Addio

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Questo week-end appena trascorso c’era in programma il voto per il Referendum sulla legge elettorale.
Il risultato, già ben noto, è un bellissimo “nulla di fatto”, poiché l’affluenza alle urne per questo importante “strumento del popolo” ha raggiunto a stento il 24%, dove il quorum da raggiungere perché il risultato sia valido è il solito 51%.
Ora… al di là di cosa sarebbe risultato se quel quorum fosse stato raggiunto, il fatto secondo me oggettivo e lampante è che agli italiani non gliene frega un beato cazzo di niente dei loro interessi, salvo quelli più immediati e individualisti relativi al proprio misero “orticello” per il quale son capaci di uscir di casa con lo schioppo in mano, e se ne fottono bellamente di fare uso di uno strumento che forse più di altri dà loro il potere di dire come la pensano in modo forte e chiaro.
Inutile considerare che più del 90% di quel 24% avesse votato “SI’”. Completamente inutile quando nemmeno 1/4 degli aventi diritto al voto ne hanno fatto uso, di questo diritto.
(Attenzione: non sto parteggiando per l’una o l’altra risposta. La mia è una considerazione assolutamente generale, super partes)
Se da un lato tutt’ora non mi spiego proprio bene il perché questo Referendum sia stato organizzato in una giornata diversa da quella delle appena precedenti elezioni, cosa che sarebbe stata certamente più pratica ed economica visto che poi di soldi in questo periodo non è che ce ne siano in giro tanti, dall’altro prendo atto anche del fatto che i miei compatrioti accettano ed assecondano lo sperpero di denaro pubblico - cioè anche il LORO che tanto si lamentano di pagare con le tasse - poiché un Referendum fallito equivale ad una spesa perfettamente inutile. E non si sta parlando di una manciata di Euro che magari avanzavano da una cresta sulla spesa…
Il vero risultato di questo referendum, secondo me, è il fatto che il 76% degli italiani è gente ormai completamente alienata, tragicamente individualista, non riesce a pensare che ha tutto un mondo attorno e che *forse* può fare qualcosa per migliorarlo e che in tutto questo giuoca anche la politica a cui assistiamo oggi, che è una vera tristezza (per non dir di peggio).
E c’è pure qualcuno che dice che “dobbiamo riappassionare gli italiani alla politica”.
Avanti così l’unica strada è ritrovarci con un dittatore, che tra l’altro non potremo nemmeno lamentarci di non esserci meritati. (per non dire che lo stiamo proprio chiedendo ad alta voce…)
Un sincero GRAZIE a tutti per avermi fatto perdere 15 minuti della mia vita a fare il gioppino illuso in cabina elettorale.
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Ogni giovedì sera, dalle 21:00 alle 23:00 sulle frequenze di Puntoradio c’è un programma che si chiama “Fatti Sentire“, interamente dedicato alla musica indipendente di ogni estrazione e genere, condotto dal mitico Ray Heffernan, cantautore irlandese di cui vi suggerisco caldamente l’ascolto.
Il programma in sè è molto piacevole e dando voce a chi sta nel cosiddetto “underground” offre la possibilità di ascoltare praticamente di tutto. Basta che non sia qualcosa di legato ad una major.
Domani sera, giovedì 21 Maggio 2009, la puntata sarà ampiamente dedicata ad un gruppo che ha appena pubblicato il suo primo cd, titolato “Laid Back”, ovvero nientemeno che i “The Roaming Reference“!
Questa serata/lancio del cd sarà abbastanza speciale in quanto i Roaming Reference andranno in onda in un’intervista, ma soprattutto anche suonando dal vivo direttamente in radio alcuni loro brani!
Pertanto, siccome so che si sono preparati molto per regalarci qualcosa di speciale, ma soprattutto siccome la batteria che sentirete suonare è la mia!!!!! (tranquilli, ci sarà uno bravo dietro, mica io…) …siete ora assolutamente costretti a sintonizzarvi domani sera su Puntoradio o, eventualmente, ascoltarvela via web!!!!!
A domani sera!
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Se acquistate il numero attualmente in edicola di Ritual (aprile/maggio 2009), troverete un’intervista fatta al misterioso leader dei N|U sull’uscita di “Symmetry and Discordance” (ma perché? È uscito?). Ecco cosa si può leggere a pag. 4, tra una news che riguarda inutili personaggi femminili pseudo-darkeggianti in perfetto style MySpace e simpatiche recensioni di dischi tirati in 50 copie:
Specchio fedele della multiformità del progetto, l’esordio dei Negatif Übermensch esprime una completezza che raramente si riscontra in un collettivo così ampio ed eterogeneo. Attivi dal 1992 (EH? - NdY), e interessati a canalizzare nella propria produzione una vasta gamma di stimoli e riferimenti, i musicisti milanesi non si limitano a ricreare un tessuto sonoro ibrido e ipnotico, che tocca (fra gli altri) il neo-folk, l’ambient, la psichedelia (??? - NdY) e la musica concreta, ma si dedicano con ogni risorsa a coinvolgere nell’atto creativo elementi delle più disparate discipline. Musica, teatro, parapsicologia e danza sono alcuni dei tasselli che compongono l’iridescente mosaico del gruppo, perfettamente a suo agio in quello spazio liminale in cui tutto è ricettività, sedimentazione e rielaborazione. Non è un caso se alcuni dei suoi membri si erano già fatti notare con il progetto rock industrial CSR, qualche anno or sono (“qualche anno or sono“? - NdY).
Come nasce l’ampia serie di riferimenti musicali, e non, del progetto?
Il cervello è come un campo arato e concimato (quello di certe persone, di sicuro… - NdY), un terreno ideale per la proliferazione di replicatori (DNA nel campo, memi nel cervello). Ciò che cresce dipende sia da quanto è stato seminato, che da semi portati dal vento, dagli insetti, dagli animali e dai loro parassiti. Alcuni agricoltori preferiscono diserbare, eliminare tutto ciò che non interessa, altri lasciano che l’ordinato campo si trasformi in una giungla rigogliosa e inestricabile. Noi cerchiamo di fare così, lasciando attecchire gli innumerevoli stimoli che ci colpiscono, permettendo loro di ripropo/dursi senza ostacoli. Sogniamo di trovare la mistura magica e filosofale che permetta di comunicare a tutti, senza ostacoli e confini.
“Symmetry and Discordance” comunica un forte trasporto mistico, dalle atmosfere al cantato salmodiante e monodico: quali elementi animano la vostra ricerca?
Speriamo di riuscire a manifestare una forma di fede priva di religione, un amore privo di oggetto dell’amore. Nella migliore delle ipotesi, le religioni sono orpelli che distraggono dalla fede “nuda”. Nella peggiore, sono catene, uncini e garrotte che uccidono la fede per sostituirsi ad essa (perfettamente d’accordo - NdY) e ci piace pensare di fare del decostruttivismo teologico, nel limitato spazio di qualche minuto. Per noi sarebbe meraviglioso se anche una sola persona scoprisse in sé, per un istante, quella fede polimorfa, indifferenziata e omnidirezionale grazie al nostro lavoro: se scoprisse il volto di Dio in quell’area a metà strada tra l’ipotesi del Big Crunch e il Taoismo (e qui avrei qualcosa da ridire, ma vabbé - NdY).La cover di “Always Loot at the Bright Side of Life” (Monty Python - nda) arricchisce le atmosfere solenni e oscure dell’album con un tocco d’ironia. Com’è nata?
La versione originale di “Bright Side” è un capolavoro assoluto, una delle più pure manifestazioni di un umorismo disperato, caparbio e dignitoso che associamo al popolo britannico. Il nostro è un piccolo e umile tentativo di carpirne il nocciolo, l’elemento fondamentale di comunicazione, di avvicinarsi ad esso quanto più possibile.
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Il variegato mondo delle Arti Marziali è un ambiente che definire falso, fuorviante, mitizzato è soltanto minimizzare.
Complici anche i media, che tramite film e “servizi sensazionali” di vario genere contribuiscono ad imprimere nella gente l’idea che un marzialista sia un qualche tipo di “eletto” che raggiunge l’elevazione spirituale e ottiene certi non meglio definiti superpoteri che neanche un X-Man…
Nella perenne e spesso squisitamente inconscia ricerca di questa “conoscenza” ci si affida agli insegnamenti di Maestri e a volte ad antichi documenti scritti, a tal punto da appoggiarcisi totalmente come unico piedistallo da cui ricevere passivamente del sapere… ottenendo però un perfetto annullamento di sè, che incidentalmente sarebbe la fetta assolutamente fondamentale di tutto il discorso.
Si tende, quindi, a spostare il ruolo del protagonista di un percorso marziale verso qualcuno o, peggio, qualcosa di esterno.
Discorso molto generale il mio, ma che comprende purtroppo la maggior parte dei praticanti.
Sintomo inequivocabile dei nostri tempi, questo, dove qualsiasi cosa succeda è sempre colpa di qualcuno o qualcos’altro; dove la deresponsabilizzazione è la pratica meglio conosciuta e la superficialità, l’assenza di valori e di principii elementari sono solo alcuni dei suoi effetti più tragicamente evidenti.
La troviamo nel lavoro, negli hobby, negli stessi rapporti umani anche a livello di grosse amicizie o parentele, e con uno sfondo forse ben più influente di quanto non possa sembrare rappresentato dalle religioni, spesso e volentieri abilmente camuffata da “diritto di libertà personale”.
Tutto questo è una specie di grossa metafora del mondo odierno, che affonda certe sue radici nel Dogma.
Il Dogma è quel punto di riferimento considerando il quale un individuo “non può sbagliare”.
O meglio: se faccio giusto - qualsiasi cosa sia - è perchè ho seguito la regola; se sbaglio… beh la regola era quella, mica è colpa mia!
Dunque l’individuo dove sta?
Un esempio più concreto, tornando all’argomento iniziale, può essere proprio chi considerando una certa conoscenza - di individuo o di documento che sia - alla stessa stregua di un Dogma religioso, si affida ad essa convinto di non sbagliare, seguendone pedissequamente le indicazioni, fin quasi a non porsi mai più il dubbio che qualcosa possa essere diverso da come appare. Oppure che qualcosa possa in realtà mancare nel quadro ipoteticamente completo che si ha di fronte.
Dove sta la libertà, allora? Ma soprattutto, nuovamente, dove sta l’individuo?!
Succede in certi ambienti dove l’agonismo e la competizione sono elementi importanti. Succede anche in ambienti dove ci si spaccia, per questioni di immagine (vero e puro marketing!), come aperti e collaborativi, dove ci si presenta con la faccia del serio studioso di arti marziali (ma potrebbe essere anche ornitologia, botanica e quant’altro…), nascondendo - spesso anche a sè stessi - la propria vera natura di stupido competitore legato a dogmi e conoscenze “certe”, che non mette in campo l’ingrediente più importante, ovvero sè stesso.
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Roba che neanche Don Camillo con Peppone… sebbene faccia ridere quanto lo facevano loro!
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Come ben sappiamo, i Cristiani (Cattolici o Protestanti che siano) sono contrari a qualsiasi forma d’aborto e, in alcuni casi, sono arrivati a manifestazioni violente, negli Stati Uniti, contro i “dottori della morte” che lavorano in cliniche dove si praticano tali operazioni. Come abbiamo scritto qualche post fa, a tutt’oggi il Vaticano scomunica eventuali Cattolici che lo pratichino. Ma tutto ciò su quali basi concrete di diritto divino può basarsi? Se andiamo a leggere la Bibbia con attenzione, notiamo che ci sono molti spunti alquanto interessanti. Alcuni dei quali sono addirittura pro-aborto.
Ad esempio:
Qohélet (Ecclesiaste) - 4:1-3
Ho poi esaminato tutti i soprusi che si fanno sotto il sole. Ho considerato il pianto degli oppressi e ho visto che nessuno li consola. Dalla mano dei loro oppressori non esce che violenza: nessuno li consola. Allora ho detto beati i morti che già sono morti, più dei vivi che ancora son vivi. Ma meglio ancora di tutti e due, chi ancora non è nato, ché ancora non ha visto tutto il male che si fa sotto il sole.
Il commento della Bibbia in mio possesso (”nuovissima” versione dai testi originali delle Edizioni Paoline del 1987) dice: “Lo scandalo della sofferenza provocata dalla malvagità umana, che resta impunita, è una delle cose che più rendono assurda la vita: meglio non essere neppure nati.” Cioè, in poche parole, i morti stanno meglio dei vivi e i non-nati stanno meglio di entrambi!
Piuttosto interessante. Ma alquanto interpretabile… C’è di meglio. Andiamo a leggere, ad esempio:
Numeri - 5:11-28
Il Signore ordinò a Mosè: “Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Un uomo la cui moglie avesse deviato e avesse commesso una trasgressione contro di lui, e uno avesse dormito con lei con effusione di seme, e la cosa fosse rimasta nascosta agli occhi di suo marito, ed essa si fosse resa impura senza che ci fossero testimoni contro di lei e non fosse stata presa sul fatto, e in lui fosse passato uno spirito di gelosia e fosse geloso di sua moglie e lei non fosse impura: l’uomo condurrà sua moglie dal sacerdote e porterà la sua offerta per lei, un decimo di efa di farina d’orzo; non ci verserà olio e non ci metterà incenso, perché è un’offerta di gelosia, è un’offerta commemorativa che ricorda una colpa. Il sacerdote la farà avvicinare e stare davanti al Signore. Il sacerdote prenderà acqua santa in un vaso d’argilla, poi prenderà polvere dal suolo della dimora e la metterà nell’acqua. Il sacerdote farà sfare la donna davanti al Signore, scoprirà la testa della donna, metterà nelle sue mani l’offerta commemorativa, cioè l’offerta della gelosia, mentre in mano al sacerdote saranno le acque amare della maledizione. Poi il sacerdote la farà giurare e dirà alla donna: se un uomo non ha dormito con te e se non hai deviato in modo impuro con qualcuno al posto di tuo marito, sii immune da queste acque amare della maledizione. E se hai deviato con chi non è tuo marito e ti sei resa impura e un uomo, che non è tuo marito, ti ha dato il suo letto… Il sacerdote farà pronunciare alla donna questo giuramento; il sacerdote dirà alla donna: “Il Signore ti faccia oggetto d’imprecazione e di maledizione in mezzo al tuo popolo, dandoti un fianco floscio e un ventre gonfio. Entrino queste acque di maledizione nelle tue viscere per gonfiare il ventre e afflosciarti il fianco.” La donna dirà: “Amen, amen”. Il sacerdote scriverà queste imprecazioni in un foglio e le farà scomparire nelle acque amare; farà bere alla donna le acque amare della maledizione e le acque maledette entreranno in lei per sua amarezza. Il sacerdote prenderà dalla mano della donna l’offerta della gelosia, presenterà l’offerta al Signore e l’avvicinerà all’altare; il sacerdote prenderà una manciata dell’offerta come memoriale e la farà fumare sull’altare; poi farà bere l’acqua alla donna. Dopo che le avrà fatto bere l’acqua, se sarà impura e avrà tradito il proprio marito, le acque amare della maledizione entreranno in lei, gonfieranno il suo ventre, renderanno floscio il suo fianco e la donna sarà maledetta in mezzo al suo popolo. Se la donna non sarà impura ma pura, sarà riconosciuta innocente e sarà feconda.”
Ora, qui la cosa potrebbe non essere immediatamente palese, ma di fatto quanto accade, tradotto in termini “moderni” e senza i soliti giri di parole biblici, è questo. Se un marito arriva anche solo a sospettare che la moglie gli sia stata infedele, può portarla dal sacerdote che porrà sulla moglie una maledizione e le farà bere un intruglio dagli ingredienti non meglio precisati. A quel punto, lo spirito del Signore si incaricherà di capire se la moglie è stata effettivamente infedele o no. Se è stata infedele, la moglie diventerà infeconda e non darà alla luce bambini, altrimenti potrà avere figli e non sarà maledetta. Quindi, se la moglie rimane incinta in seguito a un adulterio, il marito non fa altro che portarla dal sacerdote che, per mezzo di un’ordalìa divina, la farà abortire…
Naturalmente, è chiaro e palese a chiunque che si tratta di una pratica umiliante (la moglie deve sottostare all’ordalìa anche in totale assenza di prove e a capriccio del marito) determinata da una società maschilista e bigotta come quella ebraica di più di duemila anni fa, fortemente patriarcale e caratterizzata da un’autentica ossessione per la fedeltà delle donne, considerate esseri infidi e inferiori (”le donne sono esseri infidi pieni di arti subdole”, direbbero i Nani di Biancaneve, tanto per parlare di un’altra favola). Tuttavia è nella Bibbia, il “Libro del Signore per l’Uomo”. E non tirate in ballo la solita storia di Gesù che cambia le regole, poiché non lo fa affatto:
Matteo - 5:17-19
“Non crediate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; non sono venuto ad abrogare ma a compiere. In verità vi dico: finché non passino il cielo e la terra, non un iota, non un apice cadrà dalla legge, prima che tutto accada. Chi dunque scioglierà uno di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei cieli; chi invece li metterà in pratica e insegnerà a fare lo stesso, questi sarà considerato grande nel Regno dei cieli.”
Oppure:
Luca - 16:16-17
“La legge e i profeti arrivano fino a Giovanni; da allora in poi il regno di Dio viene annunziato ed ognuno fa di tutto per entrarci. È più facile che finiscano il cielo e la terra piuttosto che cada una sola parola della legge, anche la più piccola.”
E vi ricordo che per “legge” si intende la Torah, cioè l’Antico Testamento… Meditate, gente, meditate e… Buona Pasquetta!
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A distanza di un anno, un mese e cinque giorni dalla scomparsa di Gary Gygax, ecco che anche Dave Arneson fallisce l’ultimo Tiro-Salvezza e consegna la scheda del personaggio. Anche se decisamente meno conosciuto dal grande pubblico, quest’uomo è stato determinante quanto Gygax (e, alcuni, dicono che lo sia stato anche di più) per la creazione del primo vero Gioco di Ruolo mai creato, Dungeons & Dragons.
Arneson e Gygax si conobbero nel 1969, esattamente quarant’anni fa, durante la seconda GenCon (convention ufficiale di wargamer negli USA). Gygax giochicchiava con le miniature e stava scrivendo il suo Chainmail mentre Arneson, appassionato di wargame e, in particolar modo, di battaglie navali moderne, si stava dedicando a dei “what if” ucronici, partite ambientate in linee temporali alternative (”cosa sarebbe successo se la flotta di Pearl Harbour fosse stata preavvertita per tempo?” e cose di questo genere). I due cominciarono a scambiarsi idee e Arneson, dopo la GenCon, cominciò a lavorare a un gioco chiamato Blackmoor che traeva spunto dalle statistiche delle navi da guerra (come la “classe di armatura” o i “punti di struttura”) per muovere degli eroi medievali in un’ambientazione fantasy. L’unione di Chainmail e di Blackmoor portò alla creazione di “The Fantasy Game”, il primo gioco strutturato esplicitamente per essere giocato “di ruolo”, con livelli, personaggi, armi, incantesimi, oggetti magici, tesori, mostri e oscure segrete da esplorare. Il gioco venne rifiutato dalle case editrici ludiche del periodo, e questo spinse Gygax a cercare i fondi per fondare la Tactical Studies Rules (meglio conosciuta con l’acronimo TSR). Gygax e Arneson pubblicarono il gioco sotto il nuovo e più accattivante titolo “Dungeons & Dragons”, nel 1974, e il resto, per così dire, è storia…
Arneson fu il creatore della prima ambientazione coerente per D&D (”Blackmoor”, per l’appunto) seguita a breve distanza dall’ambientazione creata da Gygax (”Greyhawk”). L’influenza di tali idee sul mondo moderno è praticamente incalcolabile. Intere generazioni di attori, sceneggiatori e registi, hollywoodiani e non, scrittori e fumettisti, programmatori e creatori di videogame, sono cresciute passando lunghe serate in camere fumose o scantinati freddi, attorno a un tavolo polveroso pieno di schede annotate a matita, mappe colorate, pedine, miniature, dadi e provviste di “junk food”. Senza il “concept” di role-playing come sarebbe il mondo dei videogiochi? E quello del cinema? Dei fumetti, dei romanzi e degli show televisivi? Per non parlare della miriade di altri aspetti della vita quotidiana che sono stati influenzati da questo monumentale paradigma della civiltà occidentale.
Non serve essere giocatori di ruolo per essere esposti agli effetti di questo gruppo memetico, così come non serve conoscere a memoria le battute dei film di Star Wars (o, persino, aver visto i film!) per essere esposti all’impero mediatico di Lucas. Sono semplicemente concetti con i quali siamo cresciuti, che diamo per scontati, anche e soprattutto quando non ce ne rendiamo conto. E tutto questo lo dobbiamo a Dave Arneson, forse ancora di più che non a Gary Gygax. Che possiamo dire? Le tue idee, le tue intuizioni, i tuoi sforzi e il tuo hobby (poi diventato la tua professione) hanno cambiato la vita di tutti noi, dandoci strumenti potentissimi di divertimento, di svago ma anche di introspezione e riflessione. Il tuo sogno ti è sopravvissuto e sopravviverà a tutti noi, passando di mano in mano alle generazioni future. E questo è più di quanto qualsiasi creatore di giochi possa sperare di ottenere.
Grazie, Dave… Che il tuo spirito riposi nelle lande misteriose di Blackmoor.
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Una bambina di nove anni e trenta chili viene stuprata più volte dal patrigno e rimane incinta. Di due gemelli. Quando i parenti e i medici decidono di farla abortire *per salvarle la vita*, il Vaticano li scomunica. E dato che non mi risulta abbia scomunicato, negli anni passati, governatori statunitensi e altri uomini politici che infliggono la pena di morte in modo legale e istituzionale, il problema non dev’essere quell’amore “per la vita” che tanto decantano. Poi, otto giorni dopo, il Vaticano fa mezza marcia indietro dicendo che quelle persone andavano “scomunicate sì, ma con misericordia”. Una presa per il culo davvero non indifferente. Un po’ come dire: sì, la strega andava bruciata, ma con pietà.
E il Papa, ora, prima ancora di mettere piede in Africa, afferma che l’uso del preservativo non solo non serve a combattere l’AIDS, ma è persino dannoso. Il preservativo è dannoso ai fini di combattere una malattia a trasmissione sessuale? Ah beh, ora capisco! Ecco perché sono duemila anni che il Vaticano ce lo mette nel culo senza goldone…
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