<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Abietti si Nasce &#187; Videogame</title>
	<atom:link href="http://www.abietto.net/category/videogame/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.abietto.net</link>
	<description>Reality is a Matter of Perception, Dreams are a Matter of Choice</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 06:06:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.1</generator>
		<item>
		<title>We forgive, We forget, We don&#8217;t care a fuck</title>
		<link>http://www.abietto.net/2011/04/27/we-forgive-we-forget-we-dont-care-a-fuck/</link>
		<comments>http://www.abietto.net/2011/04/27/we-forgive-we-forget-we-dont-care-a-fuck/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 10:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abietto.net/?p=476</guid>
		<description><![CDATA[Sony lancia la PS3 e annuncia la possibilità di utilizzare OtherOS, un sistema operativo basato su Linux, come figata ulteriore per i geek hardcore. Il diagramma di Venn dei geek hardcore si sovrappone in buona percentuale con l&#8217;insieme degli &#8220;hacker&#8221;. Un po&#8217; di hacker/geek scoprono delle chiavi generali che consentono, tramite l&#8217;utilizzo di questo OtherOS, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sony lancia la PS3 e annuncia la possibilità di utilizzare OtherOS, un sistema operativo basato su Linux, come figata ulteriore per i geek hardcore. Il diagramma di Venn dei geek hardcore si sovrappone in buona percentuale con l&#8217;insieme degli &#8220;hacker&#8221;. Un po&#8217; di hacker/geek scoprono delle chiavi generali che consentono, tramite l&#8217;utilizzo di questo OtherOS, di &#8220;hackerare&#8221; la PS3, facendoci girare sopra software non autorizzato da Sony. Sony si incazza e decide di forzare tutti i suoi (77 milioni di) utenti(1) a rimuovere OtherOS con l&#8217;installazione dell&#8217;ultimo update del firmware. Invece di un&#8217;ammissione di incapacità, da parte dei suoi programmatori, di mantenere la sicurezza del sistema, decide di togliere una caratteristiche che è stata pubblicizzata fino al giorno prima come una chicca per i giocatori. Unilateralmente.</p>
<p>Ora, questa chicca viene effettivamente utilizzata da, che so, il 2-3% di quei 77 milioni (che comunque, sono quei grassi <em>2 mega</em> di giocatori), quindi la cosa passa pressoché sotto silenzio  rispetto al grande pubblico che è solo preoccupato di poter fare un&#8217;altra partita a <em>CoD</em>. Alcuni, però, di quei 2 milioni di simpatici figli di puttana, si ferma un attimo a riflettere e dice: &#8220;<em>Aspetta un momento: tu non puoi togliere unilateralmente un servizio che mi hai promesso nel momento in cui mi hai venduto la console, questo non è giusto. Se avessimo trovato un modo per fare il jailbreaking tramite il lettore Blu-Ray della PS3, cosa succedeva? Che toglievi a tutti la possibilità di vedere film? Questa cosa non ci sta bene.</em>&#8221;</p>
<p>Ora, ricordo che questo 2-3% di persone che sono andate, con il ragionamento, un pelo oltre gli interessi del proprio orticello privato, sono anche degli hacker incazzati. Nella fattispecie, Sony fa leggermente irritare il gruppo di Anonymous (un giro di hacker, per l&#8217;appunto, totalmente anonimi che si è generato dai recessi più oscuri e malati della rete, vedi <em>4Chan</em> o <em>Something Awful</em>).<br />
Anonymous, quindi, dichiara guerra a Sony.</p>
<p>La prima azione è un&#8217;intrusione di Anonymous nei server di gioco. Questo atto viene visto un po&#8217; maluccio dai rimanenti 75 milioni di giocatori, che vogliono solo farsi i cazzi loro con il joypad. Anonymous, quindi, mostrando una notevole dose di capacità strategica e politica, fa marcia indietro. Interrompe l&#8217;attacco e rilascia una dichiarazione in cui afferma che &#8220;<em>troveremo altri sistemi per dare contro a Sony senza in alcun modo danneggiare gli utenti, che cerchiamo, in realtà, di difendere.</em>&#8221;<br />
Tutto sembra rientrato. Qualche giorno dopo, Anonymous organizza il &#8220;No Sony Day&#8221;, in cui invita tutti gli utenti, consumatori e giocatori a non utilizzare prodotti Sony, a non acquistare giochi per PS3, eccetera. Anche questa iniziativa non riscuote un grande successo.<br />
Le cose sembrano a uno stallo fino a che, una settimana fa, l&#8217;intero PlayStation Network (PSN &#8211; ovvero il network di Sony di collegamento degli utenti PlayStation, quello che consente di giocare online contro gli amici, eccetera) viene <em>spento</em>.</p>
<p>Spento. Un network a cui si accede tramite abbonamento(2). Un network a cui accedono ogni giorno 77 milioni di giocatori. Spento. Per una settimana. Off. Kaputt. Ciaociao.</p>
<p>Anonymous, verso cui tutti puntano il dito incazzati (Sony e giocatori compresi), rilascia immediatamente una seconda dichiarazione video su YouTube in cui prende le distanze da quanto accaduto. E cosa è accaduto? &Egrave; accaduto che, come da dichiarazioni di ieri di Sony stessa, una persona &#8220;non autorizzata&#8221; si è infilata nel loro network e ha &#8220;rubato&#8221; tutti i dati personali dei suddetti 77 milioni di utenti. Appena Sony se n&#8217;è accorta, ha pigiato il tastone rosso dello shutdown d&#8217;emergenza e ha spento tutto. A tutt&#8217;oggi, il servizio non è ripreso e le conseguenze per Sony non possono che essere drammatiche. I portavoce della casa giapponese hanno dovuto ammettere che tale &#8220;persona non autorizzata&#8221; è ora in possesso di tutti i nomi, cognomi, indirizzi, dati personali, codici di avviamento postali, tutte le email private, la storia dei pagamenti dei vari servizi, eccetera. E non si può escludere che abbia anche i numeri di carta di credito e le date di scadenza (ma si può, invece, escludere che l&#8217;hacker sia riuscito a prendere anche i codici di sicurezza. Senza quelli, i dati delle carte di credito sono fortunatamente inutili).</p>
<p>Oggi come oggi, probabilmente, i dirigenti di Sony sono in riunione con una bella piva e stanno rapidamente pensando a una exit-strategy. Immagino che, mentre uno di loro parla (dicendo cose tipo: &#8220;Non dovevamo togliere il fottuto OpenOS, cazzo, stavolta l&#8217;abbiamo fatta grossa), gli altri stiano mandando curriculum alla Nintendo e alla Microsoft con gli iPad. &Egrave; la più grave e massiccia intrusione di hacker della storia della rete e una possibile pietra tombale per il reparto giochi della multinazionale nipponica. Una piccola Fukushima corporativa.</p>
<p>Come decide di raccontare questa simpatica storia la stampa italiana? Date un&#8217;occhiata a Repubblica, Corriere, La Stampa, il Sole Ventiquattrore. Non vi metto i link perché non voglio nemmeno fare pubblicità o regalare un click a chi ha scritto i rispettivi articoli (peraltro, facendo un palese copiaeincolla dalla velina ANSA). La linea è semplice: &#8220;<em>Un hacker ha rubato 77 milioni di carte di credito e la povera Sony ha chiuso un servizio per i videogiocatori.</em>&#8221;<br />
Pensate che qualcuno si sia messo a cercare di spiegare il perché di tale attacco? Che qualcuno abbia pensato a raccontare i retroscena? Ma nooooo! Non sia mai che una cosa brutta come la pirateria possa avere, in certe occasioni, una qualsivoglia giustificazione ideologica, un utilizzo etico, un impegno sociale! Non sia mai che possa giungere all&#8217;orecchio dell&#8217;italiano medio il sospetto che, talvolta, questi atti (sicuramente discutibili e illegali) sono l&#8217;espressione di un pubblico ignorato e maltrattato che decide di agire e di contrastare le decisioni univoche di una strapotente multinazionale. La pirateria è cattiva. Punto. Riescono talmente tanto bene nel loro compito che quelli più incazzati con Anonymous e con l&#8217;hacker di questa intrusione sono proprio i giocatori, coloro che avrebbero dovuto, con un minimo di <em>coscienza di classe</em> o, quanto meno, <em>di ruolo</em>, incazzarsi maggiormente e supportare tutte le azioni possibili per far tornare Sony sui suoi passi.</p>
<p>&#8220;La stampa italiana&#8221;. Più vado avanti e più considero questa frase un ossimoro.</p>
<p>Due note a margine segnalate da Gorman:<br />
(1) Le PS3 vendute nel mondo, in realtà, sono circa 50 milioni. I 77 milioni di account sono conteggiati sulla base di persone che hanno account doppi o tripli. Quindi i dati personali sono quelli di circa 50 milioni di persone, non di 77 milioni.<br />
(2) PSN in realtà è quasi completamente gratuito: l&#8217;iscrizione è gratuita e giocare online è gratis. Ci sono servizi aggiuntivi marginali che sono a pagamento, ma principalmente si tratta di un servizio <em>free</em>. Tuttavia, essendo una delle &#8220;killer application&#8221; che aiuta a vendere l&#8217;hardware e i software di gioco, è gratuito fino a un certo punto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abietto.net/2011/04/27/we-forgive-we-forget-we-dont-care-a-fuck/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prospettive sinistre</title>
		<link>http://www.abietto.net/2008/09/14/prospettive-sinistre/</link>
		<comments>http://www.abietto.net/2008/09/14/prospettive-sinistre/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 14:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fun]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abietto.net/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[Okay il Large Hadron Collider non sembra aver fatto danni, almeno finora (ma i veri test devono ancora cominciare), tuttavia io sono sempre più preoccupato. Basta vedere chi c&#8217;è nel team che l&#8217;ha costruito per farsi due conti&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Okay il Large Hadron Collider <a href="http://www.hasthelargehadroncolliderdestroyedtheworldyet.com/" target="_blank">non sembra aver fatto danni</a>, almeno finora (ma i veri test devono ancora cominciare), tuttavia io sono sempre più preoccupato. Basta vedere chi c&#8217;è nel team che l&#8217;ha costruito per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Half-Life_(video_game)" target="_blank">farsi due conti</a>&#8230;</p>
<div><img class="aligncenter size-full wp-image-157" title="lhc" src="http://www.abietto.net/wordpress/wp-content/uploads/2008/09/lhc.jpg" alt="lhc" width="480" height="358" align="middle" /></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abietto.net/2008/09/14/prospettive-sinistre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stephen King, Charlton Heston e GTA</title>
		<link>http://www.abietto.net/2008/04/07/stephen-king-charlton-heston-e-gta/</link>
		<comments>http://www.abietto.net/2008/04/07/stephen-king-charlton-heston-e-gta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 17:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>abietto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.abietto.net/?p=126</guid>
		<description><![CDATA[Ieri Pier Online (mi raccomando, con lo spazio, che sennò s&#8217;incazza), ha scritto un post commemorativo in occasione della morte di Charlton Eston, e ha ricordato come egli sia stato importante dal punto di vista artistico nella creazione di autentiche icone del cinema americano, ma anche un pacifista contestatore anti-Vietnam, un sostenitore delle associazioni dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri <a href="http://www.pieronline.net" target="_blank">Pier Online</a> (mi raccomando, con lo spazio, che sennò s&#8217;incazza), ha scritto un post commemorativo in occasione della morte di Charlton Eston, e ha ricordato come egli sia stato importante dal punto di vista artistico nella creazione di autentiche icone del cinema americano, ma anche un pacifista contestatore anti-Vietnam, un sostenitore delle associazioni dei diritti civili e il presidente della <a href="http://www.nra.org/" target="_blank">NRA</a> (la &#8220;National Rifle Association&#8221;, un&#8217;importantissima associazione americana che costituisce la punta dell&#8217;iceberg della lobby americana di produzione e distribuzione di armi da fuoco). Il mio esimio collega e co-poster ha dichiarato che l&#8217;intervista fatta da Michael Moore a Heston nel film &#8220;Bowling for Columbine&#8221; è stata un colpo basso, un vigliacco attentato al già provato equilibrio mentale dell&#8217;attore, affetto da Alzheimer e demenza senile. Ho risposto con un commento sul suo sito, ma dopo aver letto altri interventi interessanti su Internet mi sono convinto che l&#8217;argomento meritasse un post a sè e qualche parola in più. In America, come molti sanno, procurarsi delle armi da fuoco e delle munizioni non è molto difficile (le legislazioni variano, naturalmente, da Stato a Stato). Questo significa che nella stragrande maggioranza delle case americane c&#8217;è almeno un fucile da caccia o un revolver per &#8220;difesa personale&#8221;. Moore pensa che tutto ciò non serva affatto a difendersi o a esercitare le proprie libertà costituzionali, ma che sia un&#8217;abile manovra mediatica e commerciale da parte delle grandi multinazionali produttrici di armi da fuoco per creare un <i>indotto</i> elevatissimo, aumentando il proprio giro d&#8217;affari e il proprio fatturato a dismisura. Egli afferma che le associazioni come la NRA e le suddette multinazionali non si occupino affatto delle conseguenze di questa vendita indiscriminata di pistole, fucili e armi automatiche, e protesta contro il fatto che un teen-ager possa tranquillamente entrare in un Wal-Mart, in molti Stati, ed uscire con una Glock e un caricatore pieno. Contro la NRA ci sono naturalmente molte iniziative e proteste, e se anche Moore ha ecceduto in cattivo gusto durante la sua intervista a Heston, lo ha fatto per uno scopo che riteneva più importante, e cioè denunciare il fatto che (ad esempio) il presidente di tale associazione, che difendeva gli interessi della stessa e faceva pubblicità ai suoi scopi, anche come figura mediatica di monumentale importanza, era un vecchio rincoglionito, probabilmente a sua volta strumentalizzato o comunque non nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. In questo non è stato probabilmente né il primo né il più originale a scagliarsi contro questa politica permissivista americana, ma certamente è stato uno di quelli maggiormente criticati e più in vista negli ultimi anni. Ma attenzione: ci troviamo anche nella stessa società dove i Cristiani integralisti vogliono insegnare la &#8220;teoria&#8221; del creazionismo nelle scuole pubbliche e private durante l&#8217;ora di Scienze, nella società in cui tali associazioni religiose influenzano pesantemente il voto di migliaia di persone e fanno da agenti moralizzanti contro ogni forma di violenza, a loro parere, eccessiva o indebita. Lo stesso Paese in cui le associazioni di genitori e di consumatori, nonché molti politici che vogliono mantenere il cadreghino e rafforzare le proprie basi elettorali, si lanciano in crociate demagogiche prive di qualsiasi senso logico che fanno presa sull&#8217;ignoranza, sulla superficialità e sulle paure dell&#8217;americano medio. Nello stesso Paese in cui un malato di Alzheimer per anni fa pubblicità a una multinazionale della morte, affermando di essere coerente e di difendere le libertà costituzionali dei cittadini americani, ci sono disegni di legge per vietare la vendita e il noleggio di videogiochi come GTA San Andreas o Resident Evil ai minori di diciotto anni. Un Paese in cui un sedicenne, di conseguenza, non può assolutamente sparare agli zombie con un&#8217;arma giocattolo di plastica davanti alla TV, ma può acquistare un&#8217;arma di metallo reale con proiettili reali al supermercato. Questo paradossale e assurdo divario ha recentemente spinto anche lo scrittore di Bangor Stephen King, che più volte è stato attaccato in prima persona come &#8220;corruttore di menti giovani&#8221;, a scrivere un commento sul noto portale giornalistico americano <a href="http://www.ew.com/ew/article/0,,20188502,00.html" target="_blank">EW.com</a>. Ne riporto soltanto uno stralcio, cercando di rendere il senso in una rapida traduzione:</p>
<blockquote><p>&#8220;Quello che mi fa davvero diventare matto è quanto i politici siano inclini a usare la cultura popolare (non solo i videogiochi ma anche la TV, i film e persino libri come quelli di Harry Potter) per i loro fini. È facile, per loro, probabilmente anche divertente, perché sono argomenti che scatenano sempre molto clamore. Inoltre, questo permette ai legislatori di, per così dire, ignorare gli elefanti in salotto. Il Primo Elefante è il sempre crescente gap tra i ricchi e i poveri in questa Nazione. Il Secondo Elefante è l&#8217;amore quasi patologico dell&#8217;America nei confronti delle armi da fuoco. È stato fin troppo facile per i critici affermare che Cho Seng-Hui era un fan di Counter Strike (cosa non vera, tra l&#8217;altro). &#8211; Cho Seng-Hui è un ragazzo responsabile di una strage. Purtroppo i legislatori non sono stati altrettanto inclini a sottolineare che il ragazzo non ha avuto alcun problema a ottenere una pistola semiautomatica 9mm. Cho ha usato l&#8217;arma in un attacco che come risultato ha avuto ben 32 morti. Se avesse avuto a disposizione soltanto una pistola di plastica di un videogioco, non avrebbe potuto nemmeno uccidere se stesso. Caso chiuso.&#8221;</p></blockquote>
<p>Le contraddizioni nella nostra società sono molte, e in America sono ancora più accentuate poiché, per così dire, è il &#8220;Centro dell&#8217;Impero&#8221;, la nostra Coruscant locale. E, talvolta, la frustrazione fa fare cose eccessive e spettacolari. Ma continuo a pensare che Moore non avesse tutti i torti. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.abietto.net/2008/04/07/stephen-king-charlton-heston-e-gta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

