che se la popolazione mondiale fosse ridotta a quattro persone, una sarebbe atea. Avrebbe ben voce in capitolo, non credete? Allora perché quel miliardo di atei non sembra essere mai seduto ai tavoli delle trattative?</p>
<p>E giusto per chiudere questa illuminante carrellata di percentuali, sappiate che le dieci nazioni con la maggior percentuale di popolazione atea/agnostica sono: Germania dell&#8217;Est (88,2%), Slovenia (29,8%), Russia (27,3%), sorprendentemente Israele (25,6%), Olanda (24,10%), Ungheria (23,3%), Norvegia (14,9%), Gran Bretagna (14%), Germania Ovest (12,1%) e Nuova Zelanda (11,5%). Se togliamo i Paesi che sono stati sotto il &#8220;tallone di ferro&#8221; del Blocco dell&#8217;Est (dove tali dati possono essere un po&#8217; deviati dalla pressione politica e culturale dello stalinismo), ci troviamo di fronte a Paesi dove la qualità della vita, della ricerca scientifica, l&#8217;aspettativa di vita, le percentuali di disoccupazione e di illetterati, la percentuale di delitti e di omicidi/suicidi, è decisamente positiva. Un dato su cui riflettere.</p>
<p>Un ultimo colpo basso alla logica del &#8220;niente Dio, niente morale&#8221; riguarda la percentuale di divorzi: gli ebrei divorziano nel 30% dei casi, i cristiani &#8220;convertiti&#8221; nel 27%, i cristiani &#8220;naturali&#8221; nel 24%, mentre gli atei solo nel 21%. Sempre più interessante, anzichenò.</p>
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