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Towel Day!

May 25th, 2011 by Viviolas

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L’asciugamano, dice, è forse l’oggetto più utile che l’autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica – ve lo potete avvolgere attorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una mini-zattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in un combattimento corpo a corpo; potete avvolgervelo intorno alla testa per allontanare i vapori nocivi o per evitare lo sguardo della vorace Bestia Bugblatta di Traal (un animale abominevolmente stupido, che pensa che se voi non lo vedete, nemmeno lui possa vedere voi: è matto da legare, ma molto, molto vorace); inoltre potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente.

Ma soprattutto, l’asciugamano ha una immensa utilità psicologica. Per una qualche ragione, se un figo (figo = non-autostoppista) scopre che se un autostoppista ha con sé l’asciugamano, riterrà automaticamente che abbia con sé anche lo spazzolino da denti, la spugnetta per il viso, il sapone, la scatola di biscotti, la borraccia, la bussola, la carta geografica, il gomitolo di spago, lo spray contro le zanzare, l’equipaggiamento da pioggia, la tuta spaziale, ecc. ecc. E quindi il figo molto volentieri si sentirà disposto a prestare all’autostoppista qualunque articolo di quelli menzionati (o una decina di altri non menzionati) che l’autostoppista eventualmente abbia perso. Il figo infatti pensa che un uomo che abbia girato in lungo e in largo per la galassia in autostop, adattandosi a percorrerne i meandri nelle più disagevoli condizioni e a lottare contro terribili ostacoli vincendoli, e che dimostri alla fine di sapere dov’è il suo asciugamano, sia chiaramente un uomo degno di considerazione.

- Douglas Adams: Guida Galattica per gli Autostoppisti

Oggi è il Towel Day.
Fate i bravi, non dimenticate l’asciugamano. Potrebbe servirvi!

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20 Maggio 2011

April 29th, 2011 by abietto

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Pazza Ikea

April 29th, 2011 by abietto

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Praticamente, un Kindergarten

April 29th, 2011 by abietto

Cazzo, certo che viviamo in tempi interessanti, eh, non c’è che dire.
Dopo tutta la minchiata di Sony (lungi dall’essere risolta) ecco che saltano fuori altre due cagate niente male. Piccolo inciso: l’ultima dichiarazione di Anonymous sulla storia del PSN dice che l’attacco non è nello stile e nella filosofia del gruppo e che chiunque abbia fatto questo non è un “pirata” che lotta per i diritti degli utenti, ma un semplice e banale delinquente che vuole appropriarsi di dati sensibili per fare soldi. Tanto per togliere ogni dubbio.

Ma torniamo a noi. Un incendio nella server-farm di Aruba, pare, ha distrutto parte dei server su cui risiedono, presumo, migliaia di siti web. Come risposta, gli addetti hanno deciso di *spegnere* tutti i server dell’azienda. Non ne so molto di più, ma secondo me c’è lo zampino di Anonymous. Che abbia deciso di usare il virus distruttivo creato da Jeff Goldblum in Independence Day per scatenare l’incendio? Il sospetto mi rode.

Come se tutto ciò non bastasse, è notizia di stamattina che Microsoft e Nokia abbiano intrapreso una nuova avventura legale contro la concorrenza. La guerra più violenta del mercato, in questi giorni, è quella sui nuovi sistemi operativi per dispositivi portatili (e-book reader, tablet, cellulari e smartphone, palmari, eccetera), che hanno visto un clamoroso boom di vendite negli ultimi anni grazie sostanzialmente a due cose: la creazione di nuovi dispositivi particolarmente accattivanti (iPhone, iPad, Kindle, Nook) e la pressione dei social media, che così diventano onnipresenti nelle vite degli utenti. Abbiamo, sostanzialmente, quattro sistemi, uno obsoleto e tre emergenti (di questi, due proprietari e uno “open-source”). Abbiamo Symbian (presente ancora in molti telefoni, come il mio grrrrrr, di vecchia generazione, e ormai obsoleto), Windows Phone 7 (di Microsoft), Apple OS (di Apple) e Android (realizzato da Google e open-source). Dato che quest’ultimo è quello che si sta diffondendo maggiormente, la cosa sta un po’ sul cazzo ad Apple e Microsoft e, a quanto pare, in particolar modo a quest’ultima. Nei mesi scorsi, Microsoft ha fatto causa a Motorola e ad HTC (arrivando a un accordo fuori aula con quest’ultima, che ha accettato la richiesta di Microsoft), dicendo che l’uso di Android viola una serie di loro proprietà intellettuali sviluppate internamente per Windows Phone e chiedendo, come risarcimento, una discreta montagna di sghéi per ogni hardware venduto, come una gabella.

Ora Microsoft si è accordata con Nokia, pagando quest’ultima una palata e mezza di milionate, in modo da avere accesso a tutti i loro brevetti. L’unione dei due colossi è dichiaratamente un’alleanza commerciale volta a distruggere la concorrenza di altre case produttrici di telefonini e di software. Forte di questo, Microsoft ha fatto causa anche a Barnes & Noble, nota catena di librerie americana (presente anche in rete) che, seguendo l’esempio di Amazon con il Kindle, ha creato il suo lettore e-book (il Nook – i lettori e-book per un’oscura legge americana devono avere nomi stronzi e incomprensibili) il quale, ovviamente, usa Android. Chiedono una roba tipo da 10 a 15 dollari per ogni Nook venduto. Lo scopo quale sarebbe, secondo B&N? Non tanto la difesa di proprietà intellettuali inesistenti, quanto ottenere l’effetto di alzare, di fatto, il prezzo di utilizzo di Android, rendendo Windows Phone 7 più economico per chi vuole mettere un sistema operativo sul proprio hardware portatile. Se la causa con HTC è stata risolta con un accordo fuori aula, non so come sia finita (se sia finita) quella con Motorola, ed è tutto da vedere cosa Microsoft e Nokia riusciranno ad ottenere da questa nuova battaglia legale contro B&N (sono state denunciate anche Foxconn e Inventec).

Posso solo dire: Anonymous, non avete ancora finito la battaglia con Sony e già vi si aprono due nuovi divertenti e interessanti fronti di lotta. Chi fermerà questo nuovo tentativo di monopolizzazione del mercato portatili? Chi salverà gli interessi di noi utenti? Chi avrà il coraggio di fare ciò che è necessario?

Perché Anonymous non è l’eroe che questo mondo si merita. Ma è l’eroe di cui questo mondo ha bisogno. È la coscienza cattiva delle multinazionali. Un cavaliere oscuro.

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We forgive, We forget, We don’t care a fuck

April 27th, 2011 by abietto

Sony lancia la PS3 e annuncia la possibilità di utilizzare OtherOS, un sistema operativo basato su Linux, come figata ulteriore per i geek hardcore. Il diagramma di Venn dei geek hardcore si sovrappone in buona percentuale con l’insieme degli “hacker”. Un po’ di hacker/geek scoprono delle chiavi generali che consentono, tramite l’utilizzo di questo OtherOS, di “hackerare” la PS3, facendoci girare sopra software non autorizzato da Sony. Sony si incazza e decide di forzare tutti i suoi (77 milioni di) utenti(1) a rimuovere OtherOS con l’installazione dell’ultimo update del firmware. Invece di un’ammissione di incapacità, da parte dei suoi programmatori, di mantenere la sicurezza del sistema, decide di togliere una caratteristiche che è stata pubblicizzata fino al giorno prima come una chicca per i giocatori. Unilateralmente.

Ora, questa chicca viene effettivamente utilizzata da, che so, il 2-3% di quei 77 milioni (che comunque, sono quei grassi 2 mega di giocatori), quindi la cosa passa pressoché sotto silenzio rispetto al grande pubblico che è solo preoccupato di poter fare un’altra partita a CoD. Alcuni, però, di quei 2 milioni di simpatici figli di puttana, si ferma un attimo a riflettere e dice: “Aspetta un momento: tu non puoi togliere unilateralmente un servizio che mi hai promesso nel momento in cui mi hai venduto la console, questo non è giusto. Se avessimo trovato un modo per fare il jailbreaking tramite il lettore Blu-Ray della PS3, cosa succedeva? Che toglievi a tutti la possibilità di vedere film? Questa cosa non ci sta bene.

Ora, ricordo che questo 2-3% di persone che sono andate, con il ragionamento, un pelo oltre gli interessi del proprio orticello privato, sono anche degli hacker incazzati. Nella fattispecie, Sony fa leggermente irritare il gruppo di Anonymous (un giro di hacker, per l’appunto, totalmente anonimi che si è generato dai recessi più oscuri e malati della rete, vedi 4Chan o Something Awful).
Anonymous, quindi, dichiara guerra a Sony.

La prima azione è un’intrusione di Anonymous nei server di gioco. Questo atto viene visto un po’ maluccio dai rimanenti 75 milioni di giocatori, che vogliono solo farsi i cazzi loro con il joypad. Anonymous, quindi, mostrando una notevole dose di capacità strategica e politica, fa marcia indietro. Interrompe l’attacco e rilascia una dichiarazione in cui afferma che “troveremo altri sistemi per dare contro a Sony senza in alcun modo danneggiare gli utenti, che cerchiamo, in realtà, di difendere.
Tutto sembra rientrato. Qualche giorno dopo, Anonymous organizza il “No Sony Day”, in cui invita tutti gli utenti, consumatori e giocatori a non utilizzare prodotti Sony, a non acquistare giochi per PS3, eccetera. Anche questa iniziativa non riscuote un grande successo.
Le cose sembrano a uno stallo fino a che, una settimana fa, l’intero PlayStation Network (PSN – ovvero il network di Sony di collegamento degli utenti PlayStation, quello che consente di giocare online contro gli amici, eccetera) viene spento.

Spento. Un network a cui si accede tramite abbonamento(2). Un network a cui accedono ogni giorno 77 milioni di giocatori. Spento. Per una settimana. Off. Kaputt. Ciaociao.

Anonymous, verso cui tutti puntano il dito incazzati (Sony e giocatori compresi), rilascia immediatamente una seconda dichiarazione video su YouTube in cui prende le distanze da quanto accaduto. E cosa è accaduto? È accaduto che, come da dichiarazioni di ieri di Sony stessa, una persona “non autorizzata” si è infilata nel loro network e ha “rubato” tutti i dati personali dei suddetti 77 milioni di utenti. Appena Sony se n’è accorta, ha pigiato il tastone rosso dello shutdown d’emergenza e ha spento tutto. A tutt’oggi, il servizio non è ripreso e le conseguenze per Sony non possono che essere drammatiche. I portavoce della casa giapponese hanno dovuto ammettere che tale “persona non autorizzata” è ora in possesso di tutti i nomi, cognomi, indirizzi, dati personali, codici di avviamento postali, tutte le email private, la storia dei pagamenti dei vari servizi, eccetera. E non si può escludere che abbia anche i numeri di carta di credito e le date di scadenza (ma si può, invece, escludere che l’hacker sia riuscito a prendere anche i codici di sicurezza. Senza quelli, i dati delle carte di credito sono fortunatamente inutili).

Oggi come oggi, probabilmente, i dirigenti di Sony sono in riunione con una bella piva e stanno rapidamente pensando a una exit-strategy. Immagino che, mentre uno di loro parla (dicendo cose tipo: “Non dovevamo togliere il fottuto OpenOS, cazzo, stavolta l’abbiamo fatta grossa), gli altri stiano mandando curriculum alla Nintendo e alla Microsoft con gli iPad. È la più grave e massiccia intrusione di hacker della storia della rete e una possibile pietra tombale per il reparto giochi della multinazionale nipponica. Una piccola Fukushima corporativa.

Come decide di raccontare questa simpatica storia la stampa italiana? Date un’occhiata a Repubblica, Corriere, La Stampa, il Sole Ventiquattrore. Non vi metto i link perché non voglio nemmeno fare pubblicità o regalare un click a chi ha scritto i rispettivi articoli (peraltro, facendo un palese copiaeincolla dalla velina ANSA). La linea è semplice: “Un hacker ha rubato 77 milioni di carte di credito e la povera Sony ha chiuso un servizio per i videogiocatori.
Pensate che qualcuno si sia messo a cercare di spiegare il perché di tale attacco? Che qualcuno abbia pensato a raccontare i retroscena? Ma nooooo! Non sia mai che una cosa brutta come la pirateria possa avere, in certe occasioni, una qualsivoglia giustificazione ideologica, un utilizzo etico, un impegno sociale! Non sia mai che possa giungere all’orecchio dell’italiano medio il sospetto che, talvolta, questi atti (sicuramente discutibili e illegali) sono l’espressione di un pubblico ignorato e maltrattato che decide di agire e di contrastare le decisioni univoche di una strapotente multinazionale. La pirateria è cattiva. Punto. Riescono talmente tanto bene nel loro compito che quelli più incazzati con Anonymous e con l’hacker di questa intrusione sono proprio i giocatori, coloro che avrebbero dovuto, con un minimo di coscienza di classe o, quanto meno, di ruolo, incazzarsi maggiormente e supportare tutte le azioni possibili per far tornare Sony sui suoi passi.

“La stampa italiana”. Più vado avanti e più considero questa frase un ossimoro.

Due note a margine segnalate da Gorman:
(1) Le PS3 vendute nel mondo, in realtà, sono circa 50 milioni. I 77 milioni di account sono conteggiati sulla base di persone che hanno account doppi o tripli. Quindi i dati personali sono quelli di circa 50 milioni di persone, non di 77 milioni.
(2) PSN in realtà è quasi completamente gratuito: l’iscrizione è gratuita e giocare online è gratis. Ci sono servizi aggiuntivi marginali che sono a pagamento, ma principalmente si tratta di un servizio free. Tuttavia, essendo una delle “killer application” che aiuta a vendere l’hardware e i software di gioco, è gratuito fino a un certo punto.

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Okay…

April 6th, 2011 by abietto

Messaggio a reti unificate pure su FaceBook e Twitter eccetera: se un numero sufficiente di persone, nei prossimi giorni, riterrà opportuno che io riapra il forum di ASN, me lo faccia sapere nella sede preferita e vedremo di combinarci qualcosa.

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E non dimentichiamoci di…

March 27th, 2011 by abietto

Mi sembrava logico fare gli auguri anche a Leonard Nimoy…

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E sono ottanta…

March 22nd, 2011 by abietto

Tanti auguri, Capitano.

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Nell’ufficio di Homer Simpson

March 15th, 2011 by abietto

I piani del governo per il rilancio del nucleare in Italia non avrebbero potuto avere un tempismo peggiore. A causa del disastro che, incidentalmente, proprio in questi giorni ha colpito le coste del Giappone, il dibattito si è acceso più che mai. Si parla già di migliaia di morti e, nonostante le continue rassicurazioni degli esponenti del governo nipponico, l’allarme continua ad essere alto. Ora dopo ora, si continuano a rilasciare gas fortemente radiattivi nell’atmosfera con il tentativo di diminuire la pressione e il calore all’interno del nocciolo, e il rischio di una fusione non sembra poi così totalmente escluso.
Questo, ovviamente, ha portato a una nuova ondata di sdegno popolare e ha fortemente influenzato in negativo l’opinione pubblica. In Germania, qualche giorno fa, decine di migliaia di persone si sono unite in una catena umana lunga più di 40 chilometri sulle linee ferroviarie per protestare contro l’uso di energia nucleare nel loro Paese. Poco tempo dopo, la Merkel ha annunciato la chiusura di due centrali.
Le ripercussioni sono notevoli. I social media (che, dalle elezioni di Obama nel 2008 in poi, stanno diventando sempre più influenti e potenti) sono fortemente schierati nella fazione anti-nucleare, anche in Italia. Gruppi su Facebook e commenti su tweeter cercano di informare e di contrastare le dichiarazioni ufficiali di Berlusconi e company…
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Dieci cose che…

February 12th, 2011 by abietto

…Non sapete sul film di Dylan Dog in arrivo nelle sale cinematografiche italiane.

  1. Dylan Dog è interpretato da Brandon Ruth, attore che assomiglia al personaggio del fumetto più o meno come Joe Pesci assomiglia a Conan il Barbaro.
  2. Il film di Dylan Dog, realizzato in America, è ambientato in America. Dylan Dog è un personaggio londinese quanto Sherlock Holmes. Fare un film in cui Dylan Dog sta in America è come fare un film in cui Sherlock Holmes sta in Washington Mews, 3 a New York.
  3. Groucho non è presente nel film perché la casa di produzione non ha acquistato i diritti per lo sfruttamento dell’immagine dei Fratelli Marx. Groucho è un *sosia* di Groucho Marx, ma non importa. Fatto sta che due degli elementi fondamentali del fumetto (Londra e Groucho) non sono presenti nel film. Tanto valeva dargli una Ferrari e un’arma a raggi.
  4. Oh, già che ci siamo, se date un’occhiata alla pagina imdb del film, noterete che non ci sono nemmeno la Trelkowski, l’Ispettore Bloch, Cagliostro, Abraxas, il professor Wells, Morgana, Anna Never, Botolo, Jenkins… Insomma, *NESSUNO* dei personaggi del fumetto. Nemmeno Java o Chris Tower, per dire.
  5. Nel trailer italiano si sente uno scambio di battute tipo:
    Personaggio X: “Hai un piano?”
    Dylan Dog: “Un piano? Non ci serve un piano, solo pistole più grosse.”
    Complimenti per aver colto il vero spirito del fumetto. Dylan Dog, infatti, è famoso per non separarsi mai dalla sua sei-colpi (che si dimentica a casa nel 85% delle avventure e se non ci fosse Groucho a rilanciargliela sarebbe in brache di tela un giorno sì e l’altro pure), ed è famoso per essere un “badass” che massacra mostri a colpi di incantesimi e pistolettate. Yeah, whatever.
  6. Dylan Dog va a caccia di mostri e demoni. Cioè, praticamente, la loro idea di Dylan Dog è Buffy l’Ammazzavampiri in versione maschile con una camicia rossa. O, se preferite, Constantine. Ma senza l’ironia ne dell’una ne dell’altro. L’unico lato positivo è che, statisticamente, Brandon Ruth sarà un attore migliore di Keanu Reeves.
  7. In compenso, uno dei personaggi comprimari del film è un certo “Borelli”, interpretato da Marco st. John. “Borelli”… “Bonelli”… Get it? Facepalm.
  8. “Dellamorte Dellamore” non sarà stato un capolavoro ma almeno aveva Rupert Everett e almeno, nello spirito, era affine a quello che Sclavi avrebbe sviluppato in seguito in Dylan Dog.
  9. A giudicare dal trailer, il film è un incrocio tra Constantine e Hellboy. Non posso ripetermi a sufficienza: ancora una volta, complimenti per aver colto il più autentico spirito di un fumetto seriale che va avanti solo da, tipo, 25 fottutissimi anni. Non che mancasse il materiale di riferimento, per dire.
  10. Dylan Dog stesso, come fumetto, è *ampiamente* sopravvissuto alla sua utilità. Conto di arrivare al 300, giusto per chiudere con un numero tondo, e di smettere di comprarlo dopo essermi reso conto di una cosa su cui non avevo mai riflettuto: Dylan è veramente antipatico. Mi sta proprio sulle palle. Rompe i coglioni come un moralista filosofo-intelletualoid-sinistrorso su “i mostri siamo noi”, è vegetariano, è astemio, è un fottuto ex-sbirro, soffre il mal di mare e il mal d’aereo, soffre di vertigini e di claustrofobia. Si può essere più scontati e attention-whore? Il suo moralismo si scontra con il fatto che, in un mondo realistico, sarebbe già da tempo sieropositivo (e avrebbe contagiato almeno una dozzina di altre donne prima anche solo di rendersi conto di essere malato), però lui le ama tutte, anche se tanta ostentata eterosessualità e promiscuità diventano piuttosto sospette quando sono venticinque anni che vivi insieme con un “tuo amico”. La sua idea di divertimento (a parte scopare qualsiasi cosa non possa difendersi) consiste nel mangiare una pizza e vedere un film horror che sa a memoria *al cinema*. Non ha internet, non ha il computer, non ha il cellulare, non ha nemmeno una fottuta televisione. Se esistesse davvero, lo tratteremmo come uno svitato fuori di testa da non lasciare solo in una stanza con oggetti affilati (e a ragione).
    Tutto questo per dire: forse hanno fatto bene a Hollywood a reinvetare completamente il personaggio. Magari risulterà più simpatico e più interessante di uno zombie mediatico che avrebbe dovuto chiudere i battenti prima del numero 100 per palese esaurimento delle cose interessanti da dire. Già che c’erano, potevano farlo vestire come un essere umano normale e dargli un’automatica. Ma vabbé, non si può avere tutto dalla vita.
  11. EDIT: il maggiolone guidato da Dylan nel film non è bianco, ma nero. Perché? Perché la Disney, a quanto pare, ha diritti esclusivi per i “maggioloni bianchi” al cinema, per via di “Herbie”. Oltre al danno, la beffa.

Se volete proprio farvi del male, guardate il trailer a questo indirizzo. When you see it, you’ll shit bricks.

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