LOST Time
Anche ammettendo che un personaggio possa viaggiare nello spazio-tempo, questo cosa ha a che fare con l’Aldilà? E perché mai non capisce che si tratta dell’Aldilà? Inoltre: l’Isola ha una fonte di luce positiva, una fonte di vita. Perché allora tale fonte distrugge il corpo delle persone e li trasforma in Fumo Nero? E perché non lo fa, invece, con Jack? Perché non lo fa con Desmond più o meno lo sappiamo (lui è “immune” agli effetti ell’elettromagnetismo). Ma Jack? E perché se Desmond “toglie il tappo” alla fonte di luce, la luce svanisce e la polla si estingue? Perché, quando Jack “rimette il tappo”, la luce riappare? (Ma poi, dai, seriamente… UN TAPPO? Fanno persino dire una battuta a Desmond al riguardo, probabilmente perché a un certo punto qualcuno della produzione si è reso conto che era un’idea ridicola. Il grande mistero dell’Isola è un TAPPO? Come on…) Perché quando la luce svanisce il finto-Locke torna a essere umano e può essere ferito nel corpo da pugni e pallottole? Ma non era semplicemente l’anima del Gemello? Non era semplicemente fumo nero che aveva preso a prestito le sembianze di un cadavere? Non avrebbe dovuto semplicemente perdere forma o scomparire? Perché Kate confessa il suo amore per Jack (che ricambia) ma non lo segue alla caverna (ha sempre fatto di testa sua per sei stagioni) e lascia che invece Jack, ferito e morente, affronti da solo quella prova e venga seguito solo da Hugo e Ben? Improvvisamente si fida di Ben? Tutte le motivazioni dei personaggi sono apparentemente molto belle ma prive di una reale logica e coerenza, e basta astrarsi un attimo dall’indubbia qualità della narrazione per rendersi conto che si tratta di “fumo (nero) negli occhi”.
In realtà, la sensazione che io ho avuto guardando l’ultima puntata della serie, è che a un certo punto della sesta stagione gli sceneggiatori e i produttori abbiano deciso un radicale cambio di rotta narrativo. Prima, evidentemente, c’era a tutti gli effetti una “dimensione parallela” in cui l’isola era stata distrutta negli anni settanta e i nostri eroi erano riatterrati a Los Angeles senza problemi. Le due dimensioni sono strettamente correlate tra loro perché create da un “incidente” elettromagnetico, ed ecco che, allora, quando Desmond viene sottoposto al test elettromagnetico di Widmore, “vede” ciò che sta accadendo “dall’altra parte”. A questo punto capisce qualcosa di fondamentale per la risoluzione finale della trama e comincia a “risvegliare” gli atri presenti sul volo Oceanic 815. Nella dimensione dell’Isola, comincia a seguire un suo disegno privato, probabilmente con lo scopo di far incontrare le “due versioni” dei personaggi o riunire lo squarcio nello spazio-tempo creato dall’esplosione nucleare. Qualcosa del genere, insomma. A un certo punto, però, qualcuno deve aver detto che tutto questo non andava bene e gli sceneggiatori hanno trasformato questa dimensione parallela nell’Aldilà collettivo creato dai protagonisti. Non ho nessuna prova a conferma di questa teoria, ma la sensazione che sia avvenuto qualcosa del genere è davvero molto forte… Anch perché l’alternativa è che fin dall’inizio della sesta stagione gli autori abbiano davvero pianificato sette ore di show totalmente inutili ai fini della trama.
L’ultima puntata della serie, insomma, lungi dallo spiegare qualcosa dei misteri della storia principale, aggiunge nuove domande, nuovi misteri e fornisce una discutibile (ma ben scritta) “chiusura” per quanto riguarda l’evoluzione dei protagonisti, ma nessuna risposta soddisfacente sui misteri dell’Isola e dei suoi abitanti. La trama principale, in poche parole, rimane non solo aperta ma in uno stato in incertezza e incoerenza che nessuna “teoria dei fan” potrà mai spiegare in maniera soddisfacente per un semplice motivo: è troppo involuta, complessa, stratificata, ricca di linee lasciate aperte, illogica e intrinsecamente contraddittoria.
8 – Miscellanea
Perché Ben si ammala, se è su un’Isola in cui anche gli storpi tornano a camminare? Perché non ha semplicemente lasciato l’Isola, tornando nel “mondo esterno” (come fa più volte, più o meno quando e come vuole) e va nel migliore ospedale del mondo per farsi operare, invece che fare tutto quel casino con Jack? Come faceva Desmond a sapere cosa fare esattamente una volta arrivato nella caverna della Luce? Cosa accade ai personaggi che vengono uccisi nella “dimensione parallela” (cioè, l’Aldilà)? E come fanno a morire, dato che sono già morti? Sono soltanto costrutti della mente collettiva dei protagonisti (come sembra essere il figlio di Jack o Aaron in questa dimensione)? Perché Penny è nella Chiesa senza il figlio suo e di Desmond? Come ha fatto il volo Ajira a schiantarsi sull’Isola senza che se ne sia accorto praticamente nessuno? (Okay, non si schianta, fa un atterraggio d’emergenza sull’isola Idra, ma comunque NESSUNO si accorge di nulla?). Come ha fatto Widmore a raggiungere l’Isola con il sottomarino? Grazie a Jacob? La cosa non viene spiegata efficacemente. Chi ha costruito la struttura che contiene l’acqua e la Luce, al centro dell’Isola, dato che nessuno (nemmeno i Guardiani della Luce) apparentemente possono essere esposti all’energia elettromagnetica senza essere uccisi (o peggio, essere trasformati in mostri di fumo nero)? Chi ha costruito la statua? Chi ha costruito il Tempio? E le strutture di dungeon sotterranei? Che cos’è l’Isola? Che cos’è la Luce? Chi sono gli abitanti originali dell’Isola? Chi è la finta-madre di Jacob e del suo gemello? Perché è lì, da dove arriva?
10 – Le dichiarazioni dei produttori e degli autori
Carlton Cuse, Damon Lindelof, J. J. Abrams e altri attori, autori e produttori coinvolti nella realizzazione di “Lost”, in questi sei anni hanno rilasciato numerose dichiarazioni e quasi tutte erano coerenti e incentrate in un punto fondamentale: tutto verrà spiegato e tutto ha una spiegazione coerente e logica, nulla di sovrannaturale, nessun “deus-ex-machina” che salti fuori dal cappello. Hanno detto che non ci sarebbero state dimensioni parallele (ci sono state), che non ci sarebbero stati viaggi nel tempo (ci sono stati), che avevano in mente l’intera trama fin dal principio (allo stato attuale delle cose, appare evidente che non è mai stato così), che non ci sarebbero stati elementi sovrannaturali (ci sono stati) e che tutto sarebbe stato spiegato in termini logici e coerenti (non è stato così), che non ci sarebbero state rivelazioni tipo “è tutto un sogno” o “sono tutti morti e sono nell’Aldilà” (e invece è andata proprio in questo modo). E si potrebbe continuare. Il problema è proprio questo. Senza questo genere di aspettative, che sono state create ad arte dai produttori e dagli autori stessi, “Lost” sarebbe stata una serie molto più accettabile. Senza la presentazione di tale serie come “mystery” ma più esplicitamente come “fantasy” (perché questo è ciò che è, in ultima analisi) non si sarebbe sentito lo stesso bisogno di quelle spiegazioni che loro stessi hanno promesso ai fan. Senza tali dichiarazioni, “Lost” sarebbe stato più coerente. E forse, sotto una pressione minore, gli autori avrebbero potuto fare un lavoro migliore. Non tanto nella micro-gestione delle cose (i dialoghi sono notevoli e i personaggi ben scritti, le sceneggiature molto belle, la regia notevole, eccetera… tutti i motivi per cui, nonostante tutto, sia Credenti che Scettici hanno passato sei anni incollati al televisore), ma nella macro-gestione delle trame di lunga durata, che sono incoerenti e contraddittorie e spesso, se non sempre, seguono semplicemente la necessità del colpo di scena e del cliffhanger, del “twist” narrativo per stupire e colpire lo spettatore.
Purtroppo, da un punto di vista critico, si tratta di “pessima scrittura” per un motivo semplicissimo: praticamente chiunque è capace di inventarsi dei misteri senza prendersi la briga di avere una spiegazione in mente. Un esempio?
“Un ragazzo delle superiori scopre che, in determinate ore della giornata, fuori dagli orari della lezione, tutti i professori si riuniscono in una sala. Sbirciando da una finestra semiaperta, vede che stanno fermi immobili e fissano una strana fonte di luce al centro della stanza. Quando torna il giorno dopo, non trova nessuna aula, né porte né finestre, ma solo un muro: la stanza è svanita. Nel frattempo, alcuni suoi amici cominciano a scomparire e riappaiono solo giorni dopo con un curioso tatuaggio sulla spalla sinistra. I media presentano delle news inquietanti che lui, istintivamente, pensa essere collegate a tutto questo: un sottomarino nucleare non fa rapporto e scompare dai radar. Un ciclone in Arkansas distrugge case e fattorie e lascia sul terreno un disegno identico al misterioso tatuaggio. Gli osservatori di tutto il mondo riportano l’avvistamento di un gruppo di luci che si avvicinano alla Terra e che potrebbero essere asteroidi od oggetti volanti non identificati…”
Facile, no? Soprattutto se non dovete riunire il tutto con una spiegazione coerente. Scrivete qualche puntata, poi vi dimenticate (e fate in modo che gli spettatori si dimentichino) della sotto-trama dei professori e dei compagni di scuola e vi concentrate sul mistero degli asteroidi per qualche puntata. Poi abbandonate anche quello e inserite un serial killer che mangia il cervello delle sue vittime. E via di questo passo.
Conclusioni
Tutti, con un minimo di cultura “pop” e di fantasia, possono scrivere una serie di elementi misteriosi e “fighi”. Il compito di un buon autore è proprio quello di avere in mente una spiegazione sottostante per tutti questi elementi, qualcosa che stupisca davvero lo spettatore (pensate a “The Game” o “Fight Club” di David Fincher o al notevolissimo “Knowing – Visioni dal Futuro”). Altrimenti, si tratta di giocare sporco, di gettare fumo negli occhi e di utilizzare le proprie qualità di scrittore per mantenere lo spettatore in uno stato di perenne sospensione, senza mai raggiungere una chiusura degna e una “fine” della storia.
In questo senso, gli autori di “Lost” hanno giocato decisamente sporco e non hanno fornito *nessuna* reale, concreta, coerente e soddisfacente spiegazione per *nessuno* dei misteri che hanno fatto la fortuna della serie, dopo aver dichiarato che l’avrebbero fatto senza ricorrere a mezzucci narrativi o a “deus-ex-machina”. “Lost”, nonostante questo, ha dei pregi. Come già detto, nella micro-gestione narrativa è una serie estremamente ben scritta, originale dal punto di vista dello storytelling e delle sceneggiature, potente nella creazione di nuove icone pop che difficilmente passeranno di moda (i personaggi, la Dharma, il Mostro, l’Isola, eccetera), estremamente efficace nella gestione dei personaggi e dei dialoghi, originale nel portare sul piccolo schermo un’ondata fresca e interessante di innovazione e di dinamicità. D’altronde, se non fosse così, la gente non l’avrebbe guardata per tutto questo tempo, consacrandola come una delle serie più seguite e premiate della storia recente della televisione internazionale.
Ma per quanto riguarda la macro-gestione, purtroppo, non posso che concludere che si è trattato di un’immensa perdita di tempo, di sei anni “sprecati” nell’attesa di qualcosa che non è mai arrivato.
Un senso.
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May 28th, 2010 at 9:16 pm
[...] sono deciso a scrivere una sorta di recensione critica dell’intera serie. La potete leggere qui. Attenzione: ci sono MOLTI spoiler, quindi se non avete finito di vedere la sesta stagione, vi [...]
May 28th, 2010 at 10:12 pm
Apprezzato moltone. E tra le cose maggiori che hai tralasciato (non per colpa, eh – è che erano *veramente* troppe) c’è la serie di puntate su Sayid killer agli ordini di Ben – o la storia del tatuaggio che Jack si fa fare – o questo e poi quell’altro e anche quell’altro ancora. Insomma, spero di non aver mai l’occasione di conoscere gli scemeggiatori, o se capitasse di poterli prendere adeguatamente a schiaffoni con delle grattugie sulle mani.
May 29th, 2010 at 12:58 pm
Riguardo alla mia teoria sul “cambio di rotta” riguardante la dimensione parallela della sesta stagione, molte fonti online, apparentemente, sembrano confermare il contrario e affermano che J. J. Abrams stesso abbia scritto la puntata finale (dal momento in cui Jack mette la mano sulla bara del padre al momento in cui chiude gli occhi sull’Isola) subito dopo aver scritto il pilota. Questo dovrebbe giustificare le dichiarazioni degli autori sul fatto che avessero in mente “la fine della storia” fin dall’inizio, nonché il fatto che nella Chiesa dell’Aldilà ci siano solo, sostanzialmente, i personaggi presenti nella prima stagione (e quindi inventati da Abrams stesso). Sono piuttosto scettico al riguardo per vari motivi, primo tra i quali il fatto che il personaggio cardine che scatena tutto il “sideways universe” è Desmond, che compare solo nella seconda stagione. Inoltre, nella Chiesa sono presenti anche Juliet, Libby e Penny, che appaiono più avanti nello show. Quindi, pur mantenendo il legittimo dubbio, rimango convinto della mia teoria, for the time being.
May 29th, 2010 at 1:01 pm
E riguardo al fatto che Sayid “passi oltre” e persone come Michael no, ci sarebbe da discutere. Come dici tu, Baloo, Sayid fa da Killer nel “Mondo Esterno” agli ordini di Ben contro Widmore, ma se vi ricordate, si mette persino (a un certo punto) a torturare Sawyer sull’Isola. Come questo lo renda “adatto” a “passare oltre” mentre Michael non lo è? E per quanto riguarda la storia del tatuaggio di Jack… Beh, quella è ampiamente riconosciuta come la puntata più brutta di Lost mai scritta da pressoché tutte le fazioni e le fonti.
June 4th, 2010 at 10:24 pm
IMHO il vero problema è che han mezzo-detto tante cose per non voler mettere tutte le spiegazioni una dietro l’altra come all’asilo. P.e.: la ferita di Jack che lo uccide è nello stesso punto dove fu operato di appendicite anni prima sull’Isola (e si spiega l’attacco di appendicite). Così anche il runaway (tradotto inizialmente in italiano “via di fuga”, anzichè “pista di decollo”) che Sawyer e Kate (guardacaso i 2 losties che la usano) sono costretti ad aiutare a costruire (e si spiega perchè jacob li aveva messi in lista). Insomma, molte cose sono non-dette, ma alla fine molte di quelle cose sono comprensibili a una seconda (e non ho il tempo per rivedere tutto) visione.
September 8th, 2010 at 2:28 am
ho appena finito di vedere l’ultima puntata e sono corso a leggere queste pagine. che poi ho inziato a vedere lost esattamente dopo aver visto che avevi scritto l’articolo… o è un ricordo da un universo parallelo?
su tutto quello che hai scritto mi trovo pienamente d’accordo, la sensazione di stare ad assistere ad un “gioco di prestigio” (ottima definizione!) cresce da puntata in puntata.
mi sento preso in giro =)